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L’Enea ricostruisce in 3d il fregio delle Sfingi della Basilica Ulpia

Il fregio sarà visibile fino al prossimo 18 settembre ai Mercati di Traiano a Roma. Dal 21 al 23 marzo un’altra stampa 3d sarà esposta al Salone del Restauro di Ferrara

Fregio delle Sfingi stampato in 3d - Fonte Enea
Fregio delle Sfingi stampato in 3d - Fonte Enea
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Grazie all’impiego di metodologie all’avanguardia, l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha realizzato in 3d il Fregio delle Sfingi della Basilica Ulpia, situata nel Foro di Traiano dell’Antica Roma e di cui oggi sono visibili i resti.

Il lavoro di ricostruzione del fregio in 3d, insieme alla rielaborazione virtuale di 14 frammenti in alta risoluzione, è stato portato avanti dalla Divisione ICT del Dipartimento di Tecnologie Energetiche dell’Enea all’interno di un interessante progetto che ha avuto come obiettivo primario lo “Sviluppo e la diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la Conservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti”, definito brevemente come progetto COBRA.

Visitando la mostra Costruire l’Impero, creare l’Europa, organizzata per i 1900 anni dalla morte dell’imperatore Traiano, è possibile osservare la stampa in 3d del fregio ricostruito, nonché compiere un affascinante viaggio nel passato. C’è tempo fino al 18 settembre 2018, recandosi ai Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali, approfittando magari dell’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.

Le tecniche utilizzate per la realizzazione del fregio

Sfingi in posizione araldica e candelabri costituiscono il tema del fregio, che precisamente adornava il primo ordine della Basilica Ulpia al piano terra.
Con la sua ricomposizione virtuale, e successiva stampa in 3d, trionfa il connubio tra arte e tecnologia: scansioni fotogrammetriche a partire da immagini bidimensionali, luce strutturata, software sofisticati e modelli matematici per l’elaborazione in 3d delle scansioni, sono stati gli strumenti adoperati, come nel caso del patrimonio archeologico greco e romano degli Uffizi di Firenze.

Gli esperti del progetto COBRA dell’Enea sono riusciti a ricostruire virtualmente 14 frammenti e a ricollocarne 10 sullo schema del Fregio delle Sfingi rilasciato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma. Mancando però il disegno caratterizzante l’architrave, si è pensato di utilizzare, in sostituzione, un motivo detto ‘kimalesbio trilobato’, appartenente a un pezzo in buone condizioni sempre attribuibile al primo ordine dell’abside della Basilica Ulpia.

Lo schema del Fregio delle Sfingi della Soprintendenza - Fonte Enea

Lo schema del Fregio delle Sfingi della Soprintendenza – Fonte Enea

 

Si è trattato di un lavoro di digitalizzazione molto prezioso, che ha saputo far rivivere elementi architettonici del passato per studiarne le caratteristiche e restituirne la bellezza ai professionisti del settore o semplicemente a chi ne è appassionato.

 L’architrave con decoro ‘kimalesbio trilobato’ ricostruito in 3d con la fotogrammetria - Fonte Enea

L’architrave con decoro ‘kimalesbio trilobato’ ricostruito in 3d con la fotogrammetria – Fonte Enea

Il successo del progetto COBRA: alcuni dati

Con il progetto COBRA, l’Enea ha messo la tecnologia al servizio dell’arte, nell’intento di incentivare le attività legate ai beni culturali e rimarcare l’importanza del valore storico del nostro patrimonio.

Gli obiettivi in programma hanno messo in evidenza strategie di successo che hanno consentito anche un maggiore coordinamento con enti terzi. “Questi risultati ci hanno permesso di incrementare in qualità e quantità le collaborazioni con le PMI fornitrici di prodotti e servizi – sottolinea Roberta Fantoni, responsabile scientifico del progetto COBRA – con le Soprintendenze, con impatti positivi sulla crescita di posti di lavoro qualificato, di competitività del sistema ricerca-industria a livello nazionale e, per la trasversalità delle tecnologie, anche di altre filiere produttive, quali le bioscienze, l’aerospazio e le energie rinnovabili”.

Di fatto, sono stati creati nuovi posti di lavoro, sono state organizzate 24 campagne archeologiche, analisi sismiche, 6 workshop, mostre, fiere, 37 conferenze e sono state redatte 14 pubblicazioni.

Infine, segnaliamo che dal 21 al 23 marzo un’altra stampa 3d del fregio delle Sfingi della Basilica Ulpia, sarà esposta al Salone del Restauro di Ferrara.

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