Tecnici campioni del web: i consigli del dott. Raffaele Salvemini | Ingegneri.info

Tecnici campioni del web: i consigli del dott. Raffaele Salvemini

Quando dedizione, passione e voglia di mettersi in gioco a volte possono fare la differenza: i segreti di "Close Up Engineering"

raffaele-salvemini2
image_pdf

Tra le realtà che sono riuscite ad emergere sfruttando le potenzialità di internet non possiamo non menzionare Close-up Engineering, un progetto ideato da un giovane imprenditore, Raffaele Salvemini. CuE è un network dedicato al mondo dell’ingegneria, della tecnologia e delle scienze e composto da 10 siti indipendenti: aerospace, biomedical, building, energy, finance, management, marine, science, sistems, vehicle. Negli anni, il progetto ha registrato numeri importanti e ha instaurato legami con aziende italiane e straniere, fornendo elevata visibilità e grandi opportunità di crescita a chi vi ha collaborato. Conosciamo meglio questa realtà descritta dalle parole del CEO, il dott. Raffaele Salvemini.

Partiamo dalla genesi, vorrei che raccontassi com’è nato Close up Engineering: quando, come e perché ti è venuta l’idea di creare questo network.

Dott. Raffaele Salvemini: Nel 2010 decisi di aprire un sito che trattasse temi legati all’Ingegneria Biomedica, corso di studi che avevo intrapreso già da un anno. Da lì, iniziando a comprendere quanto fosse interessante per gli utenti un progetto simile, iniziai a pensare ad una sua evoluzione, estesa a tutti i rami legati all’ingegneria. Nel 2013, mentre lavoravo alla tesi di laurea, ho iniziato a buttare giù le prime bozze del nuovo progetto, con la collaborazione di Leonardo Taronna e Nicola Lovecchio, lanciandolo ufficialmente nel maggio del 2014, grazie anche all’esperienza iniziata in quel periodo presso un noto giornale della provincia di Foggia. Il concetto di network, costituito da una moltitudine di siti che tra loro comunicano e interagiscono, nasce come diretta evoluzione dei risultati ottenuti nei primi due anni di vita di Close-up Engineering. CuE nasce dalla voglia di portare a tutti, dal semplice curioso al professionista, l’informazione scientifica e tecnologica nel mondo più accurato possibile.

Dal 2014 ad oggi avete realizzato più di 4000 articoli, superato i 100.000 follower sui vari social e siete stati visitati da più di 2 milioni di utenti. Come è stato possibile ottenere questi risultati senza fare sponsorizzate e senza avere un editore? Come riuscite a sostenere economicamente il progetto?

Dott. Raffaele Salvemini: La forza di CuE è nella dedizione, la passione e la voglia di mettersi in gioco di tutti i ragazzi che collaborano. Abbiamo strutturato l’intero progetto in una catena che funziona alla perfezione, dedicando forze mirate alla scrittura dei testi, alla gestione social e alla realizzazione e manutenzione della piattaforma web. I primi tempi abbiamo stretto un bel po’ i denti e investito alcune somme importanti, fino a percepire l’arrivo dei primi interessanti risultati in termini di visualizzazioni di pagina e utenti. I costi legati ai server sono stati presto compensati così da poter viaggiare in estrema tranquillità. Leonardo, estremamente attento all’aspetto social, grazie alle sue strategie cucite analizzando puntigliosamente il comportamento e gli interessi dei nostri utenti, ha permesso una crescita costante dei nostri numeri legati ai canali social. Mese dopo mese, puntando a Google News e costruendo sempre i nostri articoli con un attento occhio alla SEO (complesso di attività che permettono di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, ndr), abbiamo costruito una macchina interessante e attrattiva per partnership di diverso tipo. Posso senza problemi affermare, rispondendo alla tua domanda, che alla base di tutto c’è la perseveranza e l’estrema voglia di portare qualcosa di nuovo.

cue2

CuE è composto attualmente da più di 40 membri e so che ricevete molte richieste di collaborazione. Che tipo di esperienza professionale offrite?

