La ricerca in Italia potra' contare su nuovi investimenti della Bei | Ingegneri.info

La ricerca in Italia potra’ contare su nuovi investimenti della Bei

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Con la sottoscrizione di due distinti accordi con la Banca europea per gli investimenti (Bei) da parte del ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan e del ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi hanno avuto il via libera due importanti iniziative per l’area ricerca e sviluppo in Italia. I due accordi prevedono lo stanziamento di un nuovo fondo di 500 milioni per progetti in ricerca e sviluppo delle pmi e delle imprese a media capitalizzazione (mid-cap) e puntano a promuovere il credito a studenti universitari e l’occupazione giovanile.

Sono in sostanza due le iniziative che partono con gli accordi siglati lo scorso 4 giugno. La prima consiste nell’impiego di 100 milioni del Fondo di garanzia per le pmi del Mise per coprire i rischi di prima perdita in progetti di R&S realizzati da piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione, grazie ai quali la Bei attiverà un portafoglio di prestiti di 500 milioni. Si tratta di una “risk sharing initiative”, un’operazione innovativa a livello europeo, nella quale Stato italiano e la Bance europea condividono il rischio. Per ogni euro di garanzia dello Stato la Bei concede credito per cinque euro. In altre parole si tratta di una moltiplicazione (effetto leva) da 1 a 5 delle risorse pubbliche nazionali. L’accordo consente quindi di finanziare progetti con un profilo di rischio più elevato, ma soprattutto di utilizzare risorse ingenti in una logica diversa dalla contribuzione a fondo perduto.

E’ un accordo quadro tra i due ministeri e la Bei la seconda iniziativa che punta alla collaborazione per aumentare le risorse per il finanziamento di nuovi investimenti. La cooperazione si articolerà su tre fronti. Il primo punta alla realizzazione di infrastrutture, studiando in modo congiunto le migliori opportunità di finanziamento delle opere. Sul secondo fronte i tre organismi individueranno progetti sostenuti da fondi strutturali europei ai quali aggiungere risorse Bei in diversi campi: piccole e medie imprese, occupazione giovanile, diritto allo studio, infrastrutture, soprattutto nel Sud Italia, agenda digitale, ricerca e sviluppo, efficienza energetica e sviluppo sostenibile.

Il terzo fronte d’intervento punterà a fornire assistenza tecnica ai soggetti che programmano l’impiego dei fondi strutturali europei per il ciclo 2014-2020 in modo da ottimizzare l’utilizzo di queste risorse in combinazione con i fondi della Bei. Durante l’incontro con i due Ministeri italiani, il presidente della Bei, Werner Hoyer ha illustrato l’andamento dell’attività di finanziamento della Banca europea per gli investimenti in Italia nel corso del 2014. Dopo gli 11 miliardi di prestiti del 2013, nella prima parte dell’anno le firme di nuovi finanziamenti in Italia hanno raggiunto 5 miliardi, in linea quindi con l’anno precedente. Tra le principali operazioni 500 milioni del piano «Jobs for Youth» per i prestiti a pmi, mid-cap e start-up che assumono almeno un giovane tra i 15 e i 29 anni.

“Con queste due nuove operazioni la Bei riafferma il suo forte impegno nel finanziamento all’economia italiana. Con la firma della “Italian risk sharing initiative”, l’Italia fa da precursore nell’innovazione finanziaria; il fondo rappresenta una novità assoluta per i prestiti ai progetti in ricerca e sviluppo, struttura possibilmente da replicare in altri Paesi. L’Accordo quadro siglato con Mef e Mise faciliterà la nostra attività programmata in Italia e permetterà di aumentare il nostro sostegno diretto agli obbiettivi di crescita del Governo, anche fornendo know-how nella fase di preparazione degli investimenti”, ha sottolineato il presidente Hoyer.

Il ministro Padoan ha evidenziato che “con questi accordi potenziamo la capacità della finanza pubblica di fungere da stimolo all’iniziativa privata, favorendo l’afflusso di credito alle imprese. E al tempo stesso non trascuriamo quegli investimenti strategici nelle infrastrutture e nel capitale umano che migliorano il business environment e rendono il paese più attrattivo per gli investimenti privati”. Secondo il ministro dello Sviluppo economico Guidi “gli accordi firmati oggi vanno nella stessa direzione dei provvedimenti a sostegno della finanza d’impresa che il governo si appresta a varare nell’ambito del decreto competitività. E sono tesi al sostegno degli investimenti industriali nella ricerca, sviluppo e innovazione quali formidabili leve competitive per spingere crescita e nuova occupazione”.

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