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Oggetti connessi, e’ boom: i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

I dati dell'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano confermano la crescita sempre piu' in arrestabile delle soluzioni smart, in particolare per la casa e l'auto

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Il 2014 è stato l’anno di svolta per l’Internet of Things, ormai sempre più centrale per il business e destinato a diventare ancora più dirompente nei prossimi anni. Il mercato in Italia ha raggiunto il valore di 1,55 miliardi di euro, trainato sia dagli ambiti tradizionali che utilizzano la connessione tramite rete cellulare sia da applicazioni che sfruttano altre tecnologie di comunicazione.

E mentre nascono sempre più divisioni aziendali dedicata alla IoT, i finanziamenti ricevuti dalle startup di settore aumentano del 90%, con l’ingresso in campo dei grandi player globali.

Sono questi i dati principali del nuovo Osservatorio Internet of Things elaborato dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Gli 1,55 miliardi di euro di valore mercato sono composti da 1,15 miliardi di fatturato generato dalle soluzioni ‘cellular‘, insieme a 400 milioni prodotti da tecnologie diverse dalla rete cellulare. Quantitativamente nel 2014 gli oggetti connessi tramite rete cellulare sono 8 milioni: di questi la maggioranza riguarda le Smart Car (55%) e l’8% la Smart Home & Building. Queste due divisioni da sole coprono il 60% in termini di diffusione e di mercato (a livello di valore, il 38% riguarda la Smart Car e il 23% la Smart Home & Building).

Per quanto riguarda la Smart Home, il 46% dei consumatori dichiara di voler acquistare in futuro 1 o più oggetti intelligenti per la casa, puntando soprattutto su sicurezza e risparmio energetico. Il 69% dichiara di preferire la app come interfaccia, e il 65% vorregge gestire in modo integrato gli oggetti smart.

Insieme alle soluzioni per il residenziale, crescono anche altre soluzioni: il 21% degli oggetti connessi riguarda il segmento Smart Metering & Smart Asset Management (Utility), il 5% la Smart Logistics (che però conta il 14% in valore di mercato), l’8% lo Smart Asset Management.

Con il 2% del totale rischia di apparire meno rilevante l’insieme delle soluzioni per la Smart City, ma in realtà l’Osservatorio rileva come il fenomeno sia in crescita, seppur possa assumere dimensioni decisamente superiori. Il 50% dei Comuni con più di 40mila abitanti ha negli ultimi 3 anni avviato almeno un progetto di Smart City, come raccolta rifiuti, gestione mobilità e illuminazione intelligente. A pieno regime questi progetti, secondo l’Osservatorio, garantirebbero un risparmio di 4,2 miliardi di euro annui, immissioni di Co2 annue inferiori di 7,2 milioni di tonnellate e un risparmio per gli utenti di 5 giorni l’anno in termini di mobilità, evitando ad esempio le code nel traffico e il tempo per la ricerca di un parcheggio.

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