Osservatorio Oice-Informatel: gare di ingegneria e architettura ‘in recupero' a giugno | Ingegneri.info

Osservatorio Oice-Informatel: gare di ingegneria e architettura ‘in recupero’ a giugno

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Nonostante il recupero di giugno, oltre 57 milioni di euro per un +37,9% in valore su giugno 2012, il primo semestre del 2013 si chiude con un pesante -18,6% sul primo semestre del 2012. Sono questi, in estrema sintesi, i dati aggiornati al 30 giugno 2013 dell’Osservatorio Oice-Informatel.

Le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 341 (di cui 43 sopra soglia), per un importo complessivo di 57 milioni di euro (47,1 sopra soglia). Rispetto al mese di giugno 2012 il numero delle gare scende del 2% (+48,3% sopra soglia e -6,6% sotto soglia) e il loro valore cresce del 37,9% (+74,5% sopra soglia e -31,0% sotto soglia).

Molto negativo rimane il confronto tra il primo semestre del 2013 e quello del 2012: nei mesi di gennaio-giugno 2013 sono state bandite 1.940 gare per un importo complessivo di 205,5 milioni di euro che, rispetto ai primi sei mesi del 2012, crescono dell’1,1% nel numero (+5,8% sopra soglia e +0,7% sotto soglia) e calano del 18,6% nel valore (-23,5% sopra soglia e -5,8% sotto soglia).

Continuano a essere alti, seppure in diminuzione, i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a giugno, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2011 è al 39,1%, per quelle indette nel 2012 è al 34,4%. Il ribasso raggiunge il 52% nell’aggiudicazione della gara pubblicata dal comune di Marsala (TP) per la fornitura di servizi tecnici relativi alla gestione integrata e alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, interni ed esterni, in cui operano i dipendenti comunali, con un importo a base d’asta di 370.221 euro, aggiudicata per 176.928 euro.

Valutando il valore messo in gara per macro regioni è da notare che, nel primo semestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012, cresce solo il Centro, +182,6%; mentre sono in calo:  Meridione (-17,1%), Nord-ovest (-68,4%), Isole (-4,3%) e Nord-est (-49,4%). Il risultato del Centro è dovuto ai bandi pubblicati da stazioni appaltanti con sede nella Capitale ma che interessano tutto il Paese, ad esempio i bandi Consip.

Analizzando la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, è passato dalle 154 dei primi sei mesi 2012 alle 163 del 2013: +5,8%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un andamento simile a quello italiano: +6,9%. Rimane comunque sempre molto modesta, al 2,1%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 37,5%, Germania 14,7%, Polonia 7,7%, Gran Bretagna 4,8%.

Sempre in forte calo l’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme. Il valore messo in gara nei primi sei mesi del 2013 scende del 41,9% rispetto agli stessi mesi del 2012.

“I dati positivi di giugno sono importanti. Potrebbero significare una prima inversione di tendenza a seguito degli interventi del Governo dopo un semestre ancora in discesa ha commentato Luigi Iperti, vice presidente vicario Oice –. Purtroppo, invece, la domanda pubblica di ingegneria e architettura si mantiene sempre molto al di sotto delle potenzialità dell’offerta e delle necessità del Paese. Basta confrontarla con quella degli altri paesi europei. E inoltre, fino ad oggi, appaiono deludenti le risposte date su due temi fondamentali: pagamento degli arretrati e provvedimenti per l’internazionalizzazione. Sul primo punto il decreto 35 ha rappresentato una prima risposta ma assolutamente insufficiente perché la quota di arretrati è enorme e i 20 miliardi stanziati per quest’anno non risolvono nulla, data la gravità della situazione. Ormai molte imprese sono costrette a chiudere anche per il mancato introito dei crediti con le Amministrazioni. Sul secondo punto c’è un intervento immediato da effettuare ed è quello dell’eliminazione del contributo integrativo del 4% sul fatturato estero, che sta mettendo fuori mercato le nostre imprese e le nostre società”.

 

 

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