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Per gli appalti pubblici di ingegneria e architettura un gennaio da dimenticare

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Le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate a gennaio 2014 sono state 309, di cui 12 sopra sogli), per un importo di 15,4 milioni di euro – 5,8 sopra soglia, 9,7 sotto soglia -, il valore mensile più basso dal 1997.

È quanto emerge dall’aggiornamento al 31 gennaio dell’osservatorio Oice-Informatel che rileva, quindi, una brutta apertura d’anno per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura.

Rispetto al mese di gennaio 2013 il numero delle gare cala del 2,8% (-20% sopra soglia e -2% sotto soglia) e il loro valore del 21,9% (-30,7% sopra soglia e -15,5% sotto soglia). Risultano ancora troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a dicembre, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2012 è al 34,4%. Maggiori risultano i ribassi relativi alle gare indette nel 2013 che si collocano su una media del 35,8%.

Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, con riferimento alle gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 15 di gennaio 2013 alle 12 del 2014: -20%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo minore: -17,4%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai paesi europei, il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo l’1,4%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 38,4%, Germania il 19,4%, Polonia il 7,3%, Svezia il 6%, Gran Bretagna il 5%.

L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme – appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione -, è sempre in forte calo: il valore messo in gara nel mese di gennaio 2014 scende infatti del 19,1% rispetto allo stesso mese del 2013. In controtendenza gli appalti integrati che pur calando in numero, -3,4%, crescono nel valore, +12,4%.

“Il dato più preoccupante tra quelli rilevati dall’osservatorio in questo pessimo gennaio – ha dichiarato Patrizia Lotti, presidente Oice – riguarda le gare sopra soglia, quelle di importo maggiore, che sono superate in valore dalle gare sotto soglia; questo significa che mancano gli investimenti dello Stato nelle medie e grandi infrastrutture, nella riqualificazione urbana, nel risanamento ambientale, tutte cose di cui il Paese ha urgente bisogno”.

“Va poi evidenziato – continua Lotti – come una significativa quota di mercato sia sparita a causa da un lato della progettazione interna, svolta dagli uffici tecnici attraverso l’applicazione dell’incentivo del 2%, dall’altro in ragione della presenza di società in house costituite da enti locali e enti pubblici. Va poi considerata la presenza di strutture come le università e i centri di ricerca che acquisiscono da altri enti pubblici, in via diretta con accordi di collaborazione elusivi delle regole di mercato e del diritto europeo, importanti fette di mercato”.

“Il calo delle gare non può che essere legato anche all’innalzamento della soglia per affidamenti diretti da 20.000 a 40.000 e all’introduzione di procedure più flessibili e discrezionali fino a 100.000 euro, che hanno determinato fenomeni di parcellizzazione nel mercato oltre i 100.000 euro, che infatti negli ultimi quattro anni ha visto una contrazione del 40% nel numero di gare e del 25% in valore. Bisogna dare un segnale chiaro – ha concluso Patrizia Lotti – rilanciando il settore attraverso l’immissione di nuove risorse per gli investimenti in opere pubbliche e una maggiore terziarizzazione delle attività progettuali; allo stesso tempo occorre risolvere al più presto la gravissima situazione derivante dall’applicazione del contributo del 4% sul fatturato estero che sta portano molte strutture a delocalizzare quote importanti di manodopera professionale all’estero”.

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