Pos obbligatorio, Inarsind: "Ingegneri e architetti, non applicate la prescrizione!" | Ingegneri.info

Pos obbligatorio, Inarsind: “Ingegneri e architetti, non applicate la prescrizione!”

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Ancora polemiche sul tema del Pos obbligatorio per i professionisti tecnici. In una nota ufficiale Inarsind, il sindacato degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, ribadisce il secco ‘no’ all’introduzione dell’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito e altri strumenti elettronici, previsto come misura anti-corruzione dal decreto “Cresci-Italia” e in vigore dal 1° gennaio 2014.

E Inarsind si spinge oltre il semplice ‘rifiuto’: il Presidente Salvo Garofalo ha infatti suggerito agli iscritti al sindacato di non applicare la nuova normativa: “Nessuna sanzione è prevista, perciò non c’è ragione di sopportare un ulteriore balzello”, spiega Garofalo.

“Si può immaginare”, chiede il Presidente, “un progetto pagato con bancomat o carta di credito? I nostri politici sanno che il fatturato medio del 60% di ingegneri e architetti è sotto i 25.000 euro? E che questi pagamenti sono distribuiti al massimo, per chi ha una clientela frazionata, in 20-25 movimenti all’anno? Sanno che gran parte dei clienti dei professionisti tecnici sono altri colleghi, aziende ed enti pubblici che prima acquisiscono la fattura e poi, molto tempo dopo, pagano quasi sempre con bonifici? Capiscono che quasi sempre la prestazione di un architetto o un ingegnere supera i 250 euro, che sono il limite usuale per una carta di debito? E che spesso superano i 1000 euro per cui il pagamento è già tracciabile?”.

“Purtroppo i Ministri del Governo Monti”, continua Garofalo, “almeno in questo caso, hanno legiferato senza conoscere i destinatari delle loro norme creando, nonostante i proclami, sempre più burocrazia, costi e incombenze. O forse, come qualcuno sosteneva, quello era davvero il governo delle Banche e delle Assicurazioni?”.

Le obiezioni sollevate, precisa il sindacato, non sono di certo finalizzate a ostacolare la lotta all’evasione, o più in generale l’introduzione di sistemi di pagamento elettronico. Tuttavia, sottolinea Garofalo, “l’introduzione del Pos obbligatorio ha senso solo nel commercio, e forse in alcuni servizi professionali ricorrenti come quelli sanitari”.

Al contrario il Pos obbligatorio per le professioni tecniche rischia di essere solo un ulteriore balzello. Per questo il sindacato ha proposto al Governo di tentare un’altra strada: “Se vuole davvero modernizzare i metodi di pagamento e ridurre l’evasione”, suggerisce Garofalo, “il Governo Letta cominci, di concerto con le Banche, a cui in questi anni tanto è stato dato, a offrire gratuitamente e a commissioni zero i Pos. Vedranno che il suo utilizzo, anche senza essere obbligatorio, si diffonderà come nelle altre nazioni, rapidamente ove realmente utile”.

La voce di Inarsind si va aggiungere ai molti altri allarmi giunti nelle scorse settimane, in una vera e propria corsa contro il tempo, con la novità normativa che diventerà operativa entro meno di un mese. All’annuncio fatto dalla Rete delle professioni tecniche, che aveva minacciato lo sciopero, ha fatto seguito il ‘no’ di Federarchitetti, che ha dichiarato di ‘considerare’ l’astensione dall’attività professionale. Un recente studio dell’Osservatorio della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha inoltre affermato che l’introduzione del sistema di pagamento con carte di debito anche per gli studi professionali frutterà al sistema bancario un utile di oltre due miliardi di euro all’anno (leggi di più qui).

Ma Garofalo non risparmia osservazioni anche sull’altro tema parecchio contestato di questi mesi, ovvero l’assicurazione obbligatoria: “Visto che il Governo Letta deve riparare agli sbagli del passato”, continua il Presidente di Inarsind, “sospenda l’obbligatorietà della assicurazione per i liberi professionisti consentendo un periodo (fino al 31/12/2014) di sperimentazione per le assicurazione, considerato che nella riforma delle professioni prestazioni, rischi, franchigie e i massimali in rapporto al fatturato non sono definiti e rischiano così di non tutelare né il committente né il professionista ma di fare gli interessi delle sole assicurazioni come si è visto in questi primi 5 mesi di applicazione dove abbiamo riscontrato massimali inconsistenti a fronte di pagamenti esosi. Il Governo decida quindi i massimali minimi e l’obbligatorietà per le assicurazioni di stipula come la Rca automobilistica”.

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