Nuovi materiali nell'edilizia contemporanea: intervista a Fabrizio Aimar | Ingegneri.info

Nuovi materiali nell’edilizia contemporanea: intervista a Fabrizio Aimar

Qual è lo stato dell’arte della ricerca scientifica sui materiali per l’edilizia sostenibile? Esistono materiali green anche in fase di produzione? Ne abbiamo parlato con l'architetto Fabrizio Aimar, autore della collana I nuovi materiali in edilizia: 3 ebook su strutture, superfici, isolamento, edita da Wolters Kluwer

L'autore, l'arch. Fabrizio Aimar
L'autore, l'arch. Fabrizio Aimar
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Poniamo l’attenzione oggi sulle nuove possibilità offerte dalla tecnica sui materiali assieme all’arch. Fabrizio Aimar, divulgatore e autore della collana dal titolo “I nuovi materiali in edilizia: 3 eBook su strutture, superfici, isolamento”, edita da Wolters Kluwer.

In questa collana viene fornito, con approccio inedito al tema, un ampio ventaglio di risultati, frutto di recenti ricerche nell’ambito dei materiali, con particolare riferimento ai materiali “green”, descrivendone le caratteristiche tecniche e i campi di impiego.

Fabrizio Aimar, i 3 eBook sui nuovi materiali nel settore building fanno parte delle ultime novità editoriali Wolters Kluwer. Dovendo riassumere in poche righe gli argomenti della sua collana, cosa direbbe?

É un lavoro di indagine che ho fatto per dare la possibilità a architetti, ingegneri, costruttori, o anche semplici appassionati del tema, sulle nuove possibilità per quanto riguarda i materiali all’interno dell’organismo architettonico. Molte delle recenti sfide si giocano su 3 temi principali: sull’aspetto strutturale di un edificio, sulla parte dell’isolamento e su quella delle superfici.

La prima parte – quella strutturale – è ovviamente importantissima perché determina la stabilità dell’edificio rispetto ai carichi e rispetto al sisma.

C’è molto da dire in secondo luogo sull’isolamento. Molto spesso si parla delle necessità degli edifici di consumare meno energia, di essere il più possibile virtuosi per quello che riguarda il patrimonio edilizio esistente – e ricordiamo che il nostro patrimonio immobiliare è molto vecchio – e per quello che riguarda gli edifici recenti ma realizzati ancora con tecnologie molto dispersive dal punto di vista energetico.

Quello delle superfici è uno degli altri grandi temi analizzati. Pensiamo ad esempio al problema dei COV, ossia i composti organici volatili, che altro non sono che delle particelle chimiche presenti in molti materiali da costruzione e che sono una delle cause dell’inquinamento indoor. L’Unione Europea chiede al settore dell’edilizia di fare dei passi avanti per limitare il più possibile la presenza di questi composti chimici che hanno effetti dannosi sulla salute degli abitanti.

L’eBook che ha come tema quello delle superifici cerca di divulgare anche questo tema, presentando materiali che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità di vita sopratutto nelle abitazioni, per evitare problemi alla salute di tipo respiratorio, cardiaco e mentale.

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Immagine estratta dall’eBook “I nuovi materiali in edilizia: isolamento”

In un settore che diventa sempre più performante, sia come richiesta sia dal punto di vista dell’offerta, come vorrebbe aiutare il professionista, l’ingegnere o l’architetto che legge questa collana?

Vorrei far conoscere a tutti i professionisti che lavorano nel campo della progettazione le nuove opportunità che abbiamo grazie alla ricerca applicata, presentando dei materiali che permettono un contenimento di energia già alla base.

Mi spiego meglio. Esiste una gamma di isolanti usati in ambito edile che nella fase della loro produzione richiedono un grande dispendio di energia fossile. É per me un controsenso isolare un edificio con l’obiettivo di risparmiare energia per il suo riscaldamento/raffrescamento con un materiale che nella fase della sua produzione ha richiesto un gran dispendio di energia fossile.

Ecco, nella mia collana volevo introdurre dei materiali che fossero realmente green. Inoltre avevo l’obiettivo di suggerire ai professionisti i punti si cui fare attenzione accennando ad esempio ai CAM, ossia ai Criteri Ambientali Minimi che vengono richiesti dalle stazioni appaltanti e che sono volti ad individuare la migliore soluzione, il miglior prodotto per un appalto tenendo conto di tutto il ciclo di vita del materiale.

