Premio Antonio d’Auria per Smarthand, mano cibernetica

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Una nuova prestigiosa affermazione assegna un riconoscimento al valore dell’attività di ricerca condotta nei laboratori della Scuola Superiore Sant’Anna. Christian Cipriani, assegnista di ricerca post-doc presso il laboratorio di robotica ARTS al Polo Sant’Anna Valdera di Pontedera (Pisa), è il vincitore ex aequo del “Premio Antonio d’Auria per Progetti e Prototipi di dispositivi meccatronica innovativi di ausilio e disabili motori” con la tesi “Protesi transradiale biomeccatronica sottoattuata: Smarthand”.

Il “Premio d’Auria” è un riconoscimento aperto a cittadini europei con cadenza biennale conferito dalla SIRI, Associazione italiana di robotica e automazione. Del gruppo della Scuola Superiore Sant’Anna che ha conquistato il riconoscimento fanno parte Maria Chiara Carrozza, Direttore della Scuola, questa volta premiata per la sua attività di ricerca e didattica (Cipriani è stato un suo Dottorando), e Marco Controzzi, assegnista di ricerca sempre presso il laboratorio ARTS.
{GALLERY}Maria Chiara Carrozza è la coordinatrice del Laboratorio ARTS, autrice di numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali su diversi temi relativi alla progettazione, fabbricazione e valutazione di sistemi micro meccatroniche e biomeccatroniche, con particolare attenzione alle microingegneria biomedica, micro manipolazione, mani artificiali, e sistemi per l’accrescimento e la sostituzione funzionale. E’ coautrice di brevetti internazionali, cofondatrice di due aziende spin-off della Scuola Sant’Anna nel settore della microtecnica e valutazione delle tecnologie. Visiting Professor presso l’Università Tecnica di Vienna per un corso dal titolo “Biomechatronics”, riveste la carica di Direttore della Divisione Ricerche della Scuola Superiore Sant’Anna e membro del comitato esecutivo del gruppo nazionale italiano di Bioingegneria. Maria Chiara Carrozza è membro della IEEE Engineering in Medicina e Biologia e della IEEE Robotics and Automation Societies.

Christian Cipriani ha conseguito la Laurea in Ingegneria elettronica presso l’Università di Pisa. Attualmente impegnato nel dottorato di ricerca in Biorobotica presso l’IMT di Lucca, collabora all’ARTS Lab della Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, dal 2005. Ha lavorato al progetto Cyberhand (IST-2001-35094) ed è attualmente impegnato nel progetto RobotCub.

Marco Controzzi si è laureato Ingegneria Meccanica presso l’Università di Pisa. Attualmente ricercatore presso l’ARTS Lab della Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, Controzzi è principalmente interessato alle Microtecnologie della Robotica umanoide ed alla progettazione di mani antropomorfe.

Smarthand è l’ultimo prototipo di protesi di mano cibernetica sviluppato nei laboratori di Pontedera: si tratta di una mano robotica intrinseca, ovvero con tutte le sue componenti funzionali integrate nella struttura, controllabile attraverso numerose interfacce sia invasive che superficiali. Le cinque dita della mano antropomorfa sono attuate da quattro motori con un’architettura che permette di compiere la maggior parte delle prese utili nelle attività quotidiane, nonché di indicare e contare. L’estrema compattezza della struttura rende la mano Smarthand compatibile ad un livello di amputazione transradiale distale, cioè sotto il gomito, molto vicino al polso.

Il progetto Smarthand, altamente innovativo ed a matrice interdisciplinare, mette in sinergia i contributi apportati dalla ricerca dei settori meccanica, tecnologie informatiche, biologia e neurologia, al fine di migliorare la qualità della vita dei disabili tramite l’incremento della mobilità e la diminuzione del dolore conseguente alle amputazioni. Gli individui che hanno subito amputazioni traumatiche, infatti, incorrono spesso in gravi forme di depressione. Inoltre, il dolore derivante dall’amputazione stessa tende a protrarsi nel tempo senza attenuarsi, il che rende difficile anche l’attività lavorativa.
Gli autori del progetto individuano in questa protesi un ausilio per entrambe le problematiche, vista la  capacità di stimolazione passibile di incidere sul dolore e, la possibilità di ricostituire l’immagine integrale dell’individuo e l’integrazione sociale.

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