La realtà aumentata è alla portata di tutti: ecco perché | Ingegneri.info

La realtà aumentata è alla portata di tutti: ecco perché

L’uso dell’Augmented Reality in Architettura e ingegneria non è più un privilegio di grandi studi e mega società internazionali, ma può fornire un boost notevole anche al libero professionista a costi contenuti. Ne parliamo con l’ing. Ilaria Lagazio

La tecnologia HTC Vive impiegata nelle soluzioni tecnologiche di Augmented Reality testate da Autodesk
La tecnologia HTC Vive impiegata nelle soluzioni tecnologiche di Augmented Reality testate da Autodesk
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Realtà aumentata, realtà virtuale e mixed reality: tre concetti distinti e affini in un certo senso contemporanei ed antichissimi. Se infatti le prime sperimentazioni di realtà virtuale le registriamo da mezzo secolo, è vero che in questi ultimi anni l’innovazione tecnologica ha consentito di implementare AR, VR e MR in modo sistematico all’interno dei processi industriali. Tant’è che oggi la realtà aumentata non soltanto è ampiamente usata in ambiti che spaziano dal ‘micro’ al macro, come la sanità digitale o l’industria aerospaziale, ma addirittura è diventata ‘accessibile’, con soluzioni tecnologiche che consentono anche al professionista più ‘piccolo’ di utilizzare AR e VR per la sua professione quotidiana. E naturalmente l’architettura e l’ingegneria ne sono toccate in modo diretto, come da tempo documentiamo proprio su Ingegneri (per farsi un’idea di ciò a cui facciamo riferimento vi suggeriamo questo articolo di Fabrizio Aimar).
Come tutto ciò sia possibile lo abbiamo chiesto all’ing. Ilaria Lagazio, AEC Building – BIM Senior Technical Specialist di Autodesk, all’interno di una particolare sessione in cui abbiamo sperimentato con mano lo stato dell’arte della tecnologia.

Prima di tutto, facciamo chiarezza sulle definizioni: che cosa intendete per AR, VR e mixed reality, almeno in Autodesk?
La nostra definizione, che è in ogni caso di dominio comune, serve semplicemente a fare chiarezza su cosa si intende per Virtual Reality, Augmented Reality e Mixed Reality, visto che oggi a volte è difficile capire dove inizia una e finisce l’altra. Autodesk sviluppa la Realtà Virtuale grazie a prodotti come Autodesk Revit Live, Stingray e Vred, dove l’utente si immerge completamente in ambienti sintetici; la Realtà Aumentata rappresenta invece il passo successivo, una realtà olografica sovrapposta ad oggetti reali, alla realtà virtuale si sovrappongo nuovi livelli informativi, ad esempio mentre sto osservando con un qualsiasi device un oggetto, posso vedere informazioni aggiuntive quali prezzo, produttore, data di manutenzione ecc. Invece la mixed reality permette di creare una interazione, posso pilotare quelli che sono i layer aggiuntivi come istogrammi, ologrammi e farli reagire ai miei input. Spesso comunemente AR e mixed reality vengono assimilate e il termine Realtà Aumentata vale per entrambe.

Alcune di queste tecnologie hanno anche decenni di storia, ma la loro applicazione nei principali settori industriali è diventata sistematica in tempi recenti: perché? Quali vantaggi oggi consentono?
Questo settore che si ritiene avrà un grande sviluppo nei prossimi anni, oggi riceve una forte spinta dal cloud. Ci sono tecnologie anche più moderne rispetto a quello che abbiamo visualizzato nella Virtual Experience Room di Autodesk a Milano, ad esempio nell’Autodesk Virtual Room della nostra sede di Monaco di Baviera l’utente ha la possibilità di vedere addirittura la propria immagine riflessa in tempo reale su oggetti virtuali e questo aggiunge un realismo impressionante. Il tutto è reso possibile grazie all’elevata potenza di calcolo del cloud che rileva l’esistente, lo processa in cloud e ne riporta il riflesso così come lo vedremmo in realtà sull’oggetto virtuale.

