Liberalizzazioni e semplificazione: le proposte delle professioni tecniche | Ingegneri.info

Liberalizzazioni e semplificazione: le proposte delle professioni tecniche

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Trasferimento di compiti di valutazione e autorizzazione ai professionisti sulla base della sussidiarietà; revisione e semplificazione del sistema di autorizzazioni; stop ad ulteriori interventi sulle professioni regolamentate. Sono questi alcuni dei punti chiave della relazione presentata giovedì scorso dal Pat (Professioni area tecnica), in occasione dell’audizione presso la X Commissione Permanente Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati.

Il Pat nella sua relazione “Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese” ha sottolineato come i quattro piani d’azione in due anni varati in tema di liberalizzazione e semplificazione – “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “Semplifica-Italia” e “Piano di Azione Coesione” – abbiano avuto effetti paradossali sulle professioni regolamentate. I professionisti dell’area tecnica hanno manifestato piena condivisione sui principali aspetti del disegno riformatore, sposandone la filosofia, come dimostra la loro azione a favore dell’emanazione del regolamento sulle società tra professionisti.

Tuttavia, sottolineano come le professioni regolamentate siano state oggetto dell’unico vero intervento di liberalizzazione. Per questo ritengono di dover escludere ogni ulteriore passo in quella direzione, anche perché l’effetto sulla crescita del paese – come sostiene anche il Fondo monetario internazionale – sarebbe pressoché nullo. Inoltre, il Pat ha fatto presente alla Commissione che la riforma delle professioni regolamentate ha imposto costi aggiuntivi – relativi ad abilitazione, iscrizione, contributi minimi previdenziali, formazione continua e assicurazione professionale -, sempre più difficili da sostenere in una fase di crisi economica come quella attuale.

“Serve una rivoluzione copernicana”. Questo il concetto espresso da Armando Zambrano, presidente del Pat e del Consiglio nazionale degli ingegneri. “Delegificare, semplificare e innovare va bene – ha proseguito – ma è cruciale sottrarre compiti amministrativi, di valutazione e autorizzazione alla pubblica amministrazione per trasferirli, sulla base del principio di sussidiarietà, al sistema delle professioni regolamentate”. A sostegno di questa tesi è stato sottoposto l’esempio della Baviera. Nel Land tedesco, infatti, in tema di permessi, se il rischio è basso o medio è il professionista abilitato ad assumersi la responsabilità della costruzione. Solo se il rischio è alto serve il via libera delle autorità competenti.

Sul tema della semplificazione il Pat ha sottolineato come molto lavoro resti ancora da fare per evitare lungaggini burocratiche e oneri eccessivi che gravano in un settore chiave come quello dell’edilizia. Ma non solo. Come ha sottolineato Giuseppe Jogna, vicepresidente del Pat e presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, “l’esempio dell’edilizia è mutuabile a tutte le procedure pubbliche autorizzatorie, basti pensare alle specifiche autorizzazioni ambientali e alle autorizzazioni specifiche in ambito energetico. La Conferenza di servizi spesso da strumento di semplificazione si trasforma in una struttura di negoziazione senza fine”. Di fatto negli ultimi quindici anni i procedimenti si sono moltiplicati.

Secondo i professionisti tecnici, dunque, in primo luogo è necessario rivedere la classificazione delle leggi di vincolo e accentrare il processo di valutazione in un unico Ufficio che abbia le necessarie competenze. “E’ necessaria una riorganizzazione degli uffici tecnici di programmazione e istruttoria – ha detto Andrea Sisti, segretario del Pat e presidente del Consiglio nazionale dottori agronomi e dottori forestali. Anziché indire le Conferenze di servizi tra più enti, sarebbe necessario realizzare Uffici multidisciplinari in grado di affrontare i problemi”. A conclusione dell’incontro, i rappresentanti del Pat hanno confermato la disponibilità ad avviare un confronto con gli Uffici legislativi dei ministeri competenti, al fine di individuare misure che portino a una reale semplificazione dell’azione amministrativa.

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