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L’ingegneria in cucina: quando il robot prepara il ramen – video

In un ristorante giapponese a Shanghai le ciotole di ramen le preparano Koya e Kona, velocissimi chef-robot che impiattano in 90 secondi

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Dai primi elettrodomestici postbellici ai più sofisticati “aiuti” degli ultimi anni, una cosa è chiara: anche l’ambiente più sacro del focolare domestico, la cucina, non resiste al richiamo delle sirene dell’innovazione ingegneristica.

Ma se in cucina l’apporto umano riveste ancora un ruolo rilevante, nei ristoranti e nell’industria alimentare (come da decenni ormai in quella, ad esempio, automobilistica) lo sviluppo di robot in grado di sostituirsi a sapienti mani stellate va affermandosi sempre di più.

La strada si è aperta già nel 2009 a Minami-Alps, Giappone, con il ramen shop di Yoshihara Uchida. Qui i robot in realtà non cucinano il cibo, ma assemblano le centinaia di piatti secondo le combinazioni, un tempo inviate via computer, adesso disponibili tramite un’app.

Un altro salto significativo è poi quello della Moley Robotics, che registrando tutti i movimenti delle braccia e delle mani dello chef Tim Anderson (vincitore della competizione inglese MasterChef nel 2011) ne ha creato un vero e proprio clone (anche lui pilotabile tramite un’app), dotato di 20 motori e 24 giunti, pronto già da un anno, e la cui applicabilità futura sembra davvero immensa.

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© Moley Robotics

Senza aspettare il futuro, invece, è già realtà ciò che succede a Shanghai, dove nel ristorante Toyako Robot Ramen i metallici Koya e Kona cucinino zuppe e noodle, e li impiattino come coreografia richiede. Ormai noto in tutto il mondo, questo ristorante permette ai clienti di osservare al lavoro i due robot mentre preparano le loro ordinazioni.

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© China News

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© China News

Il costo di questa tecnologia made-in-Japan è ancora troppo alto (un milione di yuan, poco meno di 150 mila euro) per giustificare una sostituzione completa della manodopera umana (che infatti sarebbe di un sesto di quella meccanica), ma almeno “Koya e Kona non ti chiedono di poter uscire prima, né si ammalano”, come afferma il proprietario Liu Jin al Shanghai Daily dei suoi nuovi dipendenti.

Anche se non sono in grado di fare realmente i noodle, le loro imponenti braccia possono gestire praticamente ogni altro aspetto della preparazione di una ciotola di ramen, e in soli 90 secondi. Al momento l’investimento è più orientato all’intrattenimento che a un’effettiva utilità, ma non sono per niente lontani i tempi in cui quest’ordine sarà invertito.

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