Sono d’accordo che non ci troviamo davanti ad una nuova tecnologia, intorno al 1988 in Autodesk avevamo creato uno dei primi sistemi virtuali digitali e già negli anni ‘60 esistevano esperienze virtuali analogiche, ma solo oggi grazie al cloud possiamo pensare di utilizzarle in modo industriale.
Storicamente, inoltre, Autodesk realizza soluzioni per il mondo dell’entertaiment, in settori quali ad esempio quello del videogioco e questo ci permette di applicare la nostra expertise e i prodotti già sviluppati al mondo industriale.
Parlando di vantaggi, possiamo dire che l’informazione, che pure parte sempre dalla rivoluzione costituita del BIM, viene “amplificata” se così si può dire, individuando nuovi modi per condividerla.
L’interesse verso queste tecnologie è in crescita e lo sarà sempre di più nei prossimi anni.
Basti pensare che già oggi una volta immersi nella realtà virtuale è possibile condividere un progetto come se fosse reale o aumentare le informazioni a disposizione. Attività che forniscono una maggiore comprensione del progetto e consentono di assumere decisioni più informate, con meno errori e conseguente aumento della produttività non soltanto in riferimento alle scelte puramente architettoniche.
Pensiamo ad esempio alla possibilità di “testare” virtualmente il montaggio di un impianto complesso riducendo sensibilmente la componente di rischio sul cantiere.

Realtà aumentata nella fabbrica

Realtà aumentata nella fabbrica

Un’obiezione che in molti fanno è che dotarsi di un’attrezzatura professionale da integrare nelle fasi di progetto potrebbe essere troppo oneroso rispetto al potenziale portafoglio clienti. Questo riguarda in particolare chi fa ‘piccoli progetti’. Perché non è più così oggi?
Tutti potranno beneficiare di questi strumenti e l’attrezzatura professionale da integrare non è onerosa.
Con il fatto che le tecnologie hardware sono destinate a costare sempre meno a maggior ragione sappiamo che l’investimento si sposterà sul software che dovrà essere sempre più performante e che tutti potranno acquistare con strumenti hardware molto meno costosi.

Facendo un esempio concreto, che cosa potrebbe fare con la AR un progettista oggi impegnato, ad esempio, in una ristrutturazione? O in un nuovo progetto?
Oggi il designer con qualsiasi progetto sviluppato in Autodesk Revit, anche ad un livello non molto raffinato di modellazione, semplicemente schiacciando un bottone, può portare il progetto su Revit Live e scaricandolo sul proprio editor con un Htc Vive navigare al suo interno.
L’esperienza fornita da Autodesk Revit Live proietta l’utente nella storia del progetto proprio come avviene nei videogiochi. Architetti, ingegneri e professionisti dell’edilizia possono così personalizzare e condividere con più facilità l’esperienza con i clienti affinché possano “vivere” il progetto, migliorando la comunicazione su un progetto digitale prima che prenda vita.

Augmented Reality in ingegneria

Augmented Reality in ingegneria

Chi sceglie di specializzarsi nel campo dell’AR, quali potenziali sbocchi professionali ha? Quali sono le competenze e i background professionali più ricorrenti tra chi sta già utilizzando la AR?
Per utilizzare Revit Live non è necessaria alcuna competenza specifica e questo lo differenzia dal software di rendering tradizionale che richiede specifiche competenze. Diversamente invece viene richiesta per prodotti più sofisticati come Stingray o 3ds Max. In questi casi è necessario avere personale con skill dedicati, ma tutto dipende dal risultato che si vuole ottenere. Gli sbocchi professionali sono in crescita oggi ad esempio in Autodesk si sta già parlando in alcuni progetti pilota di progettazione immersiva che andrà nuovamente a cambiare il paradigma della progettazione. Il progettista potrà creare in un mondo reale dotato di strumenti ”indossabili” piuttosto che davanti ad un monitor e ad una tastiera…non possiamo nemmeno ancora immaginare cosa ci riserverà il futuro!

L’ing. Ilaria Lagazio

L’ing. Ilaria Lagazio

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