Tecnici campioni del web: i consigli dell’ing. Braian Ietto | Ingegneri.info

Tecnici campioni del web: i consigli dell’ing. Braian Ietto

Usare la rete per imparare a comunicare, rendere accessibile il mondo dell'ingegneria strutturale a tutti, diffondere cultura e sensibilizzazione

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Abbiamo deciso di intervistare i tecnici che sfruttano le potenzialità di internet e, in particolare i social network, per diffondere contenuti di valore e sviluppare la propria attività. Chi lo sta facendo al meglio è sicuramente Braian Ietto, ingegnere strutturista, creatore del blog Ingegneria e dintorni e dell’omonima – e ormai celebre – pagina Facebook. Lo abbiamo contattato per chiedergli della sua esperienza sul web, di quali siano i vantaggi e gli svantaggi di esporsi al pubblico giudizio e sono venuti fuori molti spunti di riflessione interessanti che riguardano il modo di porsi dell’intera categoria professionale. Ecco cosa ci ha detto l’ingegnere Braian Ietto.

Raccontaci chi sei, di cosa ti occupi e perché hai deciso di creare Ingegneria e dintorni?

“Sono laureato in Ingegneria Civile, svolgo la libera professione a Pisa occupandomi di strutture e sono assistente all’Università di Ingegneria di Pisa al corso ‘Tecnica delle Costruzioni 2′. Ho sempre amato condividere le mie passioni e quindi, nel 2010 ho deciso di aprire il blog di Ingegneria e dintorni. Dopo un po’ di tempo ho pensato di aprire anche la pagina Facebook che, inizialmente, aveva come unico scopo quello di pubblicizzare i post che scrivevo nel blog. Piano piano mi sono accorto che la pagina aveva il potenziale per comunicare l’Ingegneria a tantissime persone e non solo a chi cercava informazioni particolari. E quindi ha preso una sua strada. L’obiettivo era ed è sempre quello di unire gli addetti al mestiere e, al tempo stesso, avvicinare a questo mondo anche i curiosi. Ho scelto così di usare un linguaggio semplice e tanta, tanta autoironia”.

Sei partito da zero e, senza fare sponsorizzate, la pagina Facebook è diventata virale. Quanto tempo dedichi a questo progetto? Fai tutto da solo o hai un team che ti aiuta?

La crescita ha stupito anche me ed è esponenziale: mentre ti scrivo abbiamo raggiunto i 125 Kilofan (espressione che richiama i kN, ndr). Ho scoperto che se l’ingegneria viene raccontata con passione, autoironia e con parole semplici può arrivare a parlare a tante, tantissime persone. Poi, essendo una persona che adora prendersi non troppo sul serio, ho deciso di ‘giocare’ un po’ e sono nate così alcune iniziative particolari come i gadget ‘certificati antisismici’ (tazze, magliette e felpe) e i fumetti, fatti grazie ai ragazzi di calcolostrutturale.com, che mi hanno messo a disposizione un fumettista bravissimo di nome Willo con cui raccontiamo le storie dell’Ing. Pino, che rappresenta un po’ tutti noi ingegneri. La pagina Facebook, ad oggi, è amministrata quasi totalmente da me. Ci dedico un po’ di tempo la sera e la mattina programmando i post. Ultimamente ho cominciato a cercare qualche collaboratore e lo sto ‘addestrando’ alla filosofia che c’è dietro a tutto quello che è Ingegneria e dintorni”.

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 Braian Ietto

Ingegneria e dintorni non ha alcun collegamento con la tua attività professionale e so che ci tieni affinché rimanga così. Hai avuto lo stesso un ritorno in termini di incarichi o collaborazioni da quando produci contenuti sul web?

“Preferisco che la mia attività professionale e la pagina siano separati perché mi piace che le persone riconoscano in ‘Ingegneria e dintorni’ un luogo di comunicazione e confronto indipendente e non volto a farsi pubblicità. Al tempo stesso mi piace metterci la faccia perché credo che questo sia uno dei punti di forza della pagina. Ovviamente non è difficile scoprire cosa faccio e chi vuole arriva anche al mio ambito professionale così nascono alcune opportunità di collaborazioni. Uno degli aspetti più positivi della ‘visibilità’ è la stima dei colleghi, spesso mi trovo a ricevere manifestazioni di rispetto e stima in situazioni impensabili e questo mi fa capire l’importanza della comunicazione, aspetto imprescindibile a mio parere e che noi ingegneri purtroppo trascuriamo troppe volte”.

