La banda ultralarga a Milano passa dalle fognature | Ingegneri.info

La banda ultralarga a Milano passa dalle fognature

La Città metropolitana sta per diventare una delle più cablate d'Europa. Merito di una tecnologia che permetterà di far passare la fibra ottica nelle fognature senza scavare, come accade in città come New York

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Milano sarà presto una delle aree metropolitane più cablate d’Europa: nei prossimi mesi infatti verranno aggiungi circa 210 km di fibra ottica per 9 nuovi Comuni del circondario (Bollate, Paderno Dugnano, Cusano Milanese, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Cernusco sul Naviglio, Carugate, Pessano con Bornago), andando così a chiudere l’anello di rete in fibra ottica della metropolitana, che già si basa su 2mila km di dorsale telematica. E l’operazione verrà fatta senza scavi.

L’iniziativa è frutto della sinergia tra la Città Metropolitana e il Gruppo Cap, che proprio in questi giorni hanno sottoscritto l’accordo che regola tempi e natura del progetto. Il Gruppo, con un investimento di 2 milioni e mezzo di euro, provvederà alla posa e cura della fibra ottica, che sarà inserita direttamente nei collettori fognari senza scavare, riducendo i costi dell’infrastruttura e l’impatto sull’ambiente.  La Città Metropolitana concederà a Cap la possibilità di connettersi gratuitamente alla rete e l’utilizzo per 50 anni in esclusiva del 20% dei cavi spenti.

Il Gruppo Cap, completando l’anello, e raggiungendo 11 sedi aziendali, potrà azzerare così i propri costi di trasmissione dati (con un ritorno dell’investimento di 6,5 anni) e sviluppare politiche mobile nella gestione del servizio idrico. D’altra parte la Città metropolitana di Milano potrà velocizzare la propria rete informatica, con vantaggi concreti anche in tutti quei luoghi pubblici, come biblioteche, ospedali, scuole, di cui i cittadini sono i primi fruitori e introietterà le royalties che deriveranno dalla posa del cavo in fibra brevettato e registrato nel 2013, dalla Provincia di Milano, ora Città metropolitana, allo European Patent Office.

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Si tratta di uno degli esempi più evidenti di applicazione del piano smart city su vasta scala che la Città Metropolitana sta sviluppando sulla falsariga dei modelli di città come New York, in cui i cavi della fibra ottica sono stati posati lungo la rete idrica antincendio dismessa da anni, o come Los Angeles dove la scelta è ricaduta sui tunnel della metropolitana e sulle condutture di servizio dei mezzi di trasporto sotterraneo.

“Questo investimento è frutto di un modo innovativo di guardare al servizio idrico e ci consentirà di abbattere i costi di connettività – spiega Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP. “Non solo si usano infrastrutture che già ci sono per innervarle con un sistema avanzatissimo di trasporto dei dati, ma le condutture della fognatura diventano un edificio virtuale su cui poggiare sistemi intelligenti per la gestione dell’acqua. La fibra ottica per esempio contribuirà al funzionamento dei contatori smart, che entreranno nelle case di 2 milioni e mezzo di cittadini per misurare in tempo reale i consumi e la pressione dell’acqua. Collegandosi allo smartphone, ognuno potrà consultare i propri consumi e pagare la bolletta con un click. E i nostri tecnici potranno sempre meglio monitorare da remoto le caratteristiche dell’acqua e intervenire subito in caso di necessità”.

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