Un nuovo attacco zombie: gli edifici connessi prendono vita | Ingegneri.info

Un nuovo attacco zombie: gli edifici connessi prendono vita

Gli esperti mondiali di Internet of Things e Building Automation vedono sempre più vicina l'era in cui i progettisti dovranno confrontarsi con 'edifici che prendono vita'. Come le iconiche figure dei 'ritornanti'

connected_buildings_zombie
image_pdf

di Erin Rae Hoffer

C’è un fascino eterno che aleggia intorno agli zombie, e che interessa diverse generazioni e culture. Sin dal XVIIII, nelle storie haitiane e dell’Africa Occidentale nonché in film, video musicali e recenti serie televisive come Fear the Walking Dead e The Returned, gli zombie provocano emozioni mozzafiato. Perché c’è una tale ossessione? La “dinamica degli zombie” porta a nuove strategie di sopravvivenza e alla conquista di relazioni sconosciute. Come si fa a sopravvivere ad un attacco zombie? Quali competenze sono necessarie?
Ma attenzione, non sono solo gli zombie a prendere vita ma anche gli edifici! Progettisti, siete stati avvisati!

Gli edifici si stanno animando e diventando veri e propri sistemi viventi. I pavimenti e le pareti non sono più solo elementi architettonici. Gli uffici e gli spazi sociali hanno al loro interno reti con sensori connessi. Gli elementi architettonici sono sempre più abilitati da Internet. Possono ascoltare, rispondere, accumulare esperienza e familiarizzare con i comportamenti e le preferenze. Si stanno risvegliando, passando da “spazi morti” a edifici connessi e intelligenti.

connected_buildings

David Benjamin, direttore di The Living, un Autodesk Studio, connette le persone agli ambienti intelligenti. “Abbiamo lavorato per integrare i sensori negli elementi edilizi”, ha commentato. “Abbiamo creato il Living Light di Seoul, Corea del Sud, un padiglione pubblico permanente che visualizza informazioni sull’ambiente che solitamente non sono visibili. La superficie di questo padiglione è una mappa gigante dei quartieri di Seoul che visualizza in tempo reale i dati relativi alla qualità dell’aria di ogni quartiere. I cittadini inviano alla centralina del padiglione un sms con il cap del quartiere di cui vogliono conoscere il dato e ricevono una risposta (sempre tramite sms) e il quartiere si illumina per segnalare la sensibilità ambientale del cittadino”.

The Living, in collaborazione con Natalie Jeremijenko, ha sviluppato EcoPark, un elemento permanente del molo ristrutturato Pier 35 di New York. EcoPark offre nuove interfacce e visualizzazione relative alla qualità dell’acqua. Un centinaio di boe cambiano colore in base alla qualità dell’acqua e ai messaggi inviati dai cittadini.
“Poiché gli edifici e le città stanno prendendo vita, diventando dinamiche e attive, inevitabilmente cambierà il ruolo di architetti e progettisti”, ha continuato Benjamin. “Si potrebbe obiettare che gli edifici sono sempre stati riadattati dopo la loro costruzione, con utilizzi e proprietari diversi. Ma sicuramente, le nuove tecnologie ampliano le possibilità”.

Connected Buildings -Pier 35 - Ecopark (The Living)

Connected Buildings -Pier 35 – Ecopark (The Living)

“Se l’ambiente edificato è più dinamico e vivo, possiamo pensare di costruire edifici come veri e propri organismi viventi. Ciò di cui hanno bisogno è di essere nutriti, curati e trattati come giardini e non solo come pietre. Dovremmo inoltre avere un rapporto diverso con gli edifici. Ad esempio, non è possibile controllare un albero ma possiamo influenzarlo, creando le condizioni più adatte a lui. In questo modo il rapporto diventa di reciprocità e non a senso unico”, conclude Benjamin.

La visione che prevede la connessione tra i sistemi degli edifici e le persone è sostenuta anche da Mark Pacelle, senior director of open innovation di Philips Lighting North America. “Stiamo sviluppando sistemi di illuminazione connessi per le abitazioni, per i centri commerciali e per gli spazi all’aperto”, ha dichiarato Pacelle. “I nostri prodotti HUE creano sistemi di illuminazione personali e connessi. E per quanto riguarda l’illuminazione commerciale, abbiamo sistemi che percepiscono l’intensità della luce dell’ambiente per fornire controllo avanzato e ottenere un maggior risparmio energetico. Abbiamo anche un sistema connesso di illuminazione per esterni che si chiama CityTouch.”

Oggi, i sistemi connessi per l’illuminazione domestica permettono un controllo personale del colore, della tonalità, dell’intensità, ecc. I sistemi di rete per l’illuminazione commerciale permettono un notevole risparmio di energia, un aspetto sempre più richiesto dalle norme in vigore. E l’illuminazione pubblica in rete garantisce efficienza operativa e di gestione. Comunque sia, siamo solo all’inizio della questione e dei benefici che si possono ottenere dagli spazi connessi”.

