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Internet delle cose, 6 milioni di oggetti connessi via mobile nel 2013

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L’internet delle cose dilaga in Italia: nel 2013 sono stati 6 milioni gli oggetti interconnessi tramite mobile, +20% rispetto al 2012, quando l’aumento aveva già raggiunto la cifra record del +25%. Le soluzioni Internet of Things basate su rete cellulare valgono 900 milioni di euro, in aumento dell’11%, in controtendenza rispetto alla flessione registrata dal mercato Ict.

Tra i vari settori, crescono in modo significativo quello delle Smart Car, con oltre 2 milioni di auto connesse e un fatturato in crescita del +35%, e della Smart Home & Building in cui, oltre alla soluzioni tradizionali, si affermano nuove applicazioni orientate direttamente al consumatore. Per quanto riguarda la Smart City, essa rimane uno dei principali campi di sviluppo dell’Internet of Things, ma in Italia è circoscritto a poche applicazioni dai ritorni certi, soprattutto nell’illuminazione pubblica e nella raccolta dei rifiuti.

Sono questi i dati principali che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata all’interno di un convegno svoltosi presso il Campus Bovisa del Polimi lo scorso 6 febbraio.

“Nel 2013 l’Internet of Things ha visto alcune dinamiche di lenta evoluzione affiancarsi ad alcuni elementi di slancio e novità”, ha spiegato Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Internet of Things. “Da un lato, si assiste ad una crescita organica delle applicazioni più consolidate che ancora oggi rispondono al bisogno di connettività facendo leva sulla rete cellulare. Dall’altro, si muovono ambiti di applicazione meno consolidati. In particolare lo Smart Home & Building, che è il terreno di sbarco di una pletora di nuove soluzioni spesso rivolte direttamente all’utente consumer, dalla gestione domestica alla sfera personale. E poi lo Smart Car, in cui si assiste ad una accelerazione del percorso verso l’auto connessa, a fianco delle applicazioni più tradizionali”.

Fatta eccezione per i contatori elettrici, in Italia la maggior parte delle applicazioni IoT consolidate continua a sfruttare come interfaccia con il mondo fisico la connettività cellulare. “Nel 2013 sono saliti a 6 milioni gli oggetti interconnessi tramite rete cellulare”, spiegano Giovanni Miragliotta e Angela Tumino, Responsabili della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things, “con una crescita del 20% rispetto al 2012, che conferma l’espansione a doppia cifra già registrata negli scorsi anni, +13% nel 2011 e +25% nel 2012. Tra questi, si contano più di 2 milioni di auto e diverse centinaia di migliaia di automezzi per il trasporto merci, ascensori e contatori gas”. Entrando nello specifico, le Smart Car rappresentano il 47% del totale degli oggetti interconnessi via rete cellulare, e le applicazioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility sono il 26%; vi è poi un 10% composto da applicazioni di Smart Asset Management in altri contesti come il monitoraggio di gambling machine e ascensori (+18%), un 9% di Smart Home & Building, un 5% di Smart Logistics e il restante 2% di Smart City & Smart Environment.

Guardando al fatturato complessivo, con il +35% rispetto al 2012 è la Smart Car ha rilevare il maggiore tasso di crescita, ed è anche la quota più importante, con il 31% del valore totale del mercato delle soluzioni Internet of Things, superando lo Smart Home & Building (21%). Seguono lo Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility (19%), le Smart Logistics per il trasporto (13%) e le altre applicazioni di Smart Asset Management (8%). Il 73% del valore di mercato, pari a circa 660 milioni di euro, deriva da soluzioni basate interamente su rete cellulare, mentre il restante 27% è legato invece a soluzioni “miste”, che vedono l’impiego di altre tecnologie – come ad esempio Power Line Communication o tecnologie radio – per la raccolta dei dati dal campo.

