Il BIM in Italia: intervista ad Antonio Cianciulli di Acca Software | Ingegneri.info

Il BIM in Italia: intervista ad Antonio Cianciulli di Acca Software

La progettazione BIM è diventata protagonista in Italia e se n’è avuta la dimostrazione al Digital&BIM di ottobre. Ne abbiamo parlato con l’Ing. Antonio Cianciulli, Marketing Manager di Acca Software

Antonio Cianciulli, Marketing Manager Acca Software
Antonio Cianciulli, Marketing Manager Acca Software
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Durante l’evento promosso da Saie Bologna, svoltosi lo scorso ottobre, il Digital&BIM, si aveva la netta sensazione che la digitalizzazione delle costruzioni e la progettazione BIM fossero finalmente protagoniste, finalmente sotto i riflettori, alla luce anche del riconoscimento in campo normativo avvenuto con il decreto che sancisce l’obbligatorietà del Building
Information Modeling nelle opere pubbliche a partire dal 2019. Ne abbiamo parlato con l’Ing. Antonio Cianciulli, Marketing Manager di Acca Software.  

Finalmente con Digital&BIM, l’evento svoltosi nel capoluogo felsineo il 19 e 20 ottobre, si è potuto toccare con mano quanta eco in Italia abbia questo (relativamente) nuovo e altamente tecnologico approccio alla progettazione. ACCA software era in prima linea. Quali esperienze ed impressioni dopo l’evento? 

Digital&BIM Italia è stata un’esperienza di vita professionale ricca ed intensa, per alcuni aspetti anche concitata per i tanti eventi che ha ospitato. Per la nostra azienda, impegnata ormai da un decennio nella divulgazione di metodi ed opportunità legati al BIM, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di dialogo con gli operatori (professionisti, amministrazioni, imprese) sullo stato di fatto del BIM. Alla grande necessità di comprendere i nuovi trend da loro espressa abbiamo saputo dare una risposta concreta con i contenuti e le soluzioni esposte in fiera.

L’impressione netta che ho percepito, ed è anche il valore più grande che attribuisco alla manifestazione, è che si è creata una piazza aperta d’incontro di cui si avvertiva la necessità. Un momento di riflessione comune e di condivisione di esperienze ed esigenze tra aziende, professionisti, Università che hanno voglia di cambiamento e che credono nell’innovazione come volàno di sviluppo del settore delle costruzioni da troppo tempo rimasto uguale a se stesso.

Forse per le dimensioni della fiera, si aveva l’impressione che ci fossero molto entusiasmo e molta spinta a fare network e ad associarsi anche fra le aziende. Secondo lei era così? E se fosse vero, potrebbe essere positivo per l’evoluzione normativa in tema BIM?

L’esperienza sicuramente entusiasmante di questa prima edizione del Digital&BIM Italia è stata importante per tutti e per tanti motivi: diventa fondamentale interpretarli bene e ‘metterli a frutto’. Personalmente ritengo indispensabile che tutti gli stakeholders del settore delle costruzioni in Italia (Università, centri di ricerca, professionisti, imprese, produttori di software, ecc.) creino un fronte unico per proporre una linea italiana allo sviluppo della tecnologia BIM. Il pericolo è che la mancanza di visione e condivisione di una strategia comune renda il settore delle costruzioni del nostro Paese luogo di conquista culturale, economica e strumentale. L’assunzione e la proposizione di modelli e strumenti software studiati per risolvere problemi molto spesso lontanissimi dalle nostre esigenze nazionali tradisce lo spirito della tecnologia BIM e probabilmente espone il nostro Paese ad una sorta di colonizzazione culturale ed economica.

Quello che sto dicendo non nasconde una proposizione di chiusura, ma al contrario è una proposta di generalità ed apertura che gli strumenti odierni non contemplano. Le specificità che nascono dalle esperienze legate ad un costruito storico, a sistemi di progettazione e costruzione rispettosi dei nostri sistemi costruttivi, dei nostri materiali e delle nostre competenze devono essere assolutamente salvaguardate. Un primo passo in tal senso è stato fatto, con lo sviluppo della norma UNI 11337/2017. Questo è il valore a livello internazionale che l’Italia deve ambire ad offrire e rappresentare.

Ad esempio quali problematiche hanno sollevato i professionisti che hanno partecipato ai workshop tenuti durante Digital&BIM? In cosa crede che un software per la progettazione BIM  possa avvantaggiarli?

Come avviene per ogni novità, l’introduzione del BIM nel mondo delle costruzioni ha portato con se timori ed incertezze. I professionisti hanno iniziato a chiedersi se affidarsi a questa nuova tecnologia non fosse troppo complicato o costoso, se comportasse tanto tempo per aggiornarsi. Dubbi e timori che sottendono problematiche quali conoscenza, formazione, strumenti. Conoscenza del fenomeno, e della vera innovazione che il BIM porta con sè, ossia l’integrazione tra le attività e la condivisione dei dati. Necessità di formazione, e di comprendere nuovi ruoli professionali (BIM manager, BIM coordinator, BIM specialist) che rappresentano comunque un’opportunità. Strumenti, e quindi software, attraverso cui questa rivoluzione, che è prima di tutto culturale, potrà realizzarsi.

