Al Congresso nazionale ingegneri una proposta sui compensi (ma non solo) | Ingegneri.info

Al Congresso nazionale ingegneri una proposta sui compensi (ma non solo)

Una delle proposte che saranno discusse al Congresso nazionale ingegneri di Palermo è di fissare per decreto i parametri minimi per i compensi. Ma tra i temi dell'evento c'è molto, molto altro

cover_congresso_ingegneri
image_pdf

Fissare tramite decreto i parametri minimi (validi anche per i committenti privati) per definire i compensi degli ingegneri, che siano equi, espressione della loro dignità e al contempo che rispettino gli standard Uni e Cei sul tema.

È questo, forse, uno dei punti cruciali, certamente più sentiti, che saranno al centro del Congresso nazionale degli ingegneri, la cui 61esima edizione sarà ospitata dalla città di Palermo dal 22 al 24 giugno 2016 sul tema “Officina Italia: Progettiamo il cambiamento”. Sotto questo ampio titolo si cela la riflessione sul ruolo centrale dell’Ingegneria nel processo di cambiamento che investe il Paese nei settori infrastrutture, infrastrutture digitali, medicina, robotica, mobilità, industria, che sarà al centro del dibattito congressuale.

1500 delegati degli Ordini territoriali, in rappresentanza dei 237.000 iscritti, tra ingegneri liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici, docenti universitari, provenienti da tutta Italia, si incontreranno per discutere sulla capacità della Categoria di incidere, attraverso l’attività svolta, sulla società migliorando le condizioni di vita e la sicurezza dei cittadini.
Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale degli ingegneri ha diffuso, tramite una circolare, il documento che viene di consueto elaborato nelle settimane precedenti e che racchiude i temi principali e le proposte che verranno dibattute durante la tre giorni palermitana (potete scaricarlo a questo link).
Oltre al punto sul compenso, di seguito, ecco elencati tutti i temi e le proposte che saranno discusse al Congresso nazionale degli ingegneri in sintesi.

Innovazione e professione digitale

Close-up of Team architects working on construction project in o

Il CNI dovrebbe per favorire la diffusione dell’innovazione:
• Potenziare e integrare i gruppi di lavoro esistenti a livello nazionale che trattano i temi dell’innovazione;
• incentivare la presenza degli Ordini Provinciali all’interno della Società Civile e negli ambiti tecnologici (ad.es incubatori d’impresa);
• a livello nazionale, entrare nelle commissioni dei Ministeri, nei Think Tank/Cluster (ad esempio Cluster Fabbrica Intelligente di Bologna);
• valorizzare le competenze degli ingegneri dipendenti nelle aziende private (prendendo ad esempio le Aziende di eccellenza nella valorizzazione degli ingegneri) al fine di mantenere un osservatorio permanente sulle tendenze dell’industria italiana;
• nel contest Scintille, focalizzarsi in maniera più ampia sulle innovazioni Business To Business (B2B) e meno sulle innovazioni Business To Consumer (B2C). Inoltre utilizzare il contest Scintille anche come momento “divulgativo” e di sensibilizzazione sul significato del Bim;
• Favorire un processo interno di “contaminazione” interdisciplinare tra i diversi settori dell’Albo finalizzato all’aumento delle conoscenze di tutti, anche attraverso l’analisi delle competenze degli iscritti per favorire l’incontro tra le diverse esigenze;
• Realizzare, in tal senso, un percorso comune/interdisciplinare in cui gli ingegneri civili-ambientali, industriali e dell’informazione facciano fattor comune, ognuno sulla base delle proprie competenze;
• Stimolare la partecipazione dell’ingegnere dell’informazione ai tavoli tecnici e istituzionali di scrittura del protocollo unico del nuovo processo digitale delle informazioni (BIM ed analoghi) perché l’ingegnere dell’informazione rappresenta il fulcro della sicurezza dei dati nell’epoca digitale;
• Promuovere l’utilizzo di linee guida (già predisposte, in corso di realizzazione, da realizzarsi) e la definizione di standard condivisi con le realtà pubbliche (Agid) e private del settore dell’informazione che siano di riferimento per la scelta e lo sviluppo delle buone pratiche perché l’ingegnere dell’informazione è il fulcro della sicurezza nell’epoca digitale;
• Promuovere una più assidua partecipazione dell’ingegnere dell’informazione ai tavoli istituzionali e tecnici del territorio ove vengono stabiliti i criteri e le modalità con cui l’innovazione deve entrare nella vita della società, del cittadino, delle imprese e della pubblica amministrazione per fare in modo che gli ingegneri siano protagonisti nella scrittura delle regole che governano l’innovazione.

Conoscenza, competitività, competenze nel mercato del futuro

Couple meeting architect to new house

• Interventi al fine di ridurre la discrezionalità degli atenei nel definire i propri percorsi formativi e degli studenti nel poter “costruire” il proprio piano di studi, così da ottenere da un lato una uniformità a livello nazionale, dall’altro una maggiore preparazione complessiva.
• Tutela degli ingegneri iuniores alla luce delle novità normative che semplificano l’accesso alla sezione B dell’albo degli ingegneri per le altre professioni tecniche.
• Coinvolgere il più possibile gli Ordini professionali per la creazione di una rete al fine di favorire il confronto, il dialogo, lo scambio di esperienze e l’ascolto di punti di vista diversi (anche con la creazione di una piattaforma digitale) anche con le altre professioni tecniche.
• Creare un sistema per il riconoscimento delle eccellenze, rendere chiare e visibili le competenze/skills e rinforzare, per una maggiore credibilità e diffusione anche a livello internazionale, il principio di certificazione delle competenze, attraverso un riconoscimento da parte terza, anche non ingegneri (ad esempio organismi riconosciuti ACCREDIA) per garantire un livello di certificazione in linea con le norme europee (UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012).
• Investire nella comunicazione e renderla un elemento centrale.
• Sfruttare l’opportunità costituita dall’obbligo dell’aggiornamento, cercando di aumentare la qualità della formazione continua.
• Predisporre iniziative mirate ad aumentare la consapevolezza della propria preparazione professionale in quanto ingegneri e attivarsi al fine di rendere sempre più visibile la figura professionale dell’ingegnere e il suo ruolo nella società.

Ambiente, sostenibilità e territorio

professional with mini lab in contaminated environment

• Per agevolare lo sviluppo della Smart City, realizzare una maggiore integrazione fra la progettazione urbanistica e le tecnologie dell’informazione (ICT), volta a una più ampia raccolta e a una più efficace analisi dei dati.
• Contribuire alla creazione di “reti intelligenti” di mobilità ed energia e al rafforzamento della regolazione automatica degli usi energetici delle città (Smart Grids), soprattutto attraverso l’analisi dei dati relativi ai consumi, agli spostamenti e ai flussi informativi dei cittadini.

• Valorizzare il Green Public Procurement (GPP) come strumento di qualificazione e innovazione ambientale per le imprese.
• In materia di GPP, introdurre adeguati percorsi di formazione professionale per le amministrazioni, i professionisti e le imprese, specialmente relativi all’attuazione dei “criteri ambientali minimi”, divenuti obbligatori ai sensi del nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. n. 50/2016).
• Attraverso l’azione promossa dal CNI, promuovere l’elaborazione di un Testo Unico sull’energia e la sicurezza, nonché di una legge nazionale sull’inquinamento luminoso, al fine di consentire una più efficace e omogenea applicazione di tali norme su tutto il territorio nazionale.
• Sempre grazie al contributo del CNI, ultimare le richieste di modifica al D.M. n. 37/2008 (riordino della disciplina in materia di installazione di impianti all’interno degli edifici), condividendo con la Rete delle Professioni Tecniche le posizioni già elaborate all’interno del Gruppo di Lavoro “Energia” del Consiglio Nazionale.
• Promuovere, grazie all’azione del CNI, progetti preliminari di recupero e riqualificazione urbana e di siti strategici o di pregio, sia coinvolgendo la pubblica amministrazione che ricorrendo agli investitori privati.
• Valorizzare l’ingegnere come figura centrale nella prevenzione e gestione del rischio ambientale “globale”, specialmente nelle attività rivolte alla pianificazione urbanistica e territoriale, anche attraverso forme di coordinamento con altre figure professionali.
• Rafforzare il ruolo “sociale” degli ingegneri, promuovendo, nei confronti della collettività, la cultura della sicurezza e della prevenzione del rischio ambientale, anche attraverso programmi didattici da condividere con le Scuole.
• Accrescere la flessibilità degli strumenti urbanistici vigenti, semplificando le procedure di modifica e adeguamento degli stessi alle mutate esigenze sociali, culturali ed economiche del Paese.

• Promuovere la riduzione del consumo del suolo, anche incentivando l’adozione di procedure di semplice adozione e attuazione.
• Promuovere un concetto di “rigenerazione urbana” di più ampia accezione, intesa come miglioramento degli spazi esistenti e dei livelli di urbanizzazione primaria e secondaria.
• Per favorire la riduzione dell’inquinamento atmosferico, promuovere l’istituzione di forme di monitoraggio “reale” delle emissioni in atmosfera prodotte dalle aziende, principalmente attraverso l’uso di strumenti di controllo quotidiano delle emissioni, da prediligere rispetto alle procedure di autorizzazione formale attualmente in vigore.
• Favorire la “demetanizzazione” delle abitazioni, anche attraverso l’utilizzo di pompe di calore alimentate con pannelli fotovoltaici e di fornelli a induzione.
• Promuovere, anche grazie all’azione del CNI e degli Ordini professionali, una maggiore informazione e un livello di formazione professionale più adeguato ai cambiamenti climatici in atto.

Manifattura 4.0: l’ingegneria alla sfida dell’innovazione e dell’efficienza

Skillful engineer

• Definire un quadro chiaro dello “stato dell’arte” della Manifattura 4.0 e della Digital Transformation in Italia elaborando, conseguentemente, una propria visione ed una propria posizione politica.
• Avviare rapidamente un’azione di indirizzo e di stimolo affinché i singoli Ordini acquisiscano maggiori competenze in materia di Manifattura 4.0 e Digital Transformation e diventino soggetti attivi nel proprio territorio di riferimento nelle relazioni con gli incubatori di innovazione quali FabLab (Fabrication Laboratory) e Innovation Lab, oltre con le Università e centri di ricerca, nella logica dell’Open innovation
• Rafforzare il proprio ruolo di interlocutore sia del Governo nazionale che in ambito europeo sulle tematiche e, soprattutto, sulla definizione delle policy in materia di Manifattura 4.0 e di Digital Transformation.
promuovere e sostenere percorsi di formazione continua in questo ambito specifico, in particolare divenendo parte attiva di piani formativi promossi da enti bilaterali, inserendosi, ove possibile, nel circuito dei Fondi interprofessionali ed operando attraverso la Scuola di formazione per l’ingegneria.
• porre in essere insieme agli Ordini, in modo uniforme e coordinato, un’azione incisiva legata al BIM, sia attraverso un percorso informativo che attraverso percorsi formativi
• Definire linee strategiche lungo le quali gli Ordini dovrebbero muoversi anche in una logica di riduzione del divario e delle distanze esistenti tra gli Ordini stessi ed ampi “segmenti” di ingegneri (specie quelli del settore industriale), che non riscontrando nel sistema ordinistico un punto di riferimento, non sono iscritti all’Albo.
• porsi come obiettivo di breve periodo una maggiore focalizzazione sul terzo settore (ingegneria dell’informazione) che sarà sempre più protagonista dei processi legati alla Manifattura 4.0 e della Digital Transformation, rafforzando l’impegno per la migliore definizione delle competenze professionali degli iscritti all’Albo
• riaprire, nelle sedi competenti, il dibattito ed il confronto sulla norma Uni 11621 riguardante le professioni non regolamentate e in particolare le parti 1, 2, 3, 4:2016 afferenti le figure professionali per l’ICT, in cui i laureati in ingegneria non sono protagonisti ma meri osservatori.

Professione Ingegnere – restyling dell’immagine dell’ingegnere

team portrait of scientists and engineers

• si propone lo Split Payment – dal lordo al netto cioè evidenziare al committente le diversi componenti che formano la nostra fattura. In questo modo dovrebbe apparire evidente che l’ingegnere riceve al netto circa la metà di quello che il committente esborsa. E si potrebbe risolvere anche il problema dell’anticipo delle imposte, in caso di mancato incasso.

Equo compenso
• L’equo compenso è espressione della dignità dell’ingegnere, ma deve essere strettamente legato a standard qualitativi minimi, per definire i quali si deve fare riferimento agli enti di normazione come UNI e CEI.
• Si propone, anche, che i parametri minimi (validi anche per i committenti privati) siano fissati per decreto, e che ci sia un controllo sulla qualità della prestazione erogata.
• Obbligo per ciascuna gara pubblica, di adottare la media dell’offerta economica per eliminare i massimi ribassi.

Ordini professionali
• Creare una organizzazione nazionale di rappresentanza che, in similitudine a quanto esiste già (il riferimento è all’associazione nazionale magistrati) abbia una funzione di forte presenza anche sindacale.
• Istituzionalizzare organismi regionali, con funzione di interfaccia politica a livello regionale e centralizzazione degli adempimenti a carico degli ordini territoriali.
• Ampliare le attribuzioni agli ordini territoriali anche utilizzando nuovi istituti di diritto privato -come le fondazioni o le associazioni- che consentano di fare tutto quello che oggi la legge, in teoria, non ci permetterebbe di fare.

Condividere per liberare energie e con queste energie rigenerare le funzioni dell’ordine
• condividere alcune funzioni -come le relazioni con l’Anac; la formazione; la gestione dell’albo- una serie di adempimenti che ci assorbono molto lasciandoci poco margine operativo
• erogare servizi comuni, strumenti che consentano di dedicarsi agli iscritti anche con azioni di supporto. Pensiamo ad un servizio di consultazione dei bandi; a programmi open source per la progettazione e per l’avvio del Bim.
• riportare il ruolo dell’ordine al centro della società, ad occuparsi di temi di rilevanza sociale quali l’acqua; l’energia; la casa; il dissesto idrogeologico , in una forma libera, e senza condizionamenti.

Federazioni Regionali
• le Federazioni devono rappresentare le istanze della categoria, ai tavoli regionali istituzionali. Devono avere come interlocutore privilegiato gli organismi regionali, ad un pari livello di competenza.
• nella Federazione devono essere rappresentati tutti gli ordini regionali.

• devono farsi portavoce degli interessi politici degli ordini territoriali e quindi coordinarne le necessità. Sono una sintesi delle volontà politiche degli ordini.
• Previo parere vincolante dell’AdP, le Federazioni devono essere istituzionalizzate.
• Il tutto senza ulteriori oneri a carico degli iscritti o degli ordini (le sinergie descritte prima porterebbero ad una ottimizzazione dei servizi e dei costi)

Copyright © - Riproduzione riservata
Al Congresso nazionale ingegneri una proposta sui compensi (ma non solo) Ingegneri.info