Processo civile telematico e Ctu: cosa cambia dal 30 giugno | Ingegneri.info

Processo civile telematico e Ctu: cosa cambia dal 30 giugno

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Il Processo civile telematico (Pct) è il sistema del ministero della Giustizia che si pone l’obiettivo di automatizzare i flussi informativi e documentali tra utenti esterni (avvocati e ausiliari del giudice) e uffici giudiziari, relativamente ai processi civili.

Il Pct, in realtà, non è un nuovo tipo di processo civile caratterizzato da regole modificate, ma è più semplicemente l’introduzione di strumenti informatici nel tradizionale processo, con l’obiettivo di creare un’efficiente cooperazione telematica tra gli attori del processo stesso: istituisce, definisce e organizza le modalità attraverso le quali i documenti giudiziari in formato elettronico vengono prodotti, depositati, notificati, consultati e utilizzati dagli attori pubblici (personale di cancelleria, giudici, ufficiali giudiziari, Avvocatura dello Stato e delle amministrazioni pubbliche) e privati (avvocati, Ctu, Ctp e delegati alla vendita) coinvolti nel processo.

Sono il decreto ministeriale n. 44 del 21 febbraio 2011, come modificato dal dm 15 ottobre 2012 n. 209 unitamente al Provvedimento del ministero della Giustizia del 16 aprile 2014, che fissano le regole tecniche per l’adozione della telematica nell’ambito processuale; in pratica, il Processo civile telematico (Pct) consente al Ctu:

  1. di disporre di una casella di posta elettronica certificata, gestita dal Punto di accesso, (unico indirizzo telematico al quale il professionista riceve le comunicazioni e le notificazioni inviate dalla cancelleria e da altri soggetti del procedimento);

  2. la trasmissione telematica degli atti giudiziari civili;

  3. la consultazione degli atti processuali e dei provvedimenti;

  4. di richiedere ed ottenere copie di atti in formato elettronico.

Il Punto di accesso è il sistema hardware, software e middleware che permette di stabilire una connessione via internet con il sistema di controllo degli accessi al cosiddetto Dominio giustizia.

La connessione utilizza protocolli tali, da consentire la creazione di un canale di comunicazione sicuro e crittografato e il sistema di controllo accessi, è attivo direttamente sui server resi disponibili per il servizio ed è configurato per il riconoscimento dei certificati digitali emessi da uno degli Enti certificatori accreditati.

Per avere accesso al flusso telematico dei dati, il Ctu dovrà:

  1. acquisire da un certificatore accreditato la propria firma digitale, che sarà associata ai documenti informatici prodotti, essendone attestata l’integrità, l’autenticità e il valore legale (concretamente, si acquisirà una smart card o una business key utilizzabili da una qualunque postazione configurata);

  2. registrarsi come utente al Punto di accesso (Pda) dell’ordine di appartenenza (o convenzionato dall’ordine medesimo), unica interfaccia  del dominio giustizia per i soggetti abilitati esterni;

  3. attestare la propria casella di posta elettronica certificata per il Processo telematico (Cepctp) al Pda (l’indirizzo verrà inserito nel registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della Giustizia).

Gli atti del processo in forma di documento informatico non ammettono elementi attivi e devono essere redatti nei formati previsti dalle  specifiche tecniche pubblicate sul portale dei servizi telematici (pdf, .odf, .rtf, .txt, .jpg, .gif, .tif, .xml); sono consentiti i formati compressi, purché contenenti file nei formati prima citati.

La relazione del Ctu verrà quindi depositata per via telematica, come documento sottoscritto con firma digitale.

Con lo stesso mezzo, andranno allegati i documenti e le osservazioni delle parti o la copia informatica di questi, se gli originali sono stati prodotti su supporto cartaceo; in quest’ultimo caso, gli originali dovranno poi essere depositati in Cancelleria dal Ctu, nei termini previsti.

Particolare accorgimento, da rivolgere nei confronti delle dimensioni della “busta” degli elaborati da trasmettere, è quello di non superare i 30 MB, pena segnalazione di messaggio di rifiuto da parte del sistema.

Il deposito (atti sottoscritti con firma digitale) avviene tramite collegamento al Pda (di cui il Ctu è utente), il Gestore centrale esegue i controlli e invia l’attestazione di deposito alla mail certificata del professionista; la busta arriva al Tribunale, dove il cancelliere ne verifica il contenuto e ne accetta il deposito.

Gli atti sono così acquisiti automaticamente dal Sistema di gestione delle esecuzioni civili individuali e concorsuali, disponibili per il proseguo dell’iter giudiziario.

I legali fanno già largamente uso di questo processo e dal prossimo 30 Giugno, anche i Consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) sono chiamati ad affacciarsi a questa realtà, adottando gli strumenti telematici e informatici che gli permetteranno di rapportarsi con gli uffici giudiziari e le nuove modalità di lavoro.

L’autore


Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.
Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.
Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

Riferimenti Editoriali


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