Amalia Ercoli Finzi: parla la prima donna ingegnere aeronautico d’Italia | Ingegneri.info

Amalia Ercoli Finzi: parla la prima donna ingegnere aeronautico d’Italia

“C’è vita nell'universo”: intervistiamo Amalia Ercoli Finzi, prima donna a divenire ingegnere aeronautico in Italia e Principal Investigator della missione spaziale “Rosetta”

Amalia Ercoli Finzi - courtesy of Regione Piemonte
Amalia Ercoli Finzi - courtesy of Regione Piemonte
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di Fabrizio Aimar

Intervistiamo Amalia Ercoli Finzi, prima donna a divenire ingegnere aeronautico in Italia e, dal 1961, attiva nell’esplorazione dello spazio. Consulente scientifico di NASA, ESA e ASI, professoressa emerita e già Direttrice del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico di Milano, è stata Principal Investigator della missione spaziale “Rosetta” sulla cometa”67P/Churyumov-Gerasimenko” (2004-2016). Ospite d’onore alla manifestazione “Dopo l’UNESCO, Agisco!” indetta da Regione Piemonte per premiare le eccellenze del sito seriale UNESCO “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, a lei chiediamo di più sull’importanza di andare su Marte, tra certezze ed incognite scientifiche. Ad oggi sul “Pianeta Rosso” si sono susseguite 43 missioni esplorative a partire dalla prima russa del 1960, collezionando purtroppo ben 27 fallimenti.

Lei, Margherita Hack e Samantha Cristoforetti: tre eccellenze al femminile di ingegnere aerospaziale, astrofisica e astronauta che hanno dato lustro all’Italia. Qual è il ruolo della donna nel campo dell’esplorazione planetaria?
Le donne partecipano alle missioni di esplorazione planetaria con grandissimo successo. A noi è mancata recentemente Angioletta Coradini, che era una grandissima planetologa e che ha avuto la responsabilità di missioni importanti per l’esplorazione dei pianeti. Quindi, le donne possono fare non solo quanto fanno gli uomini, ma soprattutto hanno delle doti di inventiva e di fantasia che spesso agli altri mancano.

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lectio Amalia Ercoli Finzi - courtesy of Regione Piemonte

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Elon Musk, con il programma “SpaceX”, intende offrire la possibilità di vivere stabilmente nella “Mars Valley” (Mawrth Vallis) a circa 1 milione di persone, entro 100 anni a partire dal 2024. Tra le operazioni che si intende condurre per rendere abitabile Marte, vi è il processo di terraformazione e l’uso di droni per la ricerca di acqua superficiale. Lei cosa consiglia a chi intenda impiantare tale colonia marziana, sulla base della conoscenza diretta che lei ha del Pianeta “Rosso”?
Alcune di queste cose sono di fantasia. Però si possono fare. Cioè, non è assolutamente impossibile fare cose del genere. Noi però, per arrivare a Marte, abbiamo ancora da superare grandissimi ostacoli. Uno, sostanzialmente, è la resistenza alle radiazioni, cosa che non sappiamo fare. Tenuto conto che la missione su Marte richiede 2 anni, bisogna imparare a vivere altrove per 2 anni. Certamente ci vorrà il terraforming, perché bisognerà produrre sul posto, cosa che stiamo imparando a fare con le stazioni spaziali. Sulle stazioni spaziali si è prodotto fiori e verdure, come l’insalata, che pare venga piuttosto bene. Soprattutto la lattuga cinese. Io non l’ho provata, ma sembra che venga molto bene!

“Curiosity”, nel 2014, aveva rilevato significativi incrementi temporanei delle concentrazioni di metano nell’atmosfera marziana, ma al momento non vi sono evidenze che indichino che ciò sia imputabile a processi biologici. Vi sono aggiornamenti in merito e lei crede sia esistita vita su Marte, anche solo in forma microbiologica?
Ci sono novità in merito, nel senso che l’Europa ha mandato una sua missione, “ExoMars”, proprio per questo. “ExoMars” prevedeva due attività: la parte orbitale e la parte in landing. Landing non ha funzionato, però l’orbiter sta ancora funzionando, anzi è in attività per raggiungere l’orbita finale per potersi disporre bene attorno a Marte. Bene, l’obiettivo è proprio la ricerca del metano nell’atmosfera di Marte. E siccome c’è più metano di quanto dovrebbe esserci, tenuto conto del decadimento delle rocce e così via, forse non è detto… ma certamente non dobbiamo aspettarci gli omini verdi con le antenne, però a livello di microbi speriamo.

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lectio Amalia Ercoli Finzi - courtesy of Regione Piemonte

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Lo spazio sembra offrire alcune delle incognite più affascinanti per il mondo della scienza e per l’immaginario collettivo, come quella relativa ai buchi neri e alla presenza di forme di vita intelligente. Relativamente a questi due temi, quali risposte si aspetta lei dallo spazio?
Per i buchi neri, adesso ci stiamo avvicinando con un satellite splendido a quella che è la “frontiera degli eventi”. L’”orizzonte degli eventi” sta attorno al buco nero e lì non sappiamo cosa c’è. Lì è tutto da scoprire. D’altra parte, già la rivelazione delle onde gravitazionali è stata non solo una grandissima prova della relatività, ma anche una grandissima scoperta di uno strumento che può darci informazioni sul passato del nostro universo. Per la vita intelligente, guardi, dal punto di vita statistico è sicuro che c’è vita nell’universo. Che sia poi intelligente, io lo spero, soprattutto più intelligente di noi!

Per concludere, pare la NASA intenda arrivare su Marte con un equipaggio umano entro il 2039, per un costo complessivo di 100 miliardi di dollari. Alla luce di tale cifra, questa missione sembra essere del tutto strategica, se paragonata all’urgenza di risoluzione dei problemi che attualmente affliggono la Terra. La colonia marziana intende, dunque, essere qualcosa di più di una semplice comunità terrestre ridislocata, una sorta di “piano B” per l’esistenza umana?
Intanto, quando si parla di così grandi cifre, ci si dimentica che queste sono diluite nel tempo e sulle persone. Se lei pensa che siamo 7 miliardi di persone, o più, sulla Terra e se ciascuno contribuisse con piccole cifre… E’ quello che è successo con Rosetta: Rosetta è costata, praticamente, un caffè all’anno per ognuno degli abitanti europei. Questo per dire che le cifre non ci devono spaventare. Il problema è avere le idee chiare di quello che si vuol fare. Ora, certamente arrivare su Marte con una colonia, o un equipaggio… La presenza dell’uomo è molto diversa da quella robotica, e quando dico l’uomo dico uomo e donna, perché io fatto iscrivere un equipaggio di 7 persone, di cui 4 donne! Questo ci tengo a dirlo. La presenza umana è la presenza intelligente. E quindi, sono convinta che noi impareremo moltissimo, o meglio, voi imparerete moltissimo!

Per saperne di più sul programma spaziale di esplorazione di Marte condotto dalla NASA
Per saperne di più sul programma spaziale “SpaceX” di Elon Musk

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