Dei 2 milioni di Smart Car connesse in Italia, il 95% lo fa attraverso applicazioni per l’utilizzo di box Gps/Gprs per la localizzazione dei veicoli privati e la registrazione dei parametri di guida a scopo assicurativo. L’Osservatorio, inoltre, stima che vi sarà presto un boom dei veicoli con Sim a bordo: dall’8% del totale dei mezzi circolanti, si stima che nel 2016 le macchine connesse in Italia rappresenteranno circa il 20%, per un totale di oltre 7,5 milioni di auto. La crescita dello Smart Car nei prossimi anni sarà legata a un significativo aumento della diffusione di veicoli “nativamente connessi” anche grazie allo stimolo della normativa eCall, che stabilisce che da ottobre 2015 tutti i nuovi modelli immessi sul mercato dovranno poter effettuare chiamate automatiche di emergenza.

Altro ambito particolarmente dinamico sul mercato italiano è lo Smart Home & Building. Parallelamente al consolidamento delle soluzioni tradizionali di domotica e automazione industriale basate su tecnologia cellulare, nel 2013 sono nate tante nuove soluzioni rivolte direttamente al consumatore che mirano al comfort e alla sicurezza.

Nel prossimo futuro, stima l’osservatorio, sarà determinante l’impatto della tecnologia Bluetooth Low Energy (Ble) in grado di facilitare la connessione di oggetti intelligenti di uso quotidiano e dispositivi mobili in ambito domestico. Oggi, infatti, circa l’1% delle abitazioni in Italia è dotato di dispositivi per il telecontrollo del riscaldamento e/o l’antintrusione, ma con l’affermarsi delle tecnologie wireless all’interno dell’abitazione e con la crescente disponibilità di dispositivi Ble si arriverà a più di 3 milioni di oggetti domestici connessi nel 2016 in Italia. E con l’aumento del numero e della varietà dei dispositivi, sarà sempre più necessario garantire l’interoperabilità tra soluzioni di fornitori diversi, attraverso piattaforme che unifichino l’esperienza dell’utente, sia in fase di sviluppo e configurazione che nella gestione degli oggetti intelligenti.

Infine, l’Osservatorio si concentra sulla Smart City, ancora circoscritta in Italia a poche applicazioni dai ritorni certi. Sulle 116 città (51 in Italia, 65 all’estero) analizzate, viene rilevato un totale di 258 applicazioni Smart City abilitate dalle tecnologie IoT. L’illuminazione pubblica intelligente rappresenta l’ambito trainante, con oltre 200 città che hanno installato applicazioni per il telemonitoraggio e il telecontrollo dei lampioni negli ultimi tre anni (13% delle applicazioni totali, 30% delle città analizzate), per un totale di oltre 400 mila lampioni connessi a fine 2013. Nel 2013, con 12 milioni di euro, l’illuminazione intelligente rappresenta il 18% del valore complessivo della Smart City in Italia. Seguono le applicazioni di raccolta rifiuti per l’identificazione dei cassonetti e il supporto alla tariffazione puntuale (13% delle applicazioni, 28% delle città analizzate). Si diffonde una progressiva multifunzionalità, con oggetti che condividono la dotazione tecnologica tra più applicazioni: oltre il 30% dei progetti avviati in Italia e all’estero dal 2012 tocca almeno due ambiti applicativi, il 12% almeno tre.

“Sulla Smart City in Italia siamo ancora nella fase iniziale di un percorso di trasformazione lungo e complesso su cui continuano purtroppo a incidere in maniera negativa gli effetti indotti dall’attuale crisi economica, in particolar modo sulla capacità di spesa delle Pubbliche Amministrazioni”, commenta Perego. “Osserviamo con soddisfazione, però, che sempre più spesso gli investimenti in progetti Smart City iniziano a inserirsi in una ‘regia comune’ cittadina, entro cui le singole applicazioni avviate anche da attori distinti possono inserirsi in modo coeso e più aderente ai bisogni e alle risorse della comunità”.

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