Smart Road: Torino dà il via libera ai veicoli a guida autonoma | Ingegneri.info

Smart Road: Torino dà il via libera ai veicoli a guida autonoma

La città di Torino sarà la prima in Italia a sperimentare la comunicazione veicolo-infrastruttura e sistemi evoluti di monitoraggio del traffico

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Da sempre considerata contenitore d’idee e capitale dell’industria automobilistica italiana, essendo sin dalla fine del XIX secolo la casa indiscussa di geniali officine automobilistiche capaci di produrre modelli all’avanguardia, pensando all’antica capitale sabauda così elegante e misteriosa, non si può fare a meno di pronunciare le parole “eccellenza automobilistica italiana”.

La città di Torino, si conferma ancora oggi Capitale dell’Auto e non solo per vocazione storica; sarà infatti la prima città in Italia ad avviare un programma per lo sviluppo su strada delle auto a guida autonoma.

È quanto affermato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, durante l’incontro avvenuto il 13 Giugno 2018 all’ombra della Mole Antonelliana, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 70/2018, definendo il capoluogo piemontese “una città laboratorio all’avanguardia in un settore che creerà tanta ricchezza e posti di lavoro su un piano di sostenibilità, di migliore gestione del traffico e di maggiore sicurezza della mobilità”.

Torino e la sperimentazione su strada delle auto a guida autonoma

A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 70/2018, che stabilisce i requisiti funzionali per le strade candidate a trasformarsi in “Smart Road” e le condizioni per la sperimentazione dei veicoli a guida autonoma, il Comune di Torino, stipulando una partnership col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed un gruppo di partner industriali e tecnologici, ha progettato l’avvio di un percorso di sperimentazione in alcune aree della città, prevedendo un approccio progressivo che partirà da un’area chiusa al traffico per arrivare, dopo una prima positiva fase di sperimentazione, ai test su strade aperte, con gli opportuni accorgimenti per assicurare la necessaria sicurezza.

Col fine infatti, di effettuare  prima della diffusione su scala nazionale, delle sperimentazioni sulla comunicazione veicolo-infrastruttura, sviluppando concretamente tecnologie per la notifica di eventi pericolosi (come un allagamento improvviso di un tratto di strada), l’avvertimento del passaggio di un utente vulnerabile sulle strisce pedonali, suggerire ai veicoli la velocità consigliata in modo da ottenere il verde semaforico, dei servizi di parcheggio autonomo ed applicazioni per la logistica urbana e per il carico/scarico merci, la città di Torino, tramite la sua portavoce e Sindaca Chiara Appendino, ribadisce l’interesse nello sviluppare in prima linea le tecnologie che nel prossimo futuro aiuteranno la guida cittadina promuovendo tali sperimentazioni “in modo tale che diventino una leva importante di sviluppo per un territorio che può vantare un know how unico, un’industria automobilistica leader a livello mondiale e un contesto di ricerca di assoluta eccellenza”.

Smart Road e la collaborazione con il MIT

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso l’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida autonoma, supporterà passo per passo le amministrazioni locali, garantendo il dialogo tra le diverse divisioni ed il coordinamento nazionale tra le varie iniziative locali e dando, in caso di necessità, il dovuto supporto alle stesse iniziative per risolvere eventuali criticità che potrebbero sorgere.

Cosa sono le Smart Road e che supporto daranno alla mobilità di persone e merci?

Si definiscono Smart Road le infrastrutture stradali per le quali è compiuto un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori delle infrastrutture, alla pubblica amministrazione e agli utenti della strada.

Diventata realtà in Italia nel 2016,  con una sfida raccolta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti col fine di creare un ecosistema tecnologico favorevole all’interoperabilità tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione e l’auspicio di facilitare e semplificare il trasporto mettendo a disposizione strumenti capaci di generare dati e servizi che agevolino la mobilità di persone e merci, tramite il decreto “Smart Road” , il MIT infatti, si è impegnato a realizzare infrastrutture utili e l’adeguamento tecnologico della rete viaria nazionale attraverso una sua graduale trasformazione digitale coerentemente con il quadro comunitario e internazionale di digitalizzazione delle infrastrutture stradali.

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