Connected Buildings (The Living - Lights)

Connected Buildings (The Living – Lights)

“Guardando al futuro, i sistemi di illuminazione connessi in rete, diventeranno pervasivi e si adatteranno automaticamente all’ambiente, fornendo l’illuminazione sulla base dell’intelligenza ambientale,” continua Pacelle. “Questa infrastruttura di illuminazione diventerà una rete di sensori onnipresente – un Internet of Things dei nostri ambienti — fornendo nuove opportunità per raccogliere dati sulle caratteristiche dinamiche e statiche degli spazi in cui viviamo, lavoriamo e giochiamo. L’analisi e la correlazione di volumi di dati diversi forniranno informazioni preziose sullo spazio circostante e su come lo utilizziamo, risultando in una maggiore efficienza, sicurezza e benessere.

“Col tempo, i sensori saranno in grado di vedere, sentire, valutare, ricordare, pensare e calcolare qualsiasi cosa all’interno del campo visivo” conclude Pacelle. “Alla fine, avremo tutte le informazioni sull’ambiente fisico, su come lo utilizziamo e su come interagiamo con esso. Le applicazioni ci sono e sono state sviluppare per specifici utilizzi – ambiente home, retail, office, hospitality, industriale e outdoors. I tipi di dati che possono essere raccolti da tali ambienti sono sempre di più così come le innovazioni apportate alla tecnologia dei sensori permettono di fornire dispositivi compatti, poco costosi e ad alta risoluzione”.

Gli spazi sono una priorità per WeWork, azienda che fornisce ambienti di lavoro condivisi e comunità connesse per gli uffici di tutto il mondo. Il team di ricerca e sviluppo è focalizzato sulla creazione di spazi ufficio all’avanguardia e unici nel loro genere.

Connected Buildings - WeWork - Hollywood

Connected Buildings – WeWork – Hollywood

“Gli spazi e i dispositivi in rete sono fondamentali per gli ambienti di lavoro del futuro”, ha commentato Daniel Davis, capo ricercatore di WeWork. “In questo momento, stiamo cercando di definire quali tecnologie siano solo stratagemmi e quali invece fondamentali per migliorare l’esperienza architettonica. In tale veste, ci stiamo concentrando nel fornire alle persone il controllo dei propri spazi, che include qualunque cosa, dall’illuminazione e cartelli segnaletici fino alla gestione dello spazio”.
Davis prevede due importanti cambiamenti a fronte della proliferazione degli elementi edilizi. “Come prima cosa, lo spazio diventerà più personale – le stanze capiranno e risponderanno ai loro abitanti”, ha commentato Davis. “In secondo luogo, i progettisti avranno molte più informazioni su come le persone utilizzano lo spazio, permettendo loro di progettare spazi più adatti alle loro esigenze”.

Il team di ricerca di Autodesk sta inoltre valutando come cambierà la progettazione a fronte di edifici e spazi “viventi”. Il gruppo diretto da Azam Khan, director of Complex Systems Research and head of Environment and Ergonomics Research di Autodesk, sta sviluppando una ricerca per capire come lavorano gli edifici nel momento in cui prenderanno vita, con particolare attenzione ai sistemi.

Non dobbiamo più progettare ‘cose morte’”, ha dichiarato Cory Mogk, Autodesk research evangelist. “Gli edifici sono organismi che mutano nel tempo.”
E poiché tali edifici sono sempre più abilitati da sensori, vi è l’esigenza per i progettisti di capire quale sia l’iterazione tra l’uomo e gli edifici stessi. “Manca poco dal che vi sia un mondo con trilioni di dispositivi connessi”, ha dichiarato Mickey McManus , Autodesk visiting research fellow. Il suo progetto di ricerca, Primordial, valuta la natura delle cose e ciò che accadrà “quando le cose prenderanno vita”.

Connected Buildings - The Living - Light Night

Connected Buildings – The Living – Light Night

Ma il punto cruciale di questo futuro imminente è ancora in preparazione. Saranno necessarie nuove competenze per progettare all’interno di quest’era connessa. “I sensori, l’aggregazione dei dati, l’analisi e le conseguenti azioni saranno fondamentali”, ha continuato Pacelle. “La progettazione di uno spazio andrà ben oltre la forma. Lo spazio prenderà vita. Dovremo considerare che ciò di cui abbiamo bisogno è uno spazio che vede, ascolta, riconosce gli odori, pensa, calcola e ricorda”.

“Come vogliamo usare questa conoscenza e comprensione? Come vogliamo che vengano utilizzate dai nostri spazi?”, continua Pacelle. “La nostra sensibilità progettuale si sposterà dalla forma fisica a uno spazio di dati e contenuti.

Davis concorda. “Così come i progettisti conoscono l’acciaio o il legno, allo stesso modo dovranno conoscere i materiali digitali del futuro. Ciò non significa che devono sapere come si salda un circuito bensì devono capire quali sono le potenzialità di questo materiale in modo da coordinare correttamente gli specialisti affinché, con essi, creino incredibili spazi.”

Come vi direbbe qualunque appassionato di zombie, prepararsi è ciò che ci vuole per adattarsi e sopravvivere. Ma la progettazione è pronta per un futuro di edifici e spazi connessi? Solo il tempo potrà dirlo.

Connected Buildings - Wework

Connected Buildings – Wework

Questo articolo è originariamente apparso su Line//Shape//Space di Autodesk, un sito web dedicato a ispirare progettisti e creatori.


Copyright © - Riproduzione riservata
Un nuovo attacco zombie: gli edifici connessi prendono vita Ingegneri.info