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Libere professioni: il volume d'affari arriva a 196 miliardi

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La ricerca “Il valore sociale delle professioni intellettuali”, presentata nei giorni scorsi a Roma e commissionata al Cresme dal Comitato unitario delle professioni (Cup), raccoglie in 474 pagine e 27 schede tutti i dati sul mondo delle libere professioni. Ne emerge che il volume d’affari complessivo è pari a 196 miliardi di euro e il peso economico delle professioni si posiziona tra il 14,9 e il 15,1 per cento del Pil del Paese.

Le professioni risultano in continua crescita e hanno registrato, negli ultimi dieci anni, un aumento del numero degli iscritti di oltre un terzo. Anche il numero delle donne presenta un forte tasso di crescita, raggiungendo nell’area economico-giuridica, oltre il 40%.

Nel complesso, tra occupazione diretta – con 2,1 milioni di professionisti iscritti agli albi – e indotta si definisce un bacino occupazionale relativo alle professioni regolamentate stimabile in poco meno di 3,95 milioni di posti di lavoro, pari al 15,9% dell’occupazione complessiva, con l’8,5% di occupazione diretta e il 8,7% nell’indotto.

I 27 ordini professionali italiani contano oggi un numero di iscritti superiore a 2 milioni e 100mila, che si traduce, in media, in 35 professionisti ogni mille abitanti. La Lombardia, con quasi 303mila iscritti, è la regione con la maggiore presenza di professionisti, seguita da Lazio (236mila), Campania (200mila) e Sicilia (172mila).

La Valle d’Aosta è invece la regione con la maggiore incidenza di professionisti di area tecnica (14,7 ogni mille abitanti), seguita da Basilicata (14,5) e Molise (12,1). La  maggiore diffusione di iscritti alle professioni sanitarie si trova invece in Liguria (19,8 ogni mille abitanti), Lazio (19,7), Molise (18,9) e Sardegna (18,5).

Per l’area economico-sociale e giuridica il primato spetta al Lazio (11,7 ogni mille abitanti) per via di una presenza decisamente maggiore soprattutto di giornalisti (3,5 rispetto all’1,8 nazionale), avvocati (4,6 contro 3,3 nazionale) e consulenti del lavoro (0,7 contro 0,4). Fa seguito la Calabria, con 10,5 professionisti ogni mille abitanti, Campania (9,9) e Puglia (9,6).

Tra le professioni dell’area tecnica, il numero maggiore di iscritti agli ordini nel 2009-2010 si registra tra gli ingegneri (213.399), seguiti da architetti (142.035), geometri (111.145) e periti industriali (45.427). La professione più ambita risulta essere quella dell’ingegnere: tra il 2001 e il 2008 sono stati abilitati in media 17mila ingegneri all’anno. In media, tra gli ingegneri il 90% dei candidati agli esami di Stato ottiene l’abilitazione, mentre tra gli architetti si arriva al 50%. Nel complesso, tra il 2004 e il 2008 il numero di abilitati tra le professioni tecniche si è ridotto da 39.762 a 29.588 (-25,6%).

di O.O.

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