Dott. Raffaele Salvemini: Esatto, siamo in più di 40 e nel tempo abbiamo avuto il piacere di collaborare con studenti, professionisti e professori. Complessivamente, si sono susseguiti oltre 100 autori, contribuendo a formare quello che è l’aspetto attuale di CuE. Continuamente arrivano richieste di collaborazione, non solo da parte di studenti o professionisti legati al mondo dell’ingegneria, ma anche provenienti da altri settori. Proprio per questo abbiamo deciso di aprire un intero sito dedicato alle scienze e uno all’economia e alla finanza. CuE è diventato una vetrina di spessore per i nostri autori, un posto per portare al pubblico le proprie conoscenze. È un modo per apprendere dinamiche complesse, che si sviluppano nella collaborazione in team (un team di 40 persone!). Ogni sito ha alla sua base una redazione che indipendentemente porta avanti la propria linea editoriale e gli aspetti social. CuE consente di acquisire interessanti skills, un bagaglio di conoscenze utili che restano. Permette di conoscere – dal vivo- persone e personaggi del panorama scientifico e tecnologico nazionale e internazionale. Inoltre, grazie alla crescita costante, ogni redazione viene dotata periodicamente di un budget che comprende i compensi per ciascun autore in relazione al contributo apportato.

Oggi CuE è diventata una realtà autonoma ma immagino che, quando hai deciso di lanciarti in questa avventura, lo hai fatto non avendo piena coscienza delle problematiche in cui ti saresti imbattuto. In che modo le hai affrontate?

Dott. Raffaele Salvemini: Avevo vent’anni quando ho iniziato a pensare al progetto, di certo non avevo neanche lontanamente idea di cosa mi aspettasse e a cosa saremmo andati incontro. Ci siamo letteralmente schiantati più volte contro ostacoli rilevanti. Il modo che ho (e che abbiamo) trovato più interessante per affrontarli è stato formarci il più possibile, studiando davvero tanto e acquisendo competenze in nuovi settori. Close-up Engineering è stata una palestra senza eguali, che mi ha permesso di inserirmi in nuovi contesti lavorativi e ha iniziato a formarmi per intraprendere nuovi innovativi progetti.

Intervista realizzata da Close-up Engineering a Maurizio Cheli, astronauta italiano

Alla luce dell’esperienza e delle conoscenze che hai maturato in questi anni, se dovessi ripartire da zero, punteresti ancora sul web? Cambieresti qualcosa di CuE o faresti qualcosa di diverso?

Dott. Raffaele Salvemini: Il web è diventato parte integrante della mia vita: dall’apertura di CuE ho iniziato a lavorare come sviluppatore e ho cercato di conciliare sempre le due cose. Close-up Engineering ha avuto un percorso di crescita e ha subito importanti modifiche, seguendo un tradizionale corso legato alle milestones raggiunte. Dal primo MVP (Minimum Viable Product – test che indica quanto un prodotto sia vincente sul mercato, ndr) nel 2014, oggi è un progetto di cui sono altamente soddisfatto. Non cambierei nulla nella sua struttura, piuttosto l’approccio. Oggi sono nel mondo delle startup e, soprattutto nell’ultimo anno, ho appreso molto da esso. Tornando a qualche anno fa, con le conoscenze acquisite da un anno a questa parte, avrei portato avanti la sua gestione in modo più rapido. Ma CuE ha ancora molto da svelare!

Che consiglio puoi dare a chi vuole cominciare un suo progetto web? Che caratteristiche deve avere e quali sono gli errori da non commettere?

Dott. Raffaele Salvemini: Oggi la competizione è altissima. Inoltre, quando abbiamo dato il via a Close-up Engineering, Facebook non era il mondo complesso che è adesso. Le difficoltà che incontrano progetti web che partono in questo momento storico incontrano grosse difficoltà. Servono progetti innovativi e disruptive, bisogna capire da subito se c’è interesse nel pubblico ed essere pronti a stravolgerlo se serve. Ma, ad ogni modo, il segreto per portarli avanti – ieri come oggi – è la forza di volontà e tanta, ma tanta, dedizione. Non bisogna dare mai nulla per scontato, informarsi tantissimo su ogni aspetto di quello che si sta facendo e studiare molto. Non partire mai da soli, questo è certo: trovare validi co-founder per completarsi e dividersi i ruoli. Gli errori sulla strada, in qualsiasi progetto, ci saranno sempre. L’errore, dunque, sarebbe non commetterli.

Leggi dalla stessa rubrica: Tecnici campioni del web: i consigli dell’ing. Carlo Pagliai

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Tecnici campioni del web: i consigli del dott. Raffaele Salvemini Ingegneri.info