Addio agli studi di settore, i professionisti equiparati a microsocietà | Ingegneri.info

Addio agli studi di settore, i professionisti equiparati a microsocietà

Con il Decreto fiscale è stato sancito il definitivo addio agli Studi di settore. Una buona notizia per gli ingegneri

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“L’addio agli studi di settore è sicuramente una buona notizia per gli ingegneri e in generale avvicina ad una visione di stampo europeista il mondo delle professioni”. E’ questo il commento di Roberto Orvieto, membro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in merito all’emanazione del recente decreto fiscale che mette la parola fine aglib. Al loro posto, ecco gli indicatori di compliance, nuovo strumento approntato dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per sottolineare l’importanza dell’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali.

L’indicatore di compliance è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se l’utente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità. Al professionista l’Agenzia delle Entrate comunicherà il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, in particolare quelle incoerenti. Il professionista sarà stimolato a incrementare l’adempimento spontaneo e a migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità.

“L’abbandono degli studi di settore – continua l’ingegner Orvieto – permette ai professionisti di equipararsi, in ambito fiscale, alle microimprese. In particolare renderà più flessibile il nostro operato, senza naturalmente sottrarci agli obblighi di legge, e allo stesso tempo renderà più facile dar vita a società tra professionisti. Al giorno d’oggi la categoria guarda sempre con maggior interesse il consociativismo tra diverse professionalità e l’indicatore di compliance permetterà in maniera più agevole di adempiere agli obblighi fiscali pur scegliendo tale soluzione lavorativa”.

Il nuovo indicatore sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività. Verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi:
– gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità;
– invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
– il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) con più informazioni e stime più efficienti;
– il modello di stima coglierà l’andamento ciclico senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (cd correttivi crisi);
– una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster.

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