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La spesa ambientale delle Regioni e’ in calo

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Nel 2011 le Regioni hanno speso meno in ambiente: secondo i recenti dati pubblicati dall’Istat, infatti, nel 2011 la spesa ambientale delle amministrazioni regionali è stata di 4.094 milioni di euro, con un’ incidenza sul Pil dello 0,26%. Rispetto all’anno precedente la spesa è scesa del 5,4%, avvicinandosi a un valore prossimo a quello del 2004. Il calo è maggiore per le amministrazioni regionali del Nord-ovest (-13,6%) e del Centro (-8,4%) rispetto a quello del Nord-est (-4,8%) e del Mezzogiorno (-2,7%).

Di questa quota complessiva di spesa, secondo l’Istituto, il 62% consiste in trasferimenti ad altri operatori economici, principalmente enti pubblici, come accade nell’85% del totale dei trasferimenti. Il rimanente 38% è impiegato per attività realizzate direttamente: spese per personale, acquisto di beni e servizi, acquisto di beni mobili, immobili, macchinari.

Analizzando le destinazioni principali della spesa ambientale, emerge che nel 2011 il 64% della spesa complessiva, pari a 2.617 milioni di euro, sia di parte corrente sia in conto capitale, è stato destinato ad interventi di “protezione dell’ambiente“. In questa categoria vengono intesi interventi sono volti a salvaguardare l’ambiente da fenomeni di inquinamento e di degrado, come emissioni atmosferiche, scarichi idrici, rifiuti, inquinamento del suolo, perdita di biodiversità, erosione del suolo, salinizzazione. La parte restante, pari al 36%, è riservata ad interventi di “uso e gestione delle risorse naturali“, volti a salvaguardare l’ambiente da fenomeni di esaurimento dello stock delle risorse naturali (foreste, risorse energetiche, risorse idriche, eccetera). Le quote più elevate della spesa ambientale sono destinate alla protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e di superficie (19,6%), all’uso e gestione delle risorse idriche (16,3%), alla protezione della biodiversità e del paesaggio (15,4%) e alla gestione delle acque reflue (13,2%). Seguono l’uso e gestione delle foreste (9,4%), la gestione dei rifiuti (8,6%) e l’uso e gestione delle materie prime energetiche non rinnovabili (5,2%).

In termini di distribuzione geografica, il 55,9% della spesa complessiva nazionale risulta erogato dalle amministrazioni regionali del Mezzogiorno. La spesa delle amministrazioni regionali del Nord-ovest rappresenta il 13% del totale, quella del Nord-est il 17,1% e quella del Centro il 14%. Sicilia e Sardegna registrano il ‘record’ di spesa, con quote pari rispettivamente al 16,7% e al 12,1% dell’intera cifra nazionale; seguono Calabria (8,9%) e Campania (7,9%). “E’ da segnalare”, spiega l’Istat, “che una componente di rilievo della spesa ambientale erogata nel Mezzogiorno è quella realizzata a valere sui fondi strutturali e sugli accordi di programma quadro (Apq) in materia di servizi e infrastrutture ambientali. Un esempio sono le spese in conto capitale per acquedotti, reti fognarie, impianti di depurazione: nel 2011 il 30% di tali spese è realizzato a valere su APQ inerenti la gestione integrata delle risorse idriche”.

le amministrazioni del Nord-ovest e del Centro destinano la quota maggiore delle proprie spese ambientali ad interventi per la tutela della biodiversità e del paesaggio, rispettivamente il 24% e 19% del totale. Nel Nord-est la quota maggiore della spesa, pari al 21%, è destinata ad interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie. Nel Mezzogiorno, infine, il 42% del totale della spesa ambientale si ripartisce in ugual misura tra interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie ed interventi di gestione delle risorse idriche.

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