Il dato di fatto incontrovertibile è l’adozione del BIM; rimanere legati a vecchie pratiche e metodologie tradizionali rischia solo di rendere il lavoro dei professionisti obsoleto. Il contributo di chi come noi opera nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni software a supporto della digitalizzazione, è quello di offrire loro strumenti facili da apprendere e da usare, convenienti da acquistare e manutenere. Consolidato che, trattandosi di un metodo, approcciarsi al BIM richiede anzitutto il superamento del tradizionale metodo progettuale e quindi il passaggio da una filiera competitiva ad una filiera collaborativa, i vantaggi che derivano al professionista dall’uso di software per la progettazione BIM sono molteplici. Per citarne alcuni:

  • indicherei prioritariamente la possibilità di disporre di modelli virtuali di qualsiasi opera di ingegneria civile (prototipi) già in fase di progettazione;
  • la possibilità di ottenere immediatamente una documentazione progettuale completa;
  • la possibilità di avere il controllo immediato dei vari cicli di vita e dei dati ambientali;
  • quindi, ma non ultimo, il migliore servizio per il cliente che sarà in grado, da neofita, di comprendere ogni aspetto architettonico, strutturale, impiantistico dell’opera. Anche la centralità dell’utente è una conseguenza, non secondaria, dell’innovazione digitale nel settore delle costruzioni.

Come si struttura l’offerta di Acca Software in ambito BIM? E, alla luce delle ultime release come Edificius X con modellazione BIM 4D, quali prospettive vede in questo settore?

Qui il rischio di autoreferenziarsi è alto …… ma rappresento oggettivamente la realtà.

ACCA è la prima azienda italiana ad aver sviluppato un software BIM Authoring e l’unica software house italiana con certificazione IFC. Solo la certificazione BuildingSMART garantisce che il software dialoghi correttamente con altri programmi di progettazione BIM (architettura, impianti, strutture, ecc.) e supporti la progettazione BIM del modello digitale secondo le norme tecniche italiane (UNI 11337) ed internazionali (EN ISO 19650) di settore. Come accennavo in precedenza, ACCA è attivamente impegnata da ormai un decennio nella divulgazione delle tematiche legate al BIM e alla digitalizzazione del settore delle costruzioni. La competenza e la tecnologia acquisite in questo tempo ci permettono oggi di strutturare un’offerta che non ha paragoni. Siamo infatti l’unica azienda in grado di offrire ai tecnici italiani un’intera gamma di prodotti progettati e realizzati proprio allo scopo di accompagnare i tecnici al passaggio “soft” alla tecnologia BIM.

Accanto ad Edificius, diventato ormai un software di riferimento internazionale per la progettazione architettonica BIM, al Digital&BIM Italia abbiamo presentato le nuove versioni BIM di PriMus, CerTus, EdiLus e TerMus, i programmi che già centinaia di migliaia di tecnici italiani usano per il computo e la contabilità lavori, la sicurezza, il calcolo strutturale, l’analisi energetica. E poi usBIM, il primo sistema visuale per il BIM management, un sistema integrato di piattaforme, plug-in e software per creare e gestire il modello BIM completamente con formati aperti (IFC, PDF, Xml, ecc.) e direttamente online in soluzione cloud. Inoltre, per favorire un’adozione facile e non invasiva della tecnologia BIM, l’azienda ha studiato un percorso di transizione che rispetti appieno i propri clienti: BIM easy way.

Con BIM easy way il software viene consegnato ai clienti in due versioni: con tecnologia classica e con tecnologia innovativa BIM. In questo modo il cliente potrà sperimentare anche gradualmente il passaggio alla tecnologia BIM. Quali le prospettive per il settore? Come sostiene Tonning, vicepresidente della Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni, “il BIM sta cambiando il nostro modo di costruire, con vantaggi per l’economia circolare, l’efficienza energetica, le smart cities, gli obiettivi climatici e l’occupazione per i giovani, finora esclusi dal settore delle costruzioni”.

La consapevolezza è quindi che il BIM rappresenta il futuro del settore delle costruzioni. Negli USA da oltre un decennio, e più di recente in Gran Bretagna, Francia, Germania, nei Paesi scandinavi, il BIM ha raggiunto livelli di adozione e di penetrazione notevolissimi, anche supportato da una legislazione per certi versi pioneristica.

In Italia siamo in ritardo. Se consideriamo che ad oggi l’11% degli architetti utilizza il BIM (indagine CRESME) si comprende come i margini siano ampi. Per architetti ed ingegneri lavorare in cantiere è sempre una sfida; supervisionare un progetto in fase realizzativa non è mai semplice, perché sono molteplici i fattori da monitorare per assicurarsi che tutto venga fatto secondo i progetti, in sicurezza e soprattutto rispettando i tempi.

BIM, dispositivi smart, IoT, sensori intelligenti e connessi, realtà virtuale e aumentata, tecnologie cloud daranno un notevole contributo alla risoluzione di questa esigenza, spianando la strada per una nuova frontiera nel settore delle costruzioni, rimpiazzando  la modalità di lavoro manuale, trasformando i team, i ruoli e i processi, rendendo possibile la collaborazione.

Non è infine da trascurare la spinta all’adozione del BIM che verrà direttamente dalla domanda: sempre più clienti, pubblici ed anche privati, lo richiederanno come una sorta di pre-qualifica, quando sarà matura la consapevolezza dell’efficienza e dell’economicità che tale modalità può dare.

Per maggiori informazioni su Acca Software, consulta il sito.

Leggi l’articolo “La progettazione BIM migliora l’interazione tra progetto e piano di manutenzione

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