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Affidamenti sotto soglia: Anac approva le linee guida

Anac approva le linee Guida n. 4, relative agli affidamenti sotto soglia. Analizziamole con l'aiuto del nostro esperto

linee guida anac 4
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Ai sensi dell’articolo 36 comma 7 del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo Codice Appalti, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), con proprie linee guida, prevede le modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti e migliorare la qualità delle procedure di gara per gli affidamenti al di sotto della soglia di rilevanza comunitaria.

Per tale ragione, sono state approvate dal Consiglio dell’Autorità con delibera n. 1097 del 26 ottobre 2016, le Linee Guida n. 4, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.

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Le modifiche rispetto al passato
L’ANAC ha apportato delle integrazioni/correzioni rispetto alla versione delle linee guida elaborata prima del parere del Consiglio di Stato.

Si tratta, da un lato, di modifiche di carattere stilistico, visto che per renderne più agevole la lettura ed evidenziare alcuni degli aspetti maggiormente salienti, sono stati inseriti dei box esplicativi.

Dall’altro lato, l’ANAC è intervenuta sul merito delle indicazioni dirette alle stazioni appaltanti, precisando che:

  • le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali ed esclusivi per gli appalti di lavori, forniture e servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria, rientranti nell’ambito definito dagli articoli da 115 a 121, applicano la disciplina stabilita nei rispettivi regolamenti, la quale, comunque, deve essere conforme ai principi dettati dal Trattato UE;
  • nel caso di avvio di una procedura per l’affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40.000,00 euro, non vi è più alcun riferimento allo svolgimento di una preliminare indagine da parte della stazione appaltante per individuare le soluzioni presenti sul mercato per soddisfare i propri bisogni e la platea dei potenziali affidatari, restando ferma la ricerca, in questo senso, di informazioni, dati e documenti;
  • sempre per le procedure di cui sopra, viene specificato il contenuto della determina a contrarre, atteso che, rispetto alla precedente versione, le linee guida richiamano l’inserimento della procedura che si intende seguire con una sintetica indicazione delle ragioni;
  • nel caso di affidamento al contraente uscente, avente carattere eccezionale, la stazione appaltante deve motivare la scelta anche in considerazione dell’effettiva assenza di alternative presenti sul mercato;
  • nei casi di affidamento di modico valore, ad esempio inferiori a 1.000 euro, o per affidamenti effettuati nel rispetto di apposito regolamento, la motivazione può essere espressa in forma sintetica;
  • – le amministrazioni possono dotarsi, nel rispetto del proprio ordinamento, di un regolamento in cui vengono disciplinate:
  1. le modalità di conduzione delle indagini di mercato, eventualmente distinte per fasce di importo;
  2. le modalità di costituzione dell’elenco dei fornitori, eventualmente distinti per categoria e fascia di importo;
  3. i criteri di scelta dei soggetti da invitare a presentare offerta.”;
  • la stipula del contratto, per le procedure negoziate di contratti di lavori di importo pari o superiore a 40.000,00 euro e inferiore a 150.000,00 euro e per l’affidamento di contratti di servizi e forniture di importo superiore a 40.000,00 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, può avvenire anche “mediante corrispondenza secondo l’uso del commercio consistente in un apposito scambio di lettere, anche tramite posta elettronica certificata o strumenti analoghi negli altri Stati membri.”.

Non può non essere ricordato che il Consiglio di Stato, mediante il parere espresso sulle linee guida in commento, ha rilevato che trattasi di indicazioni non vincolanti.

Pur essendo previste dall’articolo 36 comma 7 del Codice dei Contratti pubblici, infatti, le amministrazioni potranno discostarsi dalle indicazioni dell’ANAC fornendo adeguata e puntuale motivazione.

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