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L’inversione a U di Martina, la fresa da 4.500 tonnellate

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È stata eseguita con successo la prima rototraslazione di 180° della Tunnel Boring Machine (detta fresa “Martina”), che con le sue 4500 tonnellate è la fresa più grande al mondo per lo scavo meccanizzato di gallerie, attualmente impiegata all’interno dei lavori per la Variante di Valico, in particolare nel tunnel in carreggiata Nord (direzione Bologna) della Galleria Sparvo.

La complessa manovra di “inversione a U” è stata eseguita mediante la tecnica degli “Hovercraft”, lo spostamento dei cuscini d’aria, sviluppata dal settore Ingegneria del Gruppo Toto, responsabile dei lavori, in collaborazione con la ditta specializzata Palmieri.

Per effettuare la manovra è stata prima realizzata una piastra in cemento armato di circa 2.400 mq di superficie, livellata al laser fino a raggiungere una tolleranza di 1 mm x m. Sulla piastra è stata collocata una speciale laminatura metallica che ha consentito di effettuare in totale sicurezza le operazioni di spostamento della gigantesca testa fresante, alloggiata su un supporto progettato e realizzato ad hoc per l’operazione.

Alla base di questa “culla” è stato installato un sistema di 80 cuscini ad aria compressa, ha consentito alla struttura di essere sollevata e fatta scivolare sulla superficie realizzata, grazie ad un sistema di compressione che ha creato un sottile strato d’aria, in grado di eliminare l’attrito. In seguito due motrici ed altri automezzi di controllo della deriva hanno diretto la testa fresante verso la nuova camera di lancio; qui la Tbm, completata la sua rototraslazione di 180°, verrà assemblata nuovamente per procedere allo scavo della seconda galleria in direzione Sud. 

Si tratta di un’operazione che nessuna gru al mondo sarebbe stata in grado di realizzare in tempi così rapidi, dovuti ai numeri da record della fresa “Martina”: 15,62 metri di diametro di scavo (pari all’altezza di un palazzo di cinque piani), 130m di lunghezza complessiva, 4.500 t di peso, 192mq di area di scavo, per un valore di spinta pari a 39.485 t. Anche il suo prezzo è da record: oltre 65 milioni di euro investiti dal Gruppo Toto nel 2010, la più alta cifra mai spesa per un macchinario simile.

Il successo della rototraslazione non fa altro che confermare le previsioni sulle tempistiche formulate all’inizio dello scavo: giugno 2013 per il completamento dell’intera Galleria Sparvo.

 

V.R.

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