Na Scorz e carton come casa per i senzatetto | Ingegneri.info

Na Scorz e carton come casa per i senzatetto

Una tesi di laurea diventa esperimento solidale di design: da Napoli l'idea di Giuseppe D’Alessandro, applicabile anche ad altri ambiti del temporary use

Scorz' - The Shelter Fonte www.napoli2035.it
Scorz' - The Shelter Fonte www.napoli2035.it
image_pdf

Un progetto che parte da Napoli ma che è cittadino del Mondo. Scorz è un rifugio modulare portatile che può essere riparo per i senza tetto delle nostre città. Composto da cartone e materiali interamente ecosostenibili, Scorz vuole essere una casa temporanea ai tanti senzatetto che si trovano a dormire per strada al freddo ed all’umidità. Distribuito dalle associazioni di volontariato, Scorz è progettato, facendo riferimento agli origami giapponesi, per essere facilmente distribuito montato e smaltito. Da cosa nasce Scorz? Da mille cose, vediamo quali.

Dalla tesi al prodotto di sostegno sociale

L’iniziativa nasce dall’idea di uno studente di design, Giuseppe D’Alessandro che ha progettato le Scorz nella sua tesi di laurea per poi concretizzarle grazie all’aiuto di un’azienda di Nocera Superiore chiamata Formaperta. Realizzato con materiali di riciclo come cartone e plastica, Scorz non è infiammabile ed è impermeabile all’acqua.

Abbiamo chiesto a Giuseppe D’Alessandro come nasce l’idea: “L’idea di costruire rifugi temporanei mi è venuta nella metropolitana di Parigi. Ma il primo prototipo della Scorz l’ho realizzato in Germania dove sono stato sei mesi per la ricerca di tesi. In quel periodo ho conosciuto Jasper Precht e ho iniziato a fare volontariato per i senza fissa dimora di Berlino. Ho cucinato, ho distribuito cibo e iniziato ad avere un primo contatto con una situazione ben più grave di quella che abbiamo a Napoli. Tornato in Italia, mi sono laureato discutendo la tesi con il professore Alfonso Morone e ho iniziato a lavorare nell’azienda di Nicola Savarese che produce manufatti di comunicazione con cartone ondulato di alta qualità. Un materiale che si utilizza per costruire i mobili, dotato di doppio strato di pellicola impermeabile esterna che rende il rifugio anti-vento, anti-pioggia e difficilmente infiammabile”.

La forma

Gli origami giapponesi sono stati la base del progetto di design sviluppato presso la facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. In materiale ecosostenibile, presenta superfici pieghevoli che consentono di ridurre al minimo il volume durante il trasporto ma allo stesso tempo in fase di utilizzo, consentire il massimo volume per l’ospite. Una dimora pieghevole come una fisarmonica, che come la musica dona una felicità temporanea. Carta e plastica riciclata, in un’ottica di economia circolare e di riuso, consente di dare vita ad oggetti che al suo interno contengono una storia passata, un vissuto che riprende una nuova forma ed un nuovo inizio. Attualmente Napoli 2035 con il progetto Scorz sta cercando di trovare nuove forme e nuovi utilizzi realizzando ad esempio anche trolley in materiale plastico da portare in spalla che all’occorrenza si trasformano in tende, ed idee simpatiche ed innovative abbinate al trasporto sostenibile e non inquinante come quello delle due ruote. Bici con cerchioni contenenti fisarmoniche in materia plastica, che aprendole diventano riparo per ciclisti. Abbinando una duplice funzione il trasporto verde a pedali e dimore ecosostenibili.

Il Temporary use

I materiali con cui viene realizzato Scorz hanno una vita utile molto breve, in quanto si è cercato di evitare che diventasse una dimora stabile per i senzatetto ed allo stesso tempo eviti di abituarsi a vivere al suo interno. Il temporary use di Scorz invoglia i senzatetto ha cercare una dimora fissa e quindi allo stesso tempo anche vivibile per più persone. Ciò favorisce la vita relazionale dei senzatetto ed ad eliminare la solitudine che li contraddistingue. Allo stesso tempo Scorz fornisce privacy agli occhi indiscreti dei passanti. Un piccolo caldo conforto che nasconde un grande gesto d’amore e di rispetto verso i più deboli. Il temporary use è valido anche per spettacoli che durano da poche ora e qualche giorno. Oltre allo scopo benefico, Scorz viene utilizzato anche come dimora temporanea per molte attività all’aperto come camping, concenti e festival. La cosa caratteristica è che Scorz può essere colorato e personalizzato a piacimento, rendendolo un vero oggetto di design e identity brand.

Altri esempi di rifugi temporanei

I rifugi temporanei sono una parte fondamentale del processo di recupero post calamità. Vediamo di seguito altri esempi

KEA Solar-Powered Flat Pack Shelter

Questo pacchetto flat, facile da trasportare, è stato sviluppato in collaborazione tra la Fondazione IKEA e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR). Fedele all’esperienza di IKEA nell’imballaggio e nell’assemblaggio piatti, questo riparo di emergenza da 188 piedi quadrati è facile da assemblare e può essere costruito in sole quattro ore.

Bubble House portatile

Una collaborazione di design tra MMAS e l’architetto Ciprano Chas ha dato vita alla bubble house. Consiste in un kit di base che può ospitare un soggiorno di due giorni e viene fornito con vari accessori del kit che consentono alle persone di allungare il loro soggiorno se necessario. Viene fornito in un armadietto metallico compatto che contiene un riparo di due metri cubi composto da una leggera pelle di plastica che pende su un telaio in alluminio a discesa. Le pareti hanno una camera isolante che può essere riempita con qualsiasi cosa, dall’acqua all’aria, dall’erba ai vestiti. La camera può servire come deposito e isolamento. La bubble house comprende un allacciamento all’acqua, una piccola cucina, una lavanderia e l’illuminazione.

Risultati immagini per Cipriano bubble house.

Homeless Haven

Il progetto realizzato da quattro designer, Ke WanXiaohua MaXing Guo e Qingxiang Zhu prevede la realizzazione di panchine regolari, che di notte si possono trasformare in rifugi temporanei per chi non ha un tetto sotto cui proteggersi. Progettata come una fisarmonica in espansione, la panchina si eleva e si trasforma in un accogliente rifugio, offrendo un riparo dalle intemperie.

Risultati immagini per Homeless Haven

Bitle

Infine un altro esempio di rifugio temporaneo è la Bitle. La prima tenda alimentata dall’energia solare, in grado di generare fino a 360 Wh al giorno. La tenda è particolarmente utile in situazioni d’emergenza.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Na Scorz e carton come casa per i senzatetto Ingegneri.info