Polisocial Award 2014: otto programmi di ricerca al servizio dello sviluppo sociale | Ingegneri.info

Polisocial Award 2014: otto programmi di ricerca al servizio dello sviluppo sociale

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Con il Polisocial Award, il Politecnico di Milano vuol promuovere un nuovo modo di intendere e applicare l’eccellenza universitaria, affiancando alla ricerca e alla didattica l’impegno sociale. Il programma di responsabilità sociale inaugurato nel 2012 dall’Ateneo, in collaborazione con la Fondazione Politecnico di Milano, ha eletto per questa edizione i suoi vincitori.

I progetti di ricerca a fini sociali di docenti e ricercatori del Politecnico milanese selezionati tra 15 finalisti saranno realizzati utilizzando i 500.000 euro raccolti dall’Ateneo con la campagna 5×1000. Una somma importante che viene restituita alla collettività tramite iniziative che coniugano ricerca, impegno e responsabilità e che coinvolgono diverse aree didattiche e tematiche.

Fra gli otto progetti vincitori del Polisocial Award 2014, “Campus” e “Abitare difficile” prendono come modelli di riferimento due zone della città di Milano, per studiare possibili interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione edilizia e inclusione sociale. “Campus” , ideato da Davide Fassi del Dipartimento di Design con Dastu, Dipartimento di architettura e studi urbani e Dig, Dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico, è stato pensato per avere una diretta ricaduta sul territorio della Zona 9 di Milano, coinvolgendo in un programma di orti condivisi due categorie sociali, i Neet (Not in education, employment or training) e gli Over75, con l’obiettivo di acquisizione di competenze per restituire o consolidare un ruolo sociale attivo.

Abitare difficile” ideato da Gabriele Pasqui del Dipartimento di Architettura e studi urbani (Dastu), si presenta come un “progetto pilota di coesione sociale e rigenerazione urbana per via Catullo a Milano”, una piccola strada situata nella periferia nord ovest di Milano, che soffre di un mix di problematiche, fra cui marginalità sociale, situazioni abitative precarie, degrado edilizio/ambientale.

Riguarda una diversa area multidisciplinare il progettoYoung and sustainable entrepreneurship in Egypt for a more inclusive society”, volgendo l’attenzione ai problemi che affliggono l’Egitto e altri paesi interessati dalle Primavere Arabe, giustificata anche dagli importanti legami che tali paesi intrattengono con l’Italia e l’Unione europea. Questo studio, condotto da Paola Garrone, del Dipartimento di Ingegneria gestionale punta a favorire la nascita di imprenditoria giovanile della Regione Middle East e North Africa (Mena) e di altri Paesi in via di sviluppo con un approccio basato sull’uso efficiente delle risorse naturali e finalizzato alla coesione sociale.

Il progetto richiede competenze economico-gestionali, coperte dal Dipartimento di Ingegneria gestionale e dalla collaborazione con Polihub, e competenze industriali e tecnologiche relative ai settori in cui si collocano le attività imprenditoriali sostenibili, primi tra tutti i settori dell’energia e dell’agro-alimentare.

Condotta da Paolo M.Ossi, del Dipartimento di Energia, la ricerca “Controllare l’epilessia nei Paesi in via di sviluppo” renderà disponibile nell’Hospital Central de Maputo in Mozambico, un apparato diagnostico robusto, di facile uso, portatile, per il dosaggio rapido e a basso costo della carbamazepina, il farmaco antiepilettico più usato in tale struttura, con cui si è stipulato un accordo di collaborazione per il test ospedaliero dell’apparato.

In linea con un programma di turismo sostenibile promosso dall’Unesco a favore  delle regioni montane dell’Asia meridionale e centrale, “PolimiForKarakorum” è uno studio  che punta a innestare il miglioramento delle condizioni di vita estremamente povere degli abitanti dei villaggi del nord del Pakistan attraverso la valorizzazione territoriale e lo sviluppo di un turismo di comunità. Condotto da Eleonora Bersani, del Dipartimento di architettura e studi urbani, questo studio favorirebbe uno sviluppo socio economico per arginare fenomeni di disgregazione sociale e ridurre il degrado ambientale e socioculturale.

Map for easy paths, progetto elaborato da Sara Comai del Dipartimento di elettronica informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano (Deib), ha come obiettivo lo sviluppo di un insieme di strumenti per l’arricchimento di mappe geografiche con informazioni relative alla percorribilità pedonale urbana da parte di persone con problemi di mobilità. La visualizzazione delle informazioni sulla percorribilità dei percorsi cittadini avverrebbe su smartphone/tablet. La proposta di progetto nasce come risposta a un bisogno espresso direttamente dalle persone con disabilità coinvolte nell’analisi dei problemi che li riguardano: potersi muovere in libertà nel contesto urbano senza limitazioni dovute a impedimenti che costituiscono una barriera architettonica.

Dal Dipartimento di scienze e tecnologie aerospaziali arriva la proposta firmata da Francesco Topputo per il progetto “Space Shepherd”. L’obiettivo è rilevare, monitorare e coordinare il soccorso ai migranti nel Mar Mediterraneo meridionale, migliorando la logistica complessiva di sbarco, che potrebbe essere previsto con largo anticipo, riducendo i costi associati al controllo delle navi migranti. Lo studio si propone di mettere a punto un sistema che integri i dati provenienti da diversi satelliti e strumenti e implementare algoritmi per il rilevamento automatico di barche.

“Spark”, acronimo di Solar photovoltaic adaptable refrigeration kit, ricerca condotta da Claudio Delpero del Dipartimento di architettura, delle costruzioni e ambiente costruito, prevede infine la realizzazione di un kit per l’autocostruzione di un sistema di refrigerazione economicamente competitivo, alimentato da energia solare fotovoltaica e facilmente assemblabile, destinato alle popolazioni della fascia tropicale dell’Africa, dove la prima causa di morte risulta ancora essere la mancanza di accessibilità a beni primari quali acqua potabile, alimenti non contaminati, medicinali conservati correttamente.

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