Ho notato che, sui temi riguardanti l’ingegneria strutturale, c’è un astio e una supponenza da parte di chi commenta che raramente ho riscontrato nelle community di altri settori professionali. Anche tu, più volte, hai denunciato azioni eticamente scorrette da parte di colleghi strutturisti. Come spieghi questo fenomeno? Non sarebbe meglio essere collaborativi e fare rete?

“Non è facile da spiegare, noi ingegneri siamo persone un po’ strane! Spesso mi tocca intervenire perché tra colleghi semplici differenze di vedute in situazioni tecniche si trasformano in litigate che terminano inevitabilmente sul personale o sull’offensivo. Pensa che prima pubblicavo i lavori che alcuni colleghi con coraggio e orgoglio volevano condividere sulla pagina, ho dovuto smettere perché invece di ricevere complimenti o suggerimenti costruttivi rischiavano di finire alla gogna. Io credo molto nell’etica e mi spiace molto vedere come, noi ingegneri, abbiamo spesso problemi a saperci rapportare e confrontare in maniera costruttiva. Sono fermamente convinto che questa sia una delle maggiori cause della situazione attuale in cui ci troviamo. La rete poi amplifica tutti questi comportamenti negativi ed è un peccato, perché è un grande e immenso strumento dove noi tutti potremmo collaborare per provare a fare quello che, a mio parere, manca più di tutto: diffondere cultura e sensibilizzazione sui temi della prevenzione”.

Drammatici avvenimenti come i recenti terremoti e il collasso di alcuni viadotti hanno sottolineato, ancora una volta, l’importanza di temi come la prevenzione sismica e la manutenzione strutturale. In che modo credi che, utilizzando il web, si possa sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni ma anche il cittadino comune?

“Il drammatico crollo del ponte Morandi ha creato un dibattito nel web senza precedenti, ha generato un sacco di false notizie, bufale e caccia alle streghe, enfatizzando al massimo il potere negativo del web. Dall’altra parte però si è visto come moltissime persone abbiano cercato giustamente risposte e lo abbiano fatto nel modo giusto, cercando fonti attendibili e leggendo il parere di esperti. In questo mese dopo il crollo del ponte la pagina è stata letteralmente invasa da persone che chiedevano informazioni, che si preoccupavano per lo stato di conservazione delle infrastrutture in Italia. Parlando in termini di numeri ‘Ingegneria e dintorni’ ha raggiunto oltre 10.500.000 persone in un mese: una cifra impressionante! Ecco, questo è il potenziale del web, riuscire ad arrivare velocemente alle persone e se ne facciamo un uso positivo possiamo provare a migliorare le cose, diffondere le notizie e i pensieri giusti, sensibilizzare, spiegare quello che facciamo e il perché. Penso che ogni professionista, nel suo piccolo, dovrebbe provare a far questo: spiegare l’importanza della manutenzione e della prevenzione. Se ogni piccolo studio sparso in Italia si impegnasse a fare questo sarebbe una piccola grande rivoluzione, bisogna ripartire da qui, dall’informare. Non bisogna mai dimenticare che il nostro è un lavoro che ha un’immensa responsabilità sociale”.

In base a quella che è l’esperienza che hai fatto in questi anni sul web, che consiglio puoi dare ai colleghi che vogliono intraprendere questa strada per promuovere la propria attività professionale?

“Consiglio loro di non aver paura di essere giudicati, di metterci la faccia e raccontare quello che fanno aprendo le porte informatiche del proprio studio. Scopriranno ben presto che ci sono tante persone curiose, colleghi che vogliono confrontarsi e tanto altro ancora. Per questo, oltre al blog e alla pagina Facebook, da qualche mese ho aperto anche un canale You Tube. È un lavoro nel lavoro che richiede tempo e attenzione ma è anche un modo per migliorarsi perché ci forza a comunicare meglio. Cosa che, noi ingegneri, spesso non siamo così bravi a fare”.

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