Startup e Pmi innovative: a che punto siamo in Italia? | Ingegneri.info

Startup e Pmi innovative: a che punto siamo in Italia?

La normativa dello Startup Act italiano, il panorama dell’innovazione, gli strumenti di finanziamento di informazione e comunicazione: la Relazione del Mise fa il punto

image_pdf

A quattro anni dal lancio dello Startup Act, avviato con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (c.d. “Legge di Stabilità 2015”, la Relazione annuale al Parlamento del Ministero per lo Sviluppo economico conferma la crescita dell’ecosistema delle startup e Pmi innovative, in termini di numero di startup registrate (+41% sull’anno precedente), forza lavoro coinvolta (+47,5%), valore medio della produzione (+33%) e risorse finanziarie raccolte (+128%, considerando il versante dell’accesso al credito mediante il Fondo di Garanzia per le Pmi).

Nell’ultima Legge di Bilancio, tra le misure introdotte, di particolare interesse per le startup e le Pmi innovative sono: il potenziamento degli incentivi per gli investimenti, il rafforzamento del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’istituzione della nuova tipologia di visto dedicata agli investitori, la possibilità di cedere le perdite a società “sponsor” quotate anche se in possesso di una partecipazione minoritaria nel capitale e l’iper-ammortamento per i beni strumentali che abilitano la trasformazione digitale della manifattura.

La Relazione, a cui hanno contributo 20 diverse istituzioni e organizzazioni, è articolata in sei capitoli:
• nel primo capitolo vengono presentate le principali evoluzioni normative; tra queste, l’introduzione di una nuova modalità, digitale e gratuita, per la costituzione delle startup;
• il secondo capitolo descrive le circa 6.000 startup innovative registrate a metà 2016: localizzazione geografica e settoriale, valore dimensionale in termini di occupati e fatturato, performance economiche e finanziarie;
• nel terzo capitolo vengono anticipati i risultati emersi da #StartupSurvey, la prima indagine statistica condotta a livello nazionale sulle startup innovative;
• il quarto capitolo presenta le principali evidenze prodotte dall’utilizzo delle misure che compongono la strategia italiana per le startup innovative, come l’accesso gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Pmi, gli incentivi agli investimenti in equity, l’equity crowdfunding e il programma Italia Startup Visa;
• il quinto capitolo offre una panoramica sulle principali iniziative di comunicazione pubblica sulle policy, nonché sull’attività di customer service sulla normativa, condotta dal Ministero verso gli utenti;
• il sesto capitolo, infine, introduce il lettore a due esercizi di valutazione sistematica dell’impatto delle misure.

Le misure a favore delle Startup e delle Pmi innovative
Le misure descritte, presentate in ordine cronologico di approvazione, sono:
• i decreti Mise del 27 maggio 2015 riguardanti il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo e del 30 luglio 2015 sul regime fiscale opzionale sui redditi derivanti dallo sfruttamento delle opere dell’ingegno, noto come Patent Box,
• la Delibera dell’Agenzia Ice del 22 settembre 2015 sulla Carta Servizi in favore delle Pmi innovative, la piattaforma online, multimediale e bilingue #ItalyFrontiers, il cui scopo è promuovere l’attrazione di capitale e favorire iniziative di open innovation che coinvolgono le imprese innovative italiane,
• il rinnovo, all’interno del D.P.C.M. 14 dicembre 2015 (Decreto Flussi), della previsione di una procedura preferenziale per la concessione di visti (Italia Startup Visa) e la conversione di permessi di soggiorno (Italia Startup Hub) per lavoro autonomo in favore di cittadini non europei che intendono spostarsi o permanere in Italia per avviare una startup innovativa,
• il decreto Mise 17 febbraio 2016, che istituisce una nuova procedura semplificata che consente di costituire startup innovative in forma di società a responsabilità limitata tramite una piattaforma web dedicata e l’utilizzo della firma digitale, con una notevole riduzione di tempi e costi,
• la delibera Consob del 24 febbraio 2016 per il potenziamento e la semplificazione della disciplina dell’equity crowdfunding, a seguito di una vasta opera di consultazione con i principali player dell’ecosistema,
• i decreti 25 febbraio e 23 marzo 2016 per l’estensione al 2016 e il rafforzamento degli incentivi fiscali per l’investimento in startup innovative, e l’estensione dell’accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia anche alle Pmi innovative.
Le misure agevolative più popolari tra le startup innovative sono l’accesso gratuito e preferenziale al Fondo di Garanzia per le Pmi e il Credito d’imposta per investimenti in R&S. Al 30 giugno 2016 ben 1.050 startup innovative avevano avuto accesso al Fondo di Garanzia per le Pmi, per una raccolta totale di 240 milioni di finanziamenti bancari: l’ammontare medio era pari a poco più di 250 mila euro.

