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Laureati in ingegneria: e’ boom nel settore civile e ambientale

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Continua ad aumentare anche nel 2012 il numero di laureati dei corsi ingegneristici: 51.397, circa il 2% in più rispetto al 2011, pari al 17,4% dei laureati usciti dalle università italiane nello stesso anno. A fare il punto sui neo ingegneri italiani è il Centro Studi del Consiglio nazionale che ha appena pubblicato una ricerca.

“È bene chiarire subito – si legge nell’introduzione al rapporto – che si tratta di laureati con un titolo valido per l’accesso alla professione di ingegnere, ma non necessariamente interno alle ormai ‘ex facoltà’ di ingegneria. Con l’entrata in vigore del decreto 240/2010 è stata infatti disposta una riorganizzazione dei Dipartimenti, che hanno assunto anche la funzione didattica con la conseguente scomparsa delle facoltà, sostituite eventualmente da una ‘struttura di raccordo’ tra Dipartimenti”.

Tale innovazione, unita agli effetti del dpr.328/2001, che aveva di fatto aperto le porte dell’abilitazione per la professione di ingegnere anche ai laureati di altre facoltà, vincolando l’accesso all’esame di stato non alla facoltà di provenienza, ma alla classe di laurea conseguita, ha dunque ampliato notevolmente l’universo dei potenziali ingegneri: nel 2012 hanno conseguito un titolo valido per l’abilitazione professionale 27.788 laureati di primo livello e 23.460 di secondo. A questi si aggiungono 9 diplomati universitari (tra gli ultimi rimasti all’interno del sistema universitario) e 140 laureati della classe LM44-Modellistica matematico-fisica per l’ingegneria il cui titolo non è ritenuto valido per l’accesso alla professione per un totale appunto di 51.397 laureati.

Rispetto al 2011 rimane praticamente invariato il numero dei laureati di primo livello, ma aumenta del 4% quello dei laureati di secondo livello. Ormai ridotti ai minimi i laureati del vecchio ordinamento: oltre ai già citati 9 diplomati, nel 2012 hanno conseguito il titolo quinquennale del vecchio ordinamento 567 laureati. Prosegue inarrestabile la crescita della componente femminile, che nel 2012 costituisce oltre il 30% dei laureati.

I due politecnici di Milano e Torino, con rispettivamente 7.563 laureati e 4.935 tra primo e secondo livello, si confermano i principali 6 centri formativi ingegneristici “producendo” quasi un quarto degli “ingegneri” italiani. Molto consistente il numero di laureati anche presso l’università La Sapienza di Roma (3.668), la Federico II di Napoli (3.105), l’università di Bologna (2.442) e di Padova (2.236).

Limitandosi agli atenei con più di 500 laureati, gli exploit più apprezzabili rispetto al 2011 si registrano presso lo Iuav di Venezia, che ha visto aumentare di circa il 23% il numero di laureati, e a Trieste (+21%), mentre si registrano sensibili cali a Perugia (-17%), L’Aquila (-13,1%) e Brescia (-12%). La Lombardia con 9.851 laureati, e in particolare la città di Milano con 8.030 laureati nei suoi 4 atenei, si conferma la principale area di formazione ingegneristica.

Una delle principali conseguenze dell’eliminazione delle facoltà è data dall’esplosione del numero di laureati del settore civile ed ambientale che comprende ora anche i laureati delle ex facoltà di architettura della classe LM4-Architettura ed ingegneria edile. È vero che, per lo stesso motivo, l’universo dei potenziali ingegneri si è ampliato con i laureati della ex facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali anche nei settori dell’informazione (classe LM-18 Informatica) e in quello industriale (LM-53 Scienza e ingegneria dei materiali), ma è pur vero che si tratta di quantità decisamente inferiori.

Il risultato è che il 43,1% dei laureati di secondo livello e il 34,1% dei triennali è composto da laureati del settore civile ed ambientale che vanno ad ampliare ulteriormente il già forse sovradimensionato universo di professionisti del settore, soprattutto in una fase economica critica quale quella attuale, in cui si registrano, tra l’altro, continui tagli alla spesa per le infrastrutture e le opere pubbliche.

Prima di concludere, un cenno ai laureati “a distanza”: tra i circa 51.400 laureati del 2012, 391 (282 di primo livello e 109 di secondo), pari ad appena lo 0,7%, hanno conseguito il titolo presso uno dei tre atenei telematici con corsi di laurea ingegneristici: Uninettuno, Università telematica Guglielmo Marconi e E-campus di Novedrate.

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