Ingenio al Femminile 2018: donne e leadership, a che punto siamo? | Ingegneri.info

Ingenio al Femminile 2018: donne e leadership, a che punto siamo?

C'è ancora molta strada da percorrere per la parità di genere nel mondo professionale. Ne abbiamo parlato con Ania Lopez, Consigliere CNI e ideatrice dell’iniziativa Ingenio al Femminile

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Valorizzare la figura femminile nell’ambito tecnico-scientifico e più in generale in quello professionale. Nasce con questo obiettivo l’iniziativa Ingenio al femminile, ideata dal Consiglio Nazionale Ingegneri e giunta alla quinta edizione.

Edizione 2018 portatrice di una grande novità: per la prima volta infatti l’evento è ‘andato in trasferta’, lontano dalla sede istituzionale della Capitale per avvicinarsi al territorio, rispondendo all’esigenza manifestata dagli Ordini territoriali, da tempo interessati ad affrontare il tema anche in ambito locale.

La scelta è caduta su Torino, prima di una serie di tappe che nei prossimi anni trasformeranno Ingenio al femminile in un’iniziativa itinerante, che toccherà varie città italiane. L’evento, organizzato dalla neonata Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino in collaborazione con il CNI, ha scelto come tematica quella della ‘Leadership e linguaggio di genere: la ricerca di un nuovo equilibrio’.

Per comprendere le motivazioni di questo cambiamento e in generale del senso di una manifestazione che di anno in anno raccoglie sempre più consensi e partecipazione, abbiamo intervistato Ania Lopez, Consigliere CNI e ideatrice dell’iniziativa.

Da cosa nasce l’idea di trasformare Ingenio al femminile in un evento territoriale e itinerante?

Ingenio al femminile cerca tutti gli anni di rinnovarsi e quest’anno abbiamo voluto investire in una nuova visione di manifestazione in grado di creare un rapporto più stretto con il territorio. Dietro questa scelta ci sono delle riflessioni importanti, sulla necessità di far conoscere sempre più il progetto agli iscritti e soprattutto di potenziare il territorio, facendo lavorare le nostre commissioni e i nostri gruppi di lavoro nella creazione di eventi con un carattere diverso e specifico. Sviluppare iniziative locali significa premiare il territorio e le sue eccellenze.

L’esperienza di Torino ha dimostrato che un lavoro sinergico, come quello che il CNI ha svolto con la Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, a cui va un enorme plauso, può portare a grandi risultati. In pochi mesi siamo riusciti a sviluppare e organizzare un progetto ben strutturato e assolutamente riuscito.

Adesso l’obiettivo è quello di cercare di portare Ingenio al femminile in altre città e cominciare questo percorso itinerante per tutta l’Italia, mantenendo i pilastri del nostro progetto, ampio e aperto a tutti.

Quest’anno è stata scelta la tematica della leadership. Cosa è emerso dal dibattito?

Il tema della leadership è stato affrontato in modo trasversale, cercando di individuare alcune specificità e criticità della nostra professione e gli elementi che possono contribuire a una valorizzazione della figura dell’ingegnere donna. Sono moltissimi gli spunti di riflessione emersi nei vari interventi. Ciò che è evidente è che ci sia una gran voglia di continuare a lavorare per cercare di aumentare una presenza femminile che è ancora decisamente bassa nelle posizioni apicali.

Quali sono le difficoltà che una donna incontra e che le impediscono di fare carriera?

Le riporto una considerazione di Odile Robotti (Fondatrice di Learning Edge e autrice de ‘Il talento delle donne’, ndr) che, nel corso del suo intervento, ci ha raccontato come molto spesso siano le donne stesse a non volersi mettere in gioco. E in molti casi questo non dipende da una mancanza di volontà ma semplicemente dal fatto di non sapere come fare o addirittura di non ritenersi all’altezza del ruolo. Questo è profondamente sbagliato.

Le donne hanno bisogno di strumenti, condizioni e anche di politiche incentivanti che possano consentire loro di non dover necessariamente scegliere fra la famiglia e la carriera. Il non avere piena consapevolezza delle proprie capacità da un lato e la mancanza di supporto a livello sociale è un mix letale che penalizza la donna nel suo percorso professionale.

Questo sprono può arrivare anche da una manifestazione come Ingenio al femminile?

Assolutamente sì. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare nei confronti del ruolo della donna nell’ingegneria e di aiutare le donne a raggiungere i traguardi che desiderano, vedendo riconosciuti i loro diritti, anche a livello di remunerazione o di condizioni contrattuali. Ci tengo a sottolineare che questo percorso va costruito insieme agli uomini. Ed è quello che noi facciamo ogni anno con Ingenio al femminile, dove vi è una grande partecipazione dei colleghi uomini, con cui lavoriamo insieme con un obiettivo condiviso.

Nel corso dei nostri eventi noi non facciamo altro che raccontare delle storie, storie di donne comuni, non certamente famose ma che nel loro ambito ce l’hanno fatta, hanno raggiunto un prestigio professionale. È con l’esempio che si può andare avanti e stimolare.

Ritiene che negli ultimi anni stia cambiando qualcosa per le donne?

Le rispondo con una domanda: quante donne ci sono al governo? Quante sono le leader donna in politica?

Un paese che non incentiva la partecipazione delle donne e che non crea delle condizioni che potrebbero aiutare la donna a sentirsi parte integrante della società credo che sia ancora profondamente indietro sul fronte delle pari opportunità. Ma non voglio cadere nel solito meccanismo del dare la colpa al governo, al sistema o agli altri in generale. Bisogna impegnarsi in prima linea per contribuire al cambiamento. C’è ancora molta strada da fare e molto per cui lottare, anche a livello culturale. Le donne, sebbene siano bravissime e si laureino a pieni voti, sono ancora vittime di pregiudizi, che vanno abbattuti.

Che consiglio darebbe a una giovane neo-laureata?

Di non mollare mai.

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