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Intelligenza artificiale, a Venezia arrivano i pesci robot

Un progetto europeo per studiare i fondali marini e recepire dati importanti sullo stato di salute delle acque

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L’intelligenza artificiale va sott’acqua all’Arsenale di Venezia con il progetto europeo subCULTRon. Un’equipe di scienziati appartenenti a sei paesi, tra i quali Italia, Austria, Francia, Germania, Belgio, Ungheria, ha messo a punto una serie di robot anfibi, in grado di dialogare con l’ambiente marino circostante e incamerare dati sullo stato ambientale della Laguna di Venezia. I robot sviluppati dal progetto rappresentano una applicazione subacquea innovativa dell’intelligenza artificiale individuale e collettiva che porta ogni singolo robot ad agire come un banco di pesci in natura e quindi a muoversi in modo autonomo, in grado di percepire e recepire i cambiamenti dell’ambiente in cui si trovano immersi.

La partnership italiana è formata da Ismar Cnr, Corila e dalla Scuola Superiore Sant’Anna. Il Coordinatore del progetto è il professore Thomas Schmickl dell’Università di Graz.
Ismar Cnr e Corila, il Consorzio per la Gestione del Centro di Coordinamento delle Attività di Ricerca inerenti il Sistema Lagunare di Venezia hanno messo a disposizione del gruppo di scienziati internazionali importanti dati del delicato ecosistema lagunare veneziano, necessari anche all’ingegnerizzazione dei prototipi: questa conoscenza dell’ambiente lagunare e marino è servita a mettere a punto lo sciame dei robot subacquei, diversi per tipologia e compiti.

Gli aFish invece hanno avuto il compito di monitorare ed esplorare l’ambiente marino dando ordini e comunicando con le altre tipologie di robot. I pesci robot si muovono autonomamente in acqua come un vero e proprio banco di pesci. Ognuno di loro, in maniera individuale, ha raccolto dati che ha comunicato al resto del branco di pesci robot.

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Gli aMussel immersi nelle acque di Venezia, che richiamano i mitili, sono cilindri della lunghezza di 50 centimetri e del peso di circa 2 chilogrammi, memoria collettiva a lungo termine dell’intero sistema di monitoraggio. Durante le prove in Laguna effettuate a settembre i mitili robotizzati si sono adagiati sul fondo della Darsena Grande. Hanno raccolto dati fisici relativi e individuato agenti biologici come alghe, plancton e pesci.

 

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Completano il sistema di monitoraggio del progetto subCULTRon le aPad (ninfee artificiali), piattaforma di appoggio per le due tipologie precedenti di robot acquatici: le ninfee hanno avuto il compito di portare in una posizione definita da coordinate GPS il branco di pesci e mitili robotici, rimanendo in contatto con le reti satellitari e di telefonia mobile. Accumulano energia mediante i pannelli di cui sono rivestite e grazie a questa energia ricaricano gli aMussel e gli aFish.
Dalle ninfee nella fase di testing è partito un input ai mitili artificiali che si sono autonomamente affondati per adagiarsi sul fondo della darsena. Contemporaneamente, i pesci robot si sono immersi ed hanno raggiunto i mitili artificiali. Da terra è stato dato l’ordine, mediante un telefonino, di fotografare il fondo marino e sullo stesso telefonino, in tempo reale, sono apparse le immagini.

 

Il sistema di pesci robot potrà essere impiegato nei canali veneziani per implementare con metodi innovativi la ricerca sulla biodiversità e per altre funzioni. In futuro si svilupperanno applicazioni in ambiente marino aperto con nuovi sensori e nuovi algoritmi bioinspirati. Venezia è stata scelta per la complessità e variabilità dell’ambiente subacqueo lagunare e per le dinamiche uniche che vi si possono osservare.

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