Iscrizione Albo Ingegneri: come si fa, quanto costa, quali vantaggi | Ingegneri.info

Come ci si iscrive all’Ordine degli Ingegneri

Guida ragionata (e sintetica) all'iscrizione all'Ordine degli Ingegneri: a che cosa serve, come si fa, quali sono le norme di riferimento e quali sono i vantaggi

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Tra il titolo accademico di  “Dottore o Dottore Magistrale in Ingegneria” e il titolo professionale di “Ingegnere”, è proprio il caso di dirlo, ci passa un’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri per esercitare la professione, sebbene non siano spesso chiari i limiti che contraddistinguono il titolo dall’abilitazione all’esercizio.

In questa guida, analizzeremo i titoli occorrenti, i passi da compiere, i costi e l’indirizzo scelto per svolgere la professione (dipendente o libero professionista) che portano i professionisti del settore all’iscrizione nell’Albo degli Ingegneri.

Un po’ di storia: cos’è l’Ordine degli Ingegneri?

L’Ordine degli Ingegneri, nella sua attuale  configurazione giuridica è stato istituito con la Legge n. 1395 del 24 Giugno 1923 dal titolo «Tutela del titolo e dell’esercizio professionale degli Ingegneri e degli Architetti» che nell’art. 2 recita “È istituito l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine degli Architetti iscritti nell’Albo di ogni Provincia”.

Fece seguito il Regio Decreto n. 2537 del 23 Ottobre 1925 «Regolamento per le professioni di  Ingegnere e Architetto» col quale si espresse lo spirito dell’Ordine, il cui scopo principale era quello di garantire ai cittadini che gli iscritti nell’Albo fossero abilitati ad esercitare la professione di Ingegnere e Architetto operando in piena regola e senza compiere abusi.

Di fatto gli Ordini si verranno a costituire nel 1926.  Da poco nati ed appena operanti, interviene su questi il Regio Decreto n. 2145 del 27 Ottobre 1927 «Norme per il conseguimento delle leggi e del regolamento sulle professioni di Ingegnere e Architetto con la legge sui rapporti collettivi di lavoro, perciò che riflette la tenuta dell’Albo e la disciplina degli iscritti», col quale l’ordinamento sindacale fascista trasformò gli Ordini in Giunte, espressioni delle Associazioni Sindacali di categoria e separò l’Albo degli Ingegneri da quello degli Architetti che, da quel momento, pur avendo legislazione in comune, avranno istituzioni differenti.

Dal 1927 in poi infatti, l’Albo degli Ingegneri e quello degli Architetti, istituirono i propri Ordini e Collegi Professionali, consistenti in Enti Pubblici posti sotto l’alta vigilanza del Ministero della Giustizia, costituiti per ogni Provincia ed aventi sede nel Comune capoluogo, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei propri iscritti, svolgendo quindi un’azione di vigilanza e di disciplina sugli iscritti a salvaguardia della professione da comportamenti in  contrasto con le norme del codice deontologico secondo cui ogni iscritto deve attenersi.

Cosa occorre per iscriversi all’Ordine degli Ingegneri?

A seguito del conseguimento del titolo accademico di Dottore in Ingegneria, conferito dagli Istituti Scientifici di Ordine Superiore autorizzati per legge a conferirlo, l’iscrizione all’Ordine degli ingegneri è subordinata al superamento dell’Esame di Stato per l’esercizio della professione di Ingegnere con conseguente conferimento dell’abilitazione allo svolgimento dello stesso, al pieno godimento, da parte del richiedente, dei diritti civili, ed alla dichiarazione da parte di quest’ultimo di non riportare o aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale, ai sensi della normativa vigente.

Bisogna inoltre far presente che occorre non essere iscritti o aver fatto domanda d’iscrizione all’Albo degli Ingegneri di altra Provincia, in quanto secondo l’art. 24 del R.D. n. 2537 del 23 Ottobre 1925, viene stabilito che “Non si può far parte che di un solo Ordine di Ingegneri e di Architetti”, imponendo a chi si trova già iscritto presso l’Ordine di una Provincia di richiedere il trasferimento dell’iscrizione in quello di un’altra previo presentazione e approvazione della domanda da parte dell’Ordine al quale il richiedente appartiene.