É molto importante infatti sensibilizzare i professionisti provando a far conoscere questi prodotti che possono sicuramente migliorare e modificare un progetto. Far quindi “accendere una lampadina” su questo tipo di accezione in modo tale che – dopo la lettura della collana – possano cominciare una ricerca e un approfondimento personale.

Infine, volevo offrire un approccio che potesse permettere ad ingengeri e architetti, che lavorano in un campo molto di confine e con molte sovrapposizioni, di ragionare con un medesimo orientamento, ossia quello della qualità sia per il patrimonio di nuova costruzione sia per quello esistente.

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Immagine estratta dall’eBook “I nuovi materiali in edilizia: isolamento”

Esistono anche altri materiali, oltre agli isolanti, che non sono completamente green?

Si, esistono materiali isolanti non green, ma anche strutturali. Basti pensare ad esempio che la produzione di cemento è molto energivora, richiede quindi una grande quantità di energia primaria per la sua produzione.

Quello che ho cercato di fare nell’eBook sui nuovi materiali strutturali non è solo parlare dei cementi che ad esempio riducono il 30% di CO2 immesso nell’atmosfera, ma presentare anche altre possibilità e materiali alternativi al calcestruzzo armato, come il legno.

Il settore del legno è l’unico infatti realmente in crescita nel comparto dell’edilizia. C’è un grande fermento e un gran ricerca in questo settore, e se vogliamo pensare ad un’abitazione realmente sostenibile il comparto legno offre grandi opportunità sopratutto nella tecnologia Xlam.

Immagine estratta dall'ebook "I nuovi materiali in edilizia: isolamento"

Immagine estratta dall’eBook “I nuovi materiali in edilizia: isolamento”

Dalla lettura dei suoi eBook emerge che si è confrontato direttamente con le aziende produttrici dei materiali descritti, oltre ad analizzare una ricchissima bibliografia. Può confermarlo?

Esattamente. Mi sono confrontato con le aziende perchè volevo ragionare in termini di prestazioni reali del materiale. Contattare le aziende chiedendo loro le specifiche, ulteriori caratteristiche tecniche e immagini, mi ha permesso di verificare alla fonte le reali caratteristiche del prodotto. É molto importante fare questo tipo di verifica perchè quello che si trova sul web in alcuni casi può non essere corretto perchè magari possono esserci state delle migliorie negli standard qualitativi, oppure il prodotto può essere cessato di produzione oppure viceversa può essere subentrato un nuovo prodotto che ha delle prestazioni migliori. Nella mia collana ho già fatto questa operazione di “controllo incrociato” delle informazioni, scartando a volta anche molto materiale.

Immagine estratta dall'ebook "I nuovi materiali in edilizia: isolamento"

Immagine estratta dall’eBook “I nuovi materiali in edilizia: isolamento”

Ha trovato delle difficoltà in questa ricerca?

No, devo dire che il panorama della ricerca applicata è davvero vasto e dinamico e ci sono continue scoperte sull’applicabilità dei materiali. C’è da dire che dopo la scoperta deve esserci comunque l’effettiva applicazione in casi reali quindi deve esserci un grande know-how da parte di chi va effettivamente ad utilizzare questi materiali all’interno delle commesse.

Le mie pubblicazioni vogliono dare un piccolo contributo a questo grande dibattito provando ad offrire ai professionisti un’opportunità per affacciarsi nel grande campo della ricerca e provare a ragionare in modo più allargato.

Come mai non ci sono dei casi studio o esempi di come vengono applicati questi nuovi materiali?

Il mio obiettivo era offrire un focus sui materiali e sulle loro caratteristiche tecniche e non tanto sulla loro applicazione. Scegliere un caso studio significa per me accendere il riflettore su un determinato materiale ed applicazione, mentre quello che mi interessava era far conoscere dei nuovi materiali che si possono usare per progettare in maniera più sostenibile.

É poi compito del professionista, in base alla sua esperienza e al suo percorso accademico e formativo, ricercare dei casi studio in linea con le sue esigenze e condurre quindi  autonomamente un approfondimento.

Un’ultima domanda. C’è un ordine di lettura? Consiglierebbe ai progettisti di partire da un testo in particolare?

No, in realtà consiglierei semplicemente al professionista di leggerli tutti, iniziando magari da quello più affine alle proprie esigenze lavorative o alla curiosità personale e portando avanti l’approfondimento – se lo desidera – in maniera autonoma.

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