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NTC18 e Circolare: come cambia la progettazione geotecnica?

Intervista al Prof. Stefano Aversa, componente della Commissione Geotecnica di revisione della Circolare esplicativa alle future NTC18

NTC_Geotecnica
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A 10 anni dalle NTC08, sono state firmate le nuove NTC18 a cui seguirà la circolare esplicativa che contiene, come la sua analoga del 2009, integrazioni e specifiche applicative al documento principale. A questo proposito abbiamo raccolto le considerazioni del Prof. Stefano Aversa che ha partecipato alla Commissione Geotecnica e che ha provveduto alla revisione della Circolare esplicativa.

Come spiega il professore sono state applicate le seguenti importanti modifiche al capitolo ‘Geotecnica’ in ambito statico (Capitolo 6, NTC08) e sismico (Paragrafo 7.11, NTC08).

  • Chiarimento sull’utilizzo dell’approccio statico progettuale a seconda dell’opera

Nelle nuove NTC, per le verifiche allo Stato Limite Ultimo delle opere che interagiscono con il terreno, si è deciso di definire univocamente l’Approccio progettuale per tipologia di opera, indicando l’Approccio 2 (A1+M1+R3) per le fondazioni (superficiali e profonde) e per i muri di sostegno e l’Approccio 1 per tutte le altre opere. In questo modo per le fondazioni e i muri di sostegno si è evitata l’ambiguità prima esistente e si è eliminato l’obbligo della doppia verifica combinazioni, poiché questo tipo di approccio consente di eseguire la verifica sia geotecnica che strutturale. Inoltre, sempre per semplificar la vita al progettista, pur mantenendo il livello di sicurezza, anche la verifica a ribaltamento dei muri di sostegno è considerata nell’ambito dell’Approccio 2 e non tramite una verifica EQU ad hoc, come era previsto in precedenza.

Per le opere che prevedono verifiche SLU con l’Approccio 1 (ad esempio, le paratie) è stato chiarito quando utilizzare la combinazione 1 e la combinazione 2.

  • Combinazione 1 (A1+M1+R1): per tutte le analisi che prevedono lo studio dell’interazione terreno struttura (si tratta di verifiche tipicamente strutturali).
  • Combinazione 2 (A2+M2+R2): per le analisi che analizzano il meccanismo di collasso: si tratta delle verifiche geotecniche (ad esempio, per le paratie libere o con un livello di ancoraggio, quelle verifiche che prevedono un cinematismo di rotazione).
  • Eliminazione dei coefficienti parziali di sicurezza

Anche le verifiche sismiche hanno subito una modifica. In particolare, in tutte le verifiche geotecniche sono stati eliminati (portati ad 1.00) i coefficienti parziali di sicurezza sui parametri di resistenza del terreno. Contestualmente, sono stati rivisti i coefficienti di riduzione delle accelerazioni massime per alcune opere. Questa modifica avvicina maggiormente la progettazione sismica geotecnica al performance based design, che prevede di analizzare il comportamento delle opere sotto sisma, accettando la formazione di meccanismi di plasticizzazione duttili per le verifiche classificate come SLU, e non la lontananza da un meccanismo di collasso. Tra l’altro, mentre con le NTC08 (integrato con i chiarimenti contenuti nella Circolare n. 617/2009) il dimensionamento di un muro di sostegno risultava necessariamente condizionato dalla verifica sismica, anche in zone a bassa sismicità, ora, in linea con quanto avviene per la progettazione di strutture fuori terra, in tali zone la progettazione di un muro può essere influenzata maggiormente dalla condizione statica anziché dalla sismica.

Revisione delle NTC08 in ambito geotecnico

Figura 1 – Revisione delle NTC08 in ambito geotecnico

Come detto, si è operato sui coefficienti b di riduzione dell’azione sismica per le verifiche dei muri di sostegno, evitando le differenziazioni presenti nella NTC08 e indicando, salvo altre decisioni da parte del progettista, un coefficiente pari a:

  • 0.38 per lo Stato Limite di Salvaguardia;
  • 0.47 per lo Stato Limite di Danno.

Qualche altra modifica è stata apportata anche sulla classificazione sismica del sottosuolo, chiarendo che la priorità è quella dello studio della Risposta sismica locale e eliminando la possibilità di una classificazione diretta sulla base del valore del NSPT e della resistenza non drenata. È stata lasciata però al progettista la facoltà di determinare la velocità di propagazione delle onde di taglio nel terreno utilizzando correlazioni empiriche (a scelta del progettista e consolidate nella letteratura scientifica) con i risultati di prove in sito.

  • C’è un filo conduttore con gli Eurocodici?

Tutta la parte statica è in linea con la parte normativa esistente (Eurocodice 7), infatti i cambiamenti effettuati corrispondono alle parti dell’Eurocodice in cui era data la facoltà al Paese di pertinenza di attuare i propri coefficienti.

Per la parte sismica, l’Eurocodice 8 – parte 5 era stato redatto prima dell’EC7 e aveva dei margini di flessibilità minori. Spesso non era in sintonia con l’EC7 e risultava difficilmente applicabile in aree ad alta sismicità; ad esempio per tutte le paratie l’accelerazione di progetto corrispondeva all’accelerazione di picco dando luogo spesso a opere irrealizzabili. Ciò ha fatto sì che già con l’NTC08 ci si era allontanati un po’ dall’EC8-5, ottenendo una norma più moderna. Tali modifiche rispetto all’EC8-5, con le correzioni di cui si è detto in precedenza, sono state conservate nella versione del 2018.

Chi è Stefano Aversa?

Stefano Aversa

Laureato in Ingegneria Civile a Napoli nel 1985

Dottore di ricerca in Ingegneria Geotecnica.

Professore ordinario di Geotecnica presso l’Università di Napoli Parthenope.

Ex-presidente dell’AGI-Associazione Geotecnica Italiana.

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