Col D.P.R. n. 328 del 5 Giugno 2001, recante le «Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti», con l’art. 2 riguardante la “Istituzione di sezioni negli Albi professionali” vengono istituite negli albi professionali, in corrispondenza al diverso livello del titolo di accesso ed in relazione al diverso grado di capacità e competenza acquisita mediante il percorso formativo, le seguenti 2 sezioni:

  • Sezione A, cui si accede, previo Esame di Stato, con il titolo di Laurea Specialistica;
  • Sezione B, cui si accede, previo Esame di Stato, con il titolo di Laurea.

Secondo l’art. 45 dello stesso D.P.R. n. 328 del 5 Giugno 2001, ciascuna sezione inoltre, è ripartita nei seguenti settori:

  • Civile e ambientale;
  • Industriale;
  • Dell’Informazione.

I titoli occorrenti all’iscrizione nell’Albo e più precisamente ad una delle suddette sezioni divise in settori (Classe di Laurea, Corso di Laurea Vecchio o Nuovo Ordinamento, Laurea Triennale, Specialistica o Magistrale), sono dunque vincolanti e legati allo specifico percorso formativo effettuato, non consentendo al professionista iscritto in un settore di esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o più altri settori della stessa sezione, ferma restando la possibilità di iscrizione a più settori della stessa sezione, previo superamento del relativo Esame di Stato.

Come effettuare e quanto costa l’iscrizione all’Albo?

Conseguito il titolo accademico ed il titolo abilitativo all’esercizio della professione di Ingegnere, l’iscrizione nell’apposito Albo avviene esclusivamente a seguito di domanda firmata dal richiedente e presentata alla Presidenza dell’Ordine Provinciale di appartenenza, redatta in carta da bollo ed allegando alla stessa la dichiarazione sostitutiva di certificazioni, la ricevuta di versamento per la tassa di concessione governativa, la ricevuta di versamento del contributo d’iscrizione e fotocopie del codice fiscale e del documento di riconoscimento.

I costi d’iscrizione all’Albo variano sensibilmente non solo tra i diversi ordini, ma anche all’interno del singolo ordine provinciale poiché in diversi casi sono previste variazioni dei costi in base al mese in cui è stata effettuata l’iscrizione ed agevolazioni per i neolaureati con età inferiore ai 35 anni, per le donne in attesa, per gli ultra settantenni. Escluso il versamento di € 168,00 per la “Tassa di Concessione Governativa” posto in egual misura per tutti gli ordini infatti, le quote d’iscrizione variano da 0 a 240,00 € portando la spesa totale per la sola iscrizione all’Albo professionale rispettivamente da 168,00 a 408,00 €.

A queste vanno inoltre aggiunte le spese da affrontare per sostenere l’Esame di Stato consistenti in un versamento pari a € 49,58 all’Agenzia delle Entrate quale “Tassa di ammissione agli esami di abilitazione” e di un ulteriore contributo tra i 60,00 ed i 450,00 € da versare all’Ateneo in cui viene sostenuto l’Esame alle quali si aggiungono, a seguito dell’apertura della partita IVA e qualora non si sia già iscritti ad altra cassa previdenziale, le spese per l’iscrizione obbligatoria ad Inarcassa  consistenti nella quota minima pari a € 1.038,00 per gli Ingegneri con meno di 35 anni.

Di fronte ad un tasso di successo all’Esame di Abilitazione alla professione di Ingegnere prossimo al 90%, l’ostacolo più consistente per coloro che intendono intraprendere la professione di Ingegnere risulta essere infatti di natura economica, stimando in base ad un’indagine svolta dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, una spesa media di € 1.713,00 tra Esame di Stato, iscrizione all’Albo e primi versamenti all’ente previdenziale Inarcassa.

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Quando occorre iscriversi all’Albo degli Ingegneri e quali vantaggi si hanno?

L’iscrizione all’Albo degli Ingegneri è soggettiva e vincolata alle attività che il singolo professionista intende intraprendere nella futura vita professionale influenzando la forma di contribuzione previdenziale a cui sarà assoggettato.

Sostenuto l’Esame di Stato, questo non ha alcuna scadenza e l’iscrizione all’Albo può avvenire in qualsiasi momento.

Occorre precisare però, che l’iscrizione nell’Albo professionale è obbligatoria per esercitare la professione ai sensi della L. n. 897 del 25 Aprile 1938 e del R.D. n. 2537 del 23 Ottobre 1925 ed imprescindibile per poter apporre la firma su un progetto e/o una consulenza effettuata.

