Politecnico di Milano, in corsa verso il futuro | Ingegneri.info

Politecnico di Milano, in corsa verso il futuro

Un'