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Smart cities, tra necessità digitali e di sicurezza

Si può migliorare la qualità della vita e la vivibilità di una città utilizzando in maniera intelligente la tecnologia? Lo studio McKinsey cerca di rispondere a queste domande

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Velocizzare i trasporti, ridurre l’inquinamento atmosferico o ridurre il tasso di criminalità sono solo alcuni degli obiettivi di crescita che potrebbero essere raggiunti utilizzando le strategie digitali. Ad affermarlo è lo Studio Mckinsey che punta l’attenzione sull’utilizzo di applicazioni digitali nelle città ed ha incaricato il suo gruppo di esperti – il Mckinsey Global Institute – di analizzare in che modo 50 metropoli sparse nel mondo utilizzano la tecnologia.
Una fotografia istantanea di come le varie megalopoli stanno sperimentando attualmente l’uso del digitale e che ha come risultato un Report, reso pubblico il 7 giugno 2018, chiamato “Smart Cities: Digital Solutions for a more livable future“, ossia “Soluzioni Digitali per un futuro più vivibile“.
L’obiettivo di questa indagine è in parte quello di quantificare con numeri precisi quanto potrebbe migliorare la qualità della vita di una città grazie all’utilizzo di applicazioni digitali e come queste ultime potrebbero intervenire nella sua gestione. “Vivibilità” e “qualità della vita” sono concetti astratti e poco misurabili ma grazie a questo studio possiamo realmente capire attraverso numeri e percentuali quanto c’è ancora da fare in quella direzione e fin dove è possibile arrivare.

A fronte infatti di una popolazione in continua crescita – si stima che nel 2050 saremo quasi 9 miliardi – e quasi tutta concentrata nelle metropoli, è necessario che le città siano in grado di rispondere in maniera sempre più rapida ai bisogni dei cittadini.
Farlo in maniera efficace ed efficiente, ed attraverso l’utilizzo della tecnologia rende queste città SMART, ossia intelligenti.
In città ad alto tasso di criminalità sarebbe importante per il cittadino aumentare il senso di sicurezza e il senso di connessione sociale, mentre nelle città sovraffollate sarebbe importante rendere più efficienti i trasporti per evitare ritardi e grandi code in strada.
In grandi città con reddito più basso potrebbe essere vitale aumentare l’occupazione e facilitare i contatti con la sanità, in modo da ridurre il rischio di malattie infettive o la mortalità infantile.
Ridurre l’inquinamento globale attraverso l’uso delle strategie digitali diventerebbe un obiettivo globale.

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Non basta però dotarsi semplicemente di sensori o altri apparecchi elettronici perché l’obiettivo delle città è migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso la tecnologia. Non quindi tecnologia fine a sé stessa ma partire sempre dalle persone e dai loro bisogni.

Sicurezza

In una città con tasso di criminalità elevato come Rio de Janeiro, utilizzare gli strumenti digitali potrebbe ridurre la mortalità del 8-10%, che si traduce in ben 300 vite umane salvate in un anno.
Come? Ad esempio, con il monitoraggio delle armi da fuoco e l’installazione di sistemi di sicurezza nel settore residenziale potrebbero abbassare del 30-40% reati come rapine e furti con scasso, mentre la polizia predittiva e la mappatura in tempo reale del crimine utilizza i risultati statistici per comprendere e anticipare la diffusione di alcuni crimini.
Semafori sincronizzati e applicazioni che segnalano il percorso più rapido e meno intasato dal traffico, potrebbero ridurre i tempi di intervento da parte degli agenti del 20-25%.

Trasporti

In città iper-popolate come Seoul, Nairobi, Rio e Atlanta ridurre i tempi dedicati agli spostamenti del 15-20% significa restituire ai cittadini quasi 30 minuti ogni giorno. Installare dei sensori nelle linee di trasporto pubblico renderebbe accessibili le informazioni in tempo reale su ritardi o su possibili guasti, in modo che il cittadino possa scegliere un percorso più rapido.
Delle app per i parcheggi intelligenti segnalerebbero agli automobilisti i parcheggi disponibili evitando di rimanere congestionati nel traffico.

Sanità

Il ruolo delle applicazioni nella sanità potrebbe essere vastissimo. Ad esempio nelle città ad alto reddito sarebbe possibile ridurre il numero di persone che necessitano di un ricovero in ospedale di più del 4% e permettere al paziente di essere curato da remoto, ad esempio da casa. Dei dispositivi digitali potrebbero aiutare a tenere monitorati i segnali vitali ed allertare paziente e personale sanitario in caso di complicazioni.
La Mobile Health prevede l’utilizzo di applicazioni medicali su smartphone e altri devices e potrebbe aiutare – in paesi a reddito più basso – a prevenire il rischio di contagio per malattie infettive raccogliendo dei dati clinici sulla salute della popolazione e trasmettendo queste informazioni al personale medico.
Sempre in questi paesi – dove si registra una carenza di personale sanitario – la Telemedicina fornirebbe consulti medici in videoconferenza, abbattendo quindi le barriere tra medico e paziente.
Un altro esempio città Smart è Louisville, che ha raccolto dei dati installando dei sensori sugli inalatori per l’asma. Queste informazioni sono state sintetizzate e riversate su una piattaforma digitale che dà indicazioni personalizzate ai pazienti asmatici.

