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Startup innovative, 500 realtà in più in tre mesi

La 16esima edizione del report del Mise sui trend demografici e le performance economiche delle startup innovative italiane dà segnali confortanti

Startup in crescita in Italia
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Online sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico – e aggiornata al secondo trimestre 2018, con chiusura al 4 luglio 2018  – la sedicesima edizione del rapporto trimestrale sui trend demografici e le performance economiche delle startup innovative italiane. Il report è stato realizzato congiuntamente da Mise (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con la collaborazione di Unioncamere.

(Il report completo si può scaricare qui).

Il trend rilevato è positivo: rispetto a tre mesi precedenti si contano circa 500 startup innovative in più. Al 4 luglio erano 9.396 le startup iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese, il 3% di tutte le società di capitali costituite in Italia negli ultimi 5 anni tuttora in stato attivo.

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Dicesi startup innovativa (definizione introdotta dall’art. 25, comma 2, del Decreto-legge n. 179/2012) una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, non quotata, in possesso dei seguenti requisiti:

  • È di nuova costituzione o costituita da meno di 5 anni
  • Ha sede principale in Italia; o in altro Paese membro dell’UE o aderente allo Spazio Economico Europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia
  • Presenta un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro
  • Non distribuisce e non ha distribuito utili
  • Ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  • Non è costituita da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
  • Possiede almeno uno dei tre seguenti indicatori di innovatività: 1. una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di R&S; 2. la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale; 3. l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato

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Innovazione industriale e innovazione tecnologica nel segno delle startup

Il dato sul numero delle startup italiane è ulteriormente significativo se si considera il turnover continuo cui esse sono soggette: al raggiungimento di specifiche condizioni anagrafiche e/o dimensionali (vedi sopra, nel caso – ad esempio – dello sforamento di quota 5 milioni di fatturato), esse hanno i requisiti per accedere allo stato di PMI innovative, abbandonando quello di startup.

La crescita dell’universo delle startup in Italia è confermata dai rilievi del report – nelle ultime versioni – in merito ai valori occupazionali. La quindicesima edizione, aggiornata al 31 marzo 2018, ha quantificato in 48.965 il numero complessivo di soci e lavoratori subordinati operante nel settore delle startup. I dati in merito a metà 2018 non sono ancora disponibili, ma si suppone il muro delle 50.000 unità sia stato abbondantemente sfondato.

Alcuni tra i dati chiave della sedicesima edizione del report, riassunti:

  • Trieste è la provincia italiana col più alto rapporto tra startup innovative e nuove società di capitali (il 7% sono startup). Segue Trento (6.9%). Milano conta 1.598 startup innovative (il 5% delle nuove società registrate in provincia negli ultimi 5 anni). Fanalini di coda La Spezia e Crotone (0.5%)
  • La Lombardia domina la classifica delle regioni: 2.286 le startup innovative registrate a metà 2018, il 24.3% del totale nazionale
  • Le startup innovative sono tendenzialmente più giovani delle nuove società di capitali: quasi una startup su due (44,8%) ha degli under-35 in organico; le altre neo-imprese si fermano al 35,2%
  • Le startup innovative hanno ancora maggiore rilievo nei settori più tecnologicamente orientati: il 66.1% delle neo-imprese nel settore della ricerca e sviluppo è composto da startup; in quello dello sviluppo di software la percentuale, sempre imponente, è del 32.9%
  • Le startup innovative hanno elevata propensione all’investimento: il rapporto tra immobilizzazioni e attivo patrimoniale è pari al 27,86%, sei volte maggiore rispetto al valore registrato dalle altre società di recente costituzione (4,3%)

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