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L’Italia nelle retrovie per innovazione

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Declassati al 48 posto. Questa è la posizione che l’Italia occupa nella classifica internazionale del Global information technology report di quest’anno.

L’Italia è il solo tra i Paesi ad alto reddito a non occupare una delle prime 40 posizioni. La Spagna è 34esima, la Francia 18esima. Poco sopra di noi c’è l’Ungheria (46esima), il Cile (40esima), la Tunisia (39esima). Il podio, per capacità di innovare, spetta a Svezia, Singapore e Danimarca, mentre gli Stati Uniti sono soltanto quinti.

Questo è il risultato di un’ampia sottovalutazione del ruolo della tecnologia dell’informazione e della comunicazione che contrassegna la nostra politica economica, in contraddizione con quanto emerso dallo stesso vertice Ue, cui partecipa il governo italiano, che ha esortato i paesi ad agire rapidamente per migliorare la competitività.

"Il report conferma il continuo scivolamento del nostro paese verso posizioni di assoluto ritardo sull’innovazione tecnologica", così ha commentato il delegato di Confindustria per le tecnologie digitali per le imprese, Ennio Lucarelli, in merito al rapporto pubblicato a Ginevra dal World Economic Forum.

L’Italia, in controtendenza rispetto le altre nazioni europee, scende di tre posti, dal 45° al 48°, rispetto l’ultimo report, posizione ben distante ormai da quelle occupate da tutte le principali economie mondiali.

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