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Pos obbligatorio professionisti: il Cni commenta lo schema di decreto attuativo

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Arrivano dal Consiglio nazionale degli ingegneri i primi chiarimenti e le prime considerazioni sui contenuti dello schema di decreto attuativo elaborato dal ministero dello Sviluppo Economico in merito all’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti con carte di debito.

La circolare n.314 del 14 gennaio 2014 spiega che lo schema di decreto si compone di tre articoli: il primo elenca le definizioni utilizzate nel testo, il secondo definisce l’ambito di applicazione dell’obbligo e il terzo articolo ne disciplina la data di entrata in vigore e le disposizioni finali.

Il comma 1 dell’articolo 2 stabilisce l’importo minimo da cui scaturisce l’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito, precisando che esso “si applica a tutti i pagamenti superiori alla soglia minima di 20 euro”. Il comma 2 precisa poi che, per i primi sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, tale obbligosi applica limitatamente ai pagamenti effettuati all’interno dei locali destinati allo svolgimento dell’attività di vendita o di prestazione di servizio, ed esclusivamente nel caso in cui il fatturato del soggetto che effettua l’attività, per la parte riferibile alle sole transazioni con consumatori o utenti, è superiore a 300mila euro“.

Decorsi i sei mesi, il limite sarà ridotto a 200mila euro. L’articolo 3 dispone che il decreto entri in vigore dopo 120 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

“La prima valutazione degli ingegneri italiani – ha affermato Armando Zambrano, presidente del Cni – è positiva. La bozza di decreto, infatti, ha accolto tutte le richieste avanzate dalla Rete delle professioni tecniche, condivise dagli ingegneri. Il regolamento, ad esempio, si applica soltanto per le attività svolte all’interno degli esercizi e degli studi. Inoltre, la soglia di fatturato oltre il quale scatta l’obbligo è congrua ed è relativa soltanto ai servizi resi a consumatori ed utenti, non alle imprese e ai professionisti. Naturalmente occorrerà vigilare perché l’impostazione del provvedimento si mantenga sul tracciato dello Schema elaborato dal ministero dello Sviluppo Economico”.

Una volta ottenuto il parere favorevole da parte della Banca d’Italia, lo schema di decreto dovrà acquisire il concerto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Se anche quest’ultimo darà il via libera, potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. A partire da quel momento, l’entrata in vigore scatterà dopo centoventi giorni.

 

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