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Macchine utensili, ordinativi con segno più secondo l’Ucimu

Digitalizzazione e macchine utensili di precisione e robot la fanno da padrona secondo il ministro Carlo Calenda, con il Piano Impresa 4.0

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Aumento di oltre il 45,9% degli ordini interni di macchine utensili italiane nel 2017 rispetto al 2016: questo il dato rilevato dall’Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari.
Incremento della raccolta ordini dell’86,2% rispetto al quarto trimestre del 2016, con ordini interni che hanno registrato un incremento del 45,9% a dimostrazione della grande propensione a investire del mercato italiano. Anche l’estero fa la sua parte, gli ordini sono cresciuti del 4,7%.

Macchinari, robot e automazione, un percorso di digitalizzazione delle imprese italiane favorito dal Piano Impresa 4.0, in particolare con le misure di super e iper ammortamento:

  • Superammortamento: supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali come software e sistemi IT per nuovi acquistati o in leasing;
  • Iperammortamento: supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti nella digitalizzazione in chiave 4.0;

Tradotto, significa aumentata lungimiranza delle aziende con conseguenti vantaggi all’intera filiera, in particolare per il comparto dell’automazione industriale, un ecosistema variegato, che dialoga attivamente con realtà e interlocutori diversi quali costruttori di macchine, impiantisti, system integrator e clienti finali.
Non vi è più una netta distinzione fra chi gestiva la parte meccanica della macchina e chi si occupava invece dell’automazione, oggi la digitalizzazione e l’Ict (Information & communications technology) permettono di ottimizzare prodotti e processi produttivi.

Innovazione e nuove tecnologie presuppongono nuove competenze professionali che prevedono la convergenza di meccatronica e Ict, che le stesse imprese italiane cercano di fornire con formazione continua dei lavoratori e nuovi profili professionali capaci di affrontare le sfide legate alla quarta rivoluzione industriale.
Il tessuto imprenditoriale italiano è composto principalmente da aziende di medie e piccole dimensioni che, per tenere il passo con i colossi internazionali, giocano sul vantaggio competitivo ottenuto dalla personalizzazione dell’offerta e dell’innovazione tecnologica.
Questi risultati dimostrano l’importanza di rendere strutturale il Piano nei prossimi anni – sottolinea Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico – per poter cosi garantire la programmabilità degli investimenti e sostenere la competitività delle imprese italiane, l’aumento degli investimenti delle imprese e della domanda interna, rappresenta il segnale di nuovo percorso intrapreso dell’industria italiana sempre più orientata verso nuovi prodotti, efficientamento dei processi e tecnologie più evolute”.

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