Ambiente

Utilizzare la tecnologia potrebbe essere la soluzione vincente per mitigare i danni sull’ambiente, già messo a dura prova dall’urbanizzazione e industrializzazione. L’uso di strategie digitali potrebbe ridurre le emissioni tossiche del 10-15%, abbassare il rischio di emergenza idrica del 20-30% e ridurre il volume dei rifiuti solidi pro-capite del 10-20%.
In città dove il patrimonio costruito risulta essere la fonte maggiore di inquinamento, i sistemi di automazione utilizzati negli edifici commerciali potrebbero ridurre le emissioni di gas serra del 3%. Questa percentuale aumenta di altri 3 punti se i sistemi di home-automation venissero adottati nella maggior parte del settore residenziale.
Le applicazioni descritte per ottimizzare i trasporti potrebbero migliorare la qualità dell’aria come beneficio secondario ma per raggiungere questo obiettivo in maniera più diretta, nelle città potrebbero essere installati dei sensori per il monitoraggio della qualità dell’aria.
È successo ad esempio a Pechino, in cui è stata condotta una seria mappatura delle fonti di inquinamento. Questa analisi ha permesso di comprendere che le due principali sorgenti di inquinamento sono gli autoveicoli e il patrimonio costruito. In meno di un anno, gli interventi fatti per ridurre le emissioni in queste due aree ha permesso di ridurre la presenza di sostanze pericolose nell’aria di circa il 20%.
L’uomo consuma più di quanto il pianeta produce ma l’uso della tecnologia potrebbe aiutare a ridurre l’emergenza per la scarsità d’acqua. Per esempio, nelle città ad alto reddito, dove soprattutto nel settore residenziale si registra un forte consumo di acqua, tracciandone il consumo e segnalandolo tramite messaggi di feedback, si avrebbe nel tempo una riduzione dei consumi del 15%.
Tuttavia, la più grande fonte di spreco è dovuta alle perdite negli impianti e nelle tubazioni. Sviluppare dei sensori può ridurre queste perdite di più del 25%.
Mappare lo smaltimento dei rifiuti di una persona e attuare delle strategie di pricing con tariffe basate sull’effettivo consumo, permetterebbe di ridurre i rifiuti pro-capire di 30-130 kg.

Connessione sociale

Da interviste effettuate nelle città campione, emerge che solo il 13% dei cittadini si sentono connessi al loro governo locale, percentuale che potrebbe essere triplicata se solo si utilizzassero meglio le applicazioni digitali. Una presenza attiva sui Social Media o delle App dedicate permetterebbero ai cittadini di esprimere in maniera più diretta lamentele o preoccupazioni, rendendo quindi il governo locale molto più responsivo e presente.
La città di Parigi ha destinato un budget per realizzare dei progetti partecipati. Ogni cittadino può proporre un progetto o un’idea, e la votazione degli altri cittadini deciderà quale progetto realizzare.
La percentuale invece del 24% di cittadini che si dichiarano connessi alla comunità locale potrebbe raddoppiare attraverso alcune piattaforme digitali come Nexdoor, con cui si invitano i vicini di casa a creare delle comunità per aiutarsi in casi di emergenza o risolvere delle problematiche di quartiere.
Altre applicazioni come Meetup aiutano gli utenti con interessi comuni a formare dei gruppi e condividere questi interessi in serate dedicate.

Occupazione

Una città vivibile e con una qualità della vita molto alta, diventa di conseguenza più attrattiva e vi sono più possibilità per sviluppare del business, se grazie alla tecnologia venissero digitalizzate e sveltite alcune funzioni come il rilascio di licenze e permessi e il pagamento di tasse.
Tutte le 50 città sono state analizzate guardando assieme 3 livelli di intelligenza:
• Tecnologia di base, rappresentata dal numero di devices come smartphone e sensori connessi da una rete ad alta velocità. Attraverso la tecnologia di base vengono acquisite e scambiate continuamente informazioni.
• Applicazioni che traducono questi dati in notifiche e allarmi e in generale azioni.
• Adozione da parte del pubblico, l’unico dato che dimostra se le applicazioni digitali hanno davvero successo.

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Dall’analisi di questi 3 livelli è emerso ad esempio che le città asiatiche sono le più SMART, con la loro popolazione molto giovane – i “nativi digitali” – mentre le città europee sono le meno responsive.
E’ sorprendente leggere infine che anche le città più ricche utilizzano solo i 2/3 del loro potenziale, dimostrandosi quindi meno intelligenti e virtuose del loro potenziale.
C’è quindi ancora tanta strada da fare in quanto “L’installazione delle nuove tecnologie nei sistemi infrastrutturali delle città non è un processo semplice e immediato”. Sono le parole di Jonathan Woetzel, direttore del McKinsey Global Institute. “L’integrazione dell’innovazione intelligente aiuta utenti e fornitori di servizi a prendere decisioni migliori e a ridurre le inefficienze. In sostanza, aiuta le persone a ottenere i servizi che desiderano, nei tempi e nelle modalità che preferiscono”.
La buona notizia i margini di miglioramento di tutte queste aree arrivano complessivamente ad un +30%.

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