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Alternanza scuola lavoro nello studio tecnico: la guida

Quali sono le regole e i requisiti per ospitare studenti all’interno di studi professionali e imprese?

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La legge n. 107/2015 (la Buona Scuola), in linea con il principio della scuola aperta, ha introdotto il concetto di alternanza scuola-lavoro già ampiamente diffuso in altri stati europei, un esempio su tutti la Germania. Riguarda gli studenti dell’ultimo triennio dei licei, per i quali sono previste 200 ore, e degli istituti professionali con 400 ore. Le ore di alternanza sono a tutti gli effetti ore di lezione e possono essere svolte in classe, con visite guidate e con “stage” in aziende. Questo in corso è il secondo anno dell’alternanza e finora quasi un milione di studenti, tra paritarie e statali, è stato coinvolto.

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Quali sono gli scopi?
Questo, è spiegato al comma 33 della legge 107, «al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti»; gli scopi principali sono, quindi:
• L’acquisizione di nuove competenze da parte degli studenti
• La riduzione della disoccupazione giovanile
• Creare delle sinergie tra le imprese e mondo della scuola al fine di migliorare il pacchetto formativo in funzione di quello che poi che gli studenti andranno a trovare nel mondo del lavoro.

Quali sono le figure coinvolte?

Non solo le imprese e le aziende ma anche le associazioni sportive di volontariato enti culturali istituzioni e ordini professionali possono accogliere gli studenti e sviluppare questo scambio interculturale e intergenerazionale che si vuole raggiungere.
La scuola nomina un tutor interno che si relazionerà con il tutor esterno fornito dall’azienda ospitante e insieme accompagneranno lo studente nel suo percorso formativo.

I vantaggi per chi ospita uno studente?
Fare alternanza significa lavorare insieme alle scuole sulle competenze dei ragazzi per formare il capitale umano del futuro, si riduce così il mismatch tra domanda di lavoro e offerta formativa e in questo modo le aziende potranno trovare più facilmente le figure professionali di cui hanno bisogno.
Inoltre, aprire le porte agli studenti significa farsi conoscere da loro dai loro insegnanti dalle loro famiglie fornendo, di fatto, una visibilità sul territorio privilegiata.
L’alternanza scuola-lavoro assolutamente non è obbligatoria per le imprese tuttavia supportare le scuole nella progettazione dei percorsi didattici, è di grande importanza per il futuro dei giovani e del paese.

Come fare per ospitare uno studente?
Per ospitare gli studenti bisogna disporre di:
• Spazi adeguati, quindi privi di barriere architettoniche
• Attrezzature in regola con le norme vigenti in materia di verifica e collaudo tecnico
• Competenze professionali per la realizzazione delle attività, garantendo la presenza di un tutor anche esterno all’azienda.
Tutti i requisiti dovranno essere indicati nel testo della convenzione e saranno accertate dalle scuole stesse, l’unico onere a carico dell’azienda è garantire la presenza di un tutor che affiancherà lo studente mentre non sono a carico dell’azienda, ma competono alla scuola:
• I costi dei trasporti degli studenti dalla scuola all’azienda
• Formazione generica sulla sicurezza
• copertura assicurativa INAIL
• La polizza per la responsabilità civile verso terzi
Ci sono più strade per fare incontrare la scuola con le imprese:
• Le scuole possono cercare direttamente le imprese attraverso il registro nazionale per l’alternanza istituito presso le Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura o possono mettersi in contatto direttamente
• Le imprese o gli enti possono rivolgersi direttamente alle scuole per dare la loro disponibilità ad accogliere uno studente
• Gli studenti stessi possono indicare delle aziende all’interno delle quali vorrebbero fare questo percorso (purché non siano familiari)
Poiché la legge attribuisce agli studenti in alternanza lo status di lavoratore e l’azienda deve metterli in regola da tutti i punti di vista e attraverso l’adozione di dispositivi di protezione individuale (anch’essi a carico della scuola) e l’individuazione dei rischi specifici nel documento di valutazione dei rischi aziendali.
Le aziende non hanno l’obbligo di comunicare al centro per l’impiego l’avvio dei tirocini promossi dalle scuole a favore dei propri studenti.

Come si attivano i percorsi di alternanza?
I percorsi di alternanza si attivano con la firma della convenzione tra scuola e impresa e del progetto formativo del singolo studente. Nella convenzione sono definite le rispettive responsabilità, la durata dei percorsi, gli orari, i principali contenuti formativi, il nome del tutor scolastico e del tutor aziendale. Nel progetto formativo, da allegare alla convenzione, si riportano nel dettaglio le attività formative di ciascun studente.
I percorsi di alternanza andrebbero progettati assieme alle scuole tenendo conto delle competenze che s’intendono fare acquisire allo studente e dovrebbero essere triennali, riguardando tutto il periodo in cui ragazzo sarà impegnato prima in momenti di preparazione in aula e poi i momenti in azienda, infatti, l’ideale è che gli studenti non entrino in azienda al terzo anno ma al quarto.
Il monte ore è distribuito a discrezione della scuola e quindi impiegato per attività di simulazione d’impresa, formazione sulla sicurezza, moduli di approfondimento del tessuto industriale e attività delle aziende del territorio, il tutto svolto all’interno della scuola e infine con esperienza sul campo (in genere almeno 160 ore) che si sviluppano con uno stage in azienda.

Quali sono i risultati del progetto?
A fine percorso si avvia la fase di valutazione che permette di rilevare le competenze conseguite dello studente durante il percorso che sono certificate dalla scuola sulla base dei report di valutazione. A valutare sono dirigente scolastico e il rappresentante legale dell’azienda e come risultato vengono prodotti dei crediti che sono validi ai fini dell’esame di Stato.

Per ulteriori dettagli il MIUR e CONFINDUSTRIA hanno prodotto delle guide pratiche che approfondiscono l’argomento.

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