Il panorama delle Startup e delle Pmi innovative
A metà del 2016, le startup innovative erano 5.942, circa il 40% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e addirittura il 160% in più della popolazione rilevata a metà 2014. Il tasso di mortalità è notevolmente basso (1,1%); nel 95,1% del casi, le imprese risultano ancora attive a tre anni dall’avvio.
A metà 2016, le province con più di 100 startup innovative localizzate nel proprio territorio risultavano essere 13. Inoltre, il 44% delle startup innovative avevano la loro sede legale in una delle tre principali regioni – Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. La forma giuridica più utilizzata dalle startup si confermava essere la società a responsabilità limitata (80%), seguita dalla sua variante “semplificata” (15%). Le Pmi innovative risultavano essere 204, principalmente localizzate in Lombardia (23%).
La forza lavoro complessiva era giunta al 30 settembre 2016 a contare 23.045 soci operativi e 9.042 addetti. I soci sono in media circa 4 a impresa, in grande maggioranza uomini (solo 18% le donne), con un’età media relativamente elevata (42 anni), e almeno 7 su 10 sono laureati. I soci di genere femminile risultano relativamente più giovani e si distinguono per competenze linguistiche e titoli di studio (il 78% delle donne è laureato, contro il 72% degli uomini).
Per quanto riguarda la distribuzione settoriale, nei comparti R&S e produzione di software, le startup rappresentano rispettivamente il 24% e 7% del totale delle società di capitali italiane. A metà 2016, Si contavano anche 93 startup innovative a vocazione sociale e 620 attive in ambito energetico. Il valore complessivo della produzione è passato da 320 a 600 milioni.

Gli strumenti per il finanziamento delle Startup e Pmi innovative
Un forte potenziale di crescita per l’ecosistema risiede in Invitalia Ventures, che con il Fondo Italia Venture I co-investe con attori privati in startup ad alto potenziale, attingendo da una dotazione finanziaria iniziale di 65 milioni.
Importante si è dimostrato anche il contributo del Fondo Italiano d’Investimento, che opera come “fondo di fondi” immettendo capitale negli investitori istituzionali impegnati in attività di finanziamento in startup. I due strumenti destinati a investimenti in fondi di venture capital (FII Venture e FOF VC) hanno contribuito alla dotazione di 9 società per un totale di 152 milioni.
A livello europeo, una fonte di finanziamento importante in favore delle imprese hi-tech è lo Sme Instrument del programma Horizon 2020, che a due anni dal lancio ha visto 60 startup innovative italiane finanziate nella fase 1 (grant da 50 mila euro) mentre 13 hanno ricevuto finanziamenti fino a 2,5 milioni nella fase 2 per la sviluppo del business.

L’informazione e la comunicazione
Nel marzo del 2016, il Mise, in collaborazione con InfoCamere, ha avviato una ricerca delle potenziali startup e Pmi innovative, al termine della quale sono state individuate quasi 5.000 potenziali startup innovative e oltre 23.500 Pmi innovative non iscritte alle sezioni speciali del Registro. Queste imprese sono state contattate via Posta Elettronica Certificata e informate della loro potenziale conformità ai requisiti di legge, che le renderebbe eleggibili per le agevolazioni di cui esse, probabilmente, non erano a conoscenza.
Sulla piattaforma #ItalyFrontiers è possibile conoscere informazioni dettagliate sull’attività dell’impresa, sui bisogni in termini di personale e finanziamento, sui mercati d’interesse e sull’affiliazione ad associazioni di categoria o incubatori certificati, relative a 263 startup e 25 Pmi innovative.
I siti web istituzionali di riferimento sono il portale delle Camere di Commercio startup.registroimprese.it, le sezioni del sito del Ministero dello Sviluppo Economico riservate a startup e Pmi innovative (dove sono scaricabili le relazioni annuali), il portale dedicato ai programmi Italia Startup Visa e Hub.

Continua a leggere: Industria 4.0: ammortamenti e fondi per gli ingegneri

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Startup e Pmi innovative: a che punto siamo in Italia? Ingegneri.info