Le societa' italiane di ingegneria fotografate dall'Oice | Ingegneri.info

Le societa’ italiane di ingegneria fotografate dall’Oice

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La rilevazione annuale sull’andamento delle società italiane di ingegneria nel 2011 e le previsioni per il 2012, curata dall’Ufficio Studi dell’Oice, conferma il trend, ormai consolidato, di due situazioni sostanzialmente diverse tra chi opera prevalentemente sul mercato italiano e che si è strutturato per essere competitivo anche oltre confine.

In “casa nostra”, la crisi del settore è ormai conclamata. Il calo della domanda pubblica di servizi di ingegneria non pare trovare limiti: secondo i dati dell’ultimo osservatorio Oice sugli appalti pubblici nei primi nove mesi del 2012 si è perso il 22,4% rispetto agli stessi mesi del 2011.

Guardando i principali risultati della rilevazione, nel 2011 il valore della produzione delle imprese associate all’Oice ha subito una nuova flessione (-1,8%), che fa seguito a quella osservata nel 2010 (-8,9%). Sono rimaste così disattese le previsioni per il 2011 formulate lo scorso anno e orientate verso un modesto miglioramento dei risultati (+0,3%).

La domanda interna rivolta al settore continua a mostrare tendenze recessive confermate dalla caduta del valore della produzione conseguita sul mercato nazionale (-5,3%) mentre un contributo positivo al sostegno dei livelli di attività è provenuto dalla domanda estera (+3,1%).

Al ridimensionamento del valore della produzione dei servizi di ingegneria pura (-3,2%) ha fatto riscontro la tenuta dei progetti di ingegneria integrata “chiavi in mano” (+0,3%). Il numero degli occupati è aumentato nel 2011 del 2,4%, come sintesi di un incremento dello 0,9% realizzato nelle imprese con meno di 250 addetti, a fronte di un miglioramento produttivo dell’1% e di un incremento del 4,3% che le imprese con almeno 250 addetti evidenziano, pur in presenza di una flessione produttiva di pari misura (4,3%), e che è in gran parte motivato dall’esigenza di alcune aziende di rilevanti dimensioni di adeguare l’organico allo sviluppo di attività atteso a seguito dell’acquisizione di consistenti commesse estere.

La domanda estera e la domanda di turn key, previste incrementarsi nel 2012 nelle misure rispettivamente del 40% e del 37%, riusciranno a compensare la debolezza della domanda interna (-5,1%) e dei servizi di ingegneria pura (-0,7%), creando nell’anno in corso le condizioni per un parziale recupero dei livelli produttivi, persi nei precedenti quattro anni (+14,4% nel totale; +5,1% nelle imprese con meno di 250 addetti e +23,1% nelle restanti) e per un incremento occupazionale (+8,4% nel totale; -2,2% nelle imprese con meno di 250 addetti e +21,0% in quelle di dimensioni maggiori).

I risultati produttivi globali conseguiti nel 2011 e quelli attesi per il 2012 mettono in evidenza l’importanza del ruolo strategico rappresentato all’interno del settore dalle imprese, quasi sempre le più grandi e meno numerose, che hanno saputo affermarsi nei mercati esteri e nella realizzazione di progetti integrati “chiavi in mano”, ma nascondono l’evidenza statistica alle numerose aziende che, operando sul mercato interno dei servizi di ingegneria pura, vivono con sofferenza i condizionamenti e i limiti della domanda.

Un esame del “campione”, formato dalle imprese che spontaneamente hanno partecipato alla rilevazione, ha consentito di verificare che il 53% delle aziende intervistate opera in tale contesto e presenta andamenti produttivi e occupazionali in netta flessione.

Per queste aziende il 2011 si è chiuso con una perdita produttiva dell’8,7% mentre per il 2012 l’aspettativa è di un’ulteriore riduzione del 6,6%. Sul fronte occupazionale le flessioni sono pari al 2,7% nel 2011 e al 4,6% nel 2012.

La diffusa presenza di realtà imprenditoriali “in affanno” si evince anche dai risultati dell’indagine qualitativa ove vengono rappresentate le valutazioni congiunturali delle imprese a prescindere dal livello di produzione realizzato nell’anno: solo lo 0,7% delle imprese associate all’Oice intervistate ritiene elevata la consistenza del proprio portafoglio ordini mentre il 46,4% la giudica sufficiente e il restante 52,9% insufficiente.

Il 44,2% delle imprese intervistate ritiene, inoltre, che il settore delle attività di ingegneria e architettura stia attraversando una fase di forte recessione mentre il 53,6% ne rileva la stagnazione e solo il 2,2% lo giudica in espansione. Rispetto alle valutazioni rilasciate un anno fa si osserva un deterioramento del “sentiment” delle imprese a conferma del fatto che il miglioramento dei livelli produttivi atteso per il 2012, risultando tutt’altro che generalizzato, si realizza in un contesto penalizzante per la maggior parte delle aziende.

O.O.

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