Tra le attività per le quali essa è obbligatoria si citano ad esempio:

  • Progetto e Direzione Lavori di costruzioni civili e industriali per opere pubbliche o private in genere;
  • Progetto e Direzione Lavori di impianti e strutture;
  • Collaudo di costruzioni (per il collaudo statico è richiesta un’anzianità di iscrizione di almeno 10 anni);
  • Collaudo di impianti;
  • Richiesta di Concessioni Edilizie e D.I.A. (Denuncia Inizio Attività) per costruzioni e demolizioni;
  • Consulenza Tecnica d’Ufficio per il Giudice (C.T.U.).

Scelta esclusiva dunque, per chi vuole intraprendere la libera professione, l’iscrizione all’Albo risulta essere necessaria anche per chi è dipendente ma con funzione cardine nella progettazione, realizzazione e/o collaudo di un’opera.

Secondo l’art. 4 della succitata Legge n. 1395 del 24 Giugno 1923, infatti, “Le perizie e gli altri incarichi relativi all’oggetto della professione di ingegnere e di architetto sono dall’autorità giudiziaria conferiti agli iscritti nell’Albo. Le pubbliche amministrazioni, quando debbano valersi dell’opera di ingegneri o architetti esercenti la professione libera, affideranno gli incarichi agli iscritti nell’Albo”.

Restano infine, ma non per questo meno importati, da specificare i vantaggi dell’iscrizione presso l’Albo professionale. In considerazione dell’importanza che riveste un corretto esercizio della professione per la collettività e per la categoria, gli Ordini infatti, offrono diversi servizi utili ad aiutare concretamente il professionista costituendo il riferimento dell’industria di riferimento locale, delle istituzioni e del pubblico ed offrendo un servizio di costante informazione agli iscritti e talvolta l’istituzione di commissioni tematiche per settori di particolare interesse.

Vigilando inoltre, alla tutela dell’esercizio professionale e alla conservazione del decoro dell’Ordine, reprimendo gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio della professione, si può affermare che la ragione d’essere di un Ordine professionale è duplice: da un lato, volta alla tutela degli iscritti e dall’altro, proprio attraverso la difesa della professionalità, volta alla tutela della collettività.

Quando l’iscrizione a Inarcassa risulta obbligatoria?

Qualora si scelga di svolgere la libera professione, consistente in un rapporto lavorativo in cui il professionista presta un servizio nei confronti di un committente dietro pagamento di un corrispettivo con libertà gestionale ed organizzativa, questo deve versare i contributi ad Inarcassa quale ente previdenziale di riferimento.

Inarcassa infatti, in quanto Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, assicura la tutela previdenziale degli Ingegneri ed Architetti che svolgono la libera professione e non godono di altra copertura assicurativa.

Trattandosi di previdenza di primo pilastro, l’iscrizione a Inarcassa non è né facoltativa, né volontaria, bensì costituisce un obbligo che insorge al verificarsi di condizioni oggettive, date dal possesso di requisiti specifici quali l’iscrizione all’Albo professionale, il non assoggettamento ad altra forma di previdenza obbligatoria ed il possesso di partita IVA individuale, e/o di associazione o società di professionisti.

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Normative di riferimento per l’Ordine Professionale:

L’Ordine professionale, in quanto ente pubblico non economico avente la finalità pubblicistica di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti è regolamentato dai seguenti provvedimenti, sotto elencati in ordine cronologico:

  • Legge 24 giugno 1923 n. 1395, recante “Tutela del titolo e dell’esercizio professionale degli Ingegneri e degli Architetti”;
  • R.D. 23 ottobre 1925 n. 2537, recante “Approvazione del regolamento per le professioni d’ingegnere e di architetto”;
  • Legge 25 aprile 1938 n.897, recante “Norme sulla obbligatorietà di iscrizione negli albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli albi”;
  • D.L. Luogotenenziale 23 novembre 1944 n.382, recante “Norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni centrali professionali”;
  • D.L. Presidenziale 21 giugno 1946 n. 6, recante “Modificazioni agli ordinamenti professionali”;
  • D.M. 1 ottobre 1948, recante “Approvazione del regolamento contenente le norme di procedura per la trattazione dei ricorsi davanti al Consiglio Nazionale degli Ingegneri”;
  • D.P.R. 5 giugno 2001 n.328, recante “Modifica ed integrazione della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”;
  • D.L. 8 luglio 2005 n.169, recante “Regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi di ordini professionali”;
  • D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137, recante “Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148”.

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