Case stampate in 3d in Italia: 3D Housing 05 a Milano | Ingegneri.info

La prima casa stampata in 3D di Milano

3D Housing 05 è il primo prototipo di casa realizzata con stampa 3D in Italia. Una formulazione cementizia apposita brevettata in Italia, la tecnologia della stampa additiva e dell'estrusione hanno reso possibile questo progetto

3DHOUSING05
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E’ stata presentata nei giorni scorsi a Milano la prima casa italiana ottenuta mediante la tecnologia di stampa 3D: si chiama 3D Housing 05 ed è un progetto per cui hanno collaborato CLS Architetti, Arup, Cybe e Italcementi.

I laboratori di ricerca, che hanno sviluppato il know-how e le competenze tecniche, sono attrezzati con una stampante di dimensioni importanti con la quale si sono condotti studi sulla tecnologia, il processo e i materiali per il 3D printing con tecnologia di estrusione.

La tecnologia usata si definisce stampa additiva. Il materiale sviluppato può essere miscelato, trasportato con una pompa da cantiere ed estruso attraverso ugelli, anche di forma differente, posti sulla testa di una macchina di stampa. Questo nel contempo può autosostenere il primo e i successivi strati depositati che, durante il processo di stampa, vengono posizionati uno sopra l’altro (stampa additiva).

Nel corso del progetto si sono alternate nel team di lavoro figure professionali di ingegneri, chimici dei materiali, architetti e tecnici/ricercatori di laboratorio, per un totale di circa 15 persone dall’inizio del progetto con oltre 15.000 ore di ricerca.

La ricerca in ambito di stampa 3D è iniziata già nel 2015 e durante questi anni di ricerca, il network di professionisti e università coinvolte includono, tra le altre, l’Harvard College Graduated School of Design, l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale) e l’Università degli Studi di Firenze (Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase).

Un importante risultato dell’attività è stato lo sviluppo di una formulazione cementizia apposita per la stampa 3D, protetta da domanda di brevetto depositata in Italia, per cui Italcementi ha avuto un ruolo chiave.

Dopo il cemento biodinamico di Palazzo Italia a Expo 2015, oggi Italcementi contribuisce alla realizzazione di 3D Housing 05, la prima casa in 3D in Italia, fornendo know-how, soluzioni e performance, frutto delle attività di ricerca effettuate in i.lab, il centro di innovazione di prodotto di Bergamo. Italcementi, oggi parte di HeidelbergCement Group, vuole offrire al mercato una nuova opportunità: lo sviluppo di una nuova cultura del “costruire”, un sistema di progettazione e realizzazione basato sulle tecnologie digitali che coinvolge gli studi di architettura e di progettazione, le imprese di costruzioni, le maestranze, i centri di ricerca, le università. La realizzazione di 3D Housing 05 in Piazza Beccaria, in pieno centro a Milano, è la prima applicazione di questo nuovo approccio. La realizzazione di 3D Housing 05 sarà completata e inaugurata in occasione della Design Week 2018.

Enrico Borgarello, Direttore Innovazione di Prodotto Italcementi – HeidelbergCement Group- ha sottolineato che “Italcementi, innovativa per tradizione nei materiali per le costruzioni, oggi è protagonista anche sulla frontiera del 3D printing. La società ha avuto fin dalla sua nascita, oltre 150 anni fa, un ruolo da protagonista nello sviluppo del Paese attraverso lo sviluppo di materiali e applicazioni.”

 

Italcementi e l’architettura: storia e futuro del cemento in Italia

La storia di Italcementi è la storia dell’industria italiana del cemento. Fondata oltre 150 anni fa a Bergamo, con il primo cemento macinato in un mulino ad acqua nel 1864, da allora Italcementi è protagonista del mercato italiano, sia sotto il profilo industriale, sia dal punto di vista dell’innovazione di processo e di prodotto.

Con i suoi materiali e il suo know-how, Italcementi ha avuto un ruolo da protagonista nello sviluppo del Paese, contribuendo alla realizzazione di importanti infrastrutture come l’Autostrada del Sole ed è da sempre al fianco degli architetti nella elaborazione di progetti innovativi e ad alto contenuto tecnologico. Un dialogo che parte da lontano, dalle sperimentazioni sui conglomerati cementizi per il grattacielo Pirelli a Milano con Gio Ponti e l’Aula delle Udienze Pontificie Paolo VI di Roma con Pier Luigi Nervi, ed è proseguita a livello internazionale con il Museo Guggenheim di Frank O. Gehry, la Bibliothèque Nationale de France di Dominique Perrault, l’Oaka di Santiago Calatrava, il Maxxi di Zaha Hadid e con Richard Meier per la chiesa Dives in Misericordia di Roma e i.lab, il centro innovazione di prodotto di Italcementi a Bergamo.

La spiccata propensione all’innovazione di prodotto ha portato negli anni allo sviluppo di molti prodotti unici e innovativi: il cemento fotocatalitico a base del principio attivo TX Active, con le sue proprietà disinquinanti e autopulenti, in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria; le applicazioni innovative a base di un legante speciale solfo-alluminoso, a basso impatto ambientale, capace di accelerare le proprietà meccaniche dei manufatti cementizi e aumentarne la durabilità verso gli agenti aggressivi ambientali; il cemento trasparente i.light usato per le pareti esterne del Padiglione italiano all’Expo di Shanghai 2010 e particolarmente apprezzato dal mondo dell’architettura; il cemento per la creatività i.design EFFIX utilizzato dai designer per realizzare complementi di arredo e di design; il cemento drenante i.idro DRAIN, che consente di realizzare strade e pavimentazioni green che rispettano il ciclo naturale dell’acqua e, infine, l’innovativo prodotto utilizzato per la realizzazione di Palazzo Italia a EXPO 2015, il cemento biodinamico i.active BIODYNAMIC: una malta innovativa caratterizzata da alta resistenza meccanica e fluidità, destinata alla realizzazione di elementi architettonici non strutturali dalle geometrie complesse e a sezione sottile.

Dal 2015, Italcementi ha cominciato a studiare la tecnologia di stampa 3D nel settore cementizio presso i laboratori a Bergamo. I risultati non mancano: il materiale che è stato sviluppato, con la relativa tecnologia, possiede le caratteristiche necessarie per essere miscelato, trasportato con una pompa da cantiere ed estruso attraverso ugelli, anche di forma differente, posti sulla testa di una macchina di stampa; al tempo stesso, è in grado di autosostenere il primo e i successivi strati depositati che, durante il processo di stampa, vengono posizionati uno sopra l’altro (stampa additiva).

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