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Social housing stampato in 3d: il progetto di Casa Yhnova

L’inizio di un cantiere di tre giorni è previsto a settembre, quando partiranno i lavori di un’unità di 95 mq realizzata da Bouygues Construction per Nantes Métropole Habitat utilizzando il sistema Batiprint3D brevettato dall’Università di Nantes

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Dopo l’estate la città di Nantes, quartiere La Bottière, diventerà lo sfondo per la sperimentazione della costruzione di Casa YHNOVA, primo esempio europeo di social housing completamente stampato 3d.

Il progetto sarà realizzato da Bouygues Construction, parte integrante di uno dei principali gruppi economici d’Oltralpe con ramificazioni anche nei settori delle telecomunicazioni, immobiliare e infrastrutture, per la committenza di Nantes Métropole Habitat e sarà pratico campo di applicazione per Batiprint3D, robot e sistema di stampa tridimensionale sviluppati, e brevettati, dall’Università di Nantes attraverso le attività congiunte del Laboratoire des Sciences du Numérique e dell’Institut de Recherche en Génie Civil et Mécanique.

È la prima volta che in Francia (ma anche in Europa) ci si accinge a costruire il prototipo di un’abitazione sociale ricorrendo a quello che si sta sempre più affermando come un concreto sistema costruttivo, che, seppur ancora allo stadio iniziale della sua evoluzione, sta aprendo nuovi orizzonti in un settore che presto dovrà cambiare per adeguarsi. Accanto alla prefabbricazione, che nell’edilizia non è una novità e periodicamente attrae l’attenzione e le sperimentazioni degli architetti più blasonati, la possibilità di realizzare un intero edificio ricorrendo alle “braccia” di robot e macchine a controllo numerico in grado di costruire in modo autonomo i suoi elementi sulla base di modelli parametrici tridimensionali si sta arricchendo di sempre maggiori esempi e sperimentazioni e sta dando speranze per un futuro più sicuro e più pulito per il cantiere e i suoi lavoratori (ma anche con meno manodopera occupata?), per l’ambiente e la sostenibilità ma anche più economico nei costi di costruzione.

In questo settore la Francia si sta posizionando nel gruppo d’avanguardia a scala europea e anche la scelta di Nantes non è casuale: la città sta infatti da tempo sostenendo, anche economicamente, progetti di ricerca e sviluppo innovativi che stanno attirando start up e associazioni attive negli ambiti più diversi. Ma Nantes non è il solo polo di sperimentazione per ricerche che tempi recenti hanno visto la realizzazione del primo elemento portante stampato 3d in cemento, un sostegno alto 4 m per la copertura dell’area esterna di una scuola media di Aix-en-Provence realizzato nei laboratori lionesi del gruppo svizzero LafargeHolcim (che ha fornito anche il particolare tipo di cemento ad altissime prestazioni) in collaborazione con la start up francese XtreeE (che a febbraio è stata parzialmente acquisita da Vinci) e i tedeschi di Fehr Architectural.

Casa YHNOVA sarà un’abitazione unifamiliare di 95 mq con cinque stanze, pareti esterne curve su cui si apriranno porte e finestre di dimensioni differenti, la cui costruzione dovrebbe impegnare un budget complessivo di 130.000 euro. L’edificio porterà per la prima volta fuori da un laboratorio un sistema divenuto parte del programma “Gros-Œuvre 4.0”, avviato dal dipartimento Ricerca e Sviluppo di Bouygues Construction proprio per sviluppare nuovi sistemi costruttivi, più performanti ed efficaci.

Batiprint3D, robot dal braccio meccanico lungo 4 m guidato da un sistema laser che finora è stato in grado di realizzare strutture alte fino a 7 m, partirà dal modello 3d del piccolo edificio (ma per adesso uno dei più grandi al mondo in realizzazione) per costruire involucro e divisori dalla stratigrafia tripartita: l’interno e l’esterno saranno costituiti da schiuma poliuretanica espansa che, seguendo una planimetria curva per aumentare il grado di difficoltà, diventerà cassaforma a perdere per la parte interna portante, composta da una speciale tipologia di cemento che verrà armato. Gli strati di finitura saranno poi giustapposti a un nucleo portante in un insieme che per sue caratteristiche sarà anche isolato termicamente e acusticamente.

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Per Casa YHNOVA, la scommessa non è comunque solo tecnica e tecnologia, ma anche temporale e “normativa”: si mira infatti a realizzare in tre giorni (e renderlo abitabile in meno di una settimana) un edificio finito in grado di rispondere positivamente anche alle linee guida fissate da Nantes Métropole Habitat e nazionali per gli interventi di social housing.

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