Prestazioni occasionali per iscritti a un albo: si puo' ma solo in via eccezionale | Ingegneri.info

Prestazioni occasionali per iscritti a un albo: si puo’ ma solo in via eccezionale

Nuovi chiarimenti del Centro studi Cni sulle prestazioni occasionali per gli iscritti a un albo, legittime solo se a carattere saltuario ed eccezionale

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Il Centro studi del Consiglio nazionale ingegneri (Cni) torna sul tema delle prestazioni occasionali per gli iscritti agli albi, dopo che un documento pubblicato all’inizio del 2015 aveva ingenerato tra i professionisti alcune perplessità.

“Si è ingenerato il dubbio”, afferma il Centro studi, “di un’apertura indiscriminata alle prestazioni occasionali quale strumento per eludere gli obblighi che derivano dallo svolgimento abituale di un’attività professionale. Interpretazioni erronee date al contenuto del documento, infatti, hanno inteso lo stesso come “allargamento” della possibilità di svolgimento del lavoro occasionale, in concomitanza di lavoro dipendente, senza limiti di tempo, di costo e di possesso di partita Iva”.

Ecco i nuovi chiarimenti del Centro studi Cni:

→ L’iscritto all’albo che non eserciti in modo abituale attività di lavoro autonomo, cioè che non eserciti lavoro autonomo con regolarità, sistematicità e ripetitività, può svolgere attività di lavoro occasionale, cioè un lavoro saltuario ed episodico, non svolto con ripetitività, eseguito prevalentemente in proprio senza vincolo di subordinazione con il committente, senza la necessità di avere partita Iva;

→ Per determinare l’occasionalità della prestazione non si può ricorrere ai limiti di tempo e di remunerazione imposti dalla normativa sul lavoro occasionale (che impone una durata massima di 30 giorni del contratto e un compenso che non superi 5.000 euro nell’anno solare), in quanto tali disposizioni non valgono per le professioni intellettuali, per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, secondo quanto espressamente previsto dal comma 3 dell’art. 61 del decreto legislativo 276/2003. In questo senso, e solo in questo senso, le prestazioni occasionali per gli iscritti all’Albo non hanno limiti di tempo e di remunerazione.

→ I limiti di tempo, di compenso e l’obbligo di possedere la partita Iva vengono meno solo nel caso in cui gli iscritti ad un Albo professionale non svolgano lavoro autonomo in modo abituale, regolare, sistematico e ripetitivo e che, nello stesso tempo, intendano svolgere una prestazione occasionale, ovvero una prestazione non ripetitiva, svolta una volta ogni tanto, senza vincolo di subordinazione con il committente e caratterizzata anche dall’elemento dell’episodicità.

→ Per determinare l’occasionalità della prestazione per un iscritto all’Albo occorre, quindi, valutare l’abitualità o meno della prestazione e la natura stessa della prestazione. La più recente giurisprudenza, ad esempio, ha considerato come reddito d’impresa (quindi attività svolta con abitualità) un importo di poco superiore a 3.000 euro poiché la prestazione si configurava come organizzata e composta di attività economiche tra loro collegate.

Il Centro studi include poi nella nota dieci domande poste dagli ingegneri iscritti all’Albo, ai quali risponde fornendo le interpretazioni rispetto a quanto affermato sopra.

Il documento è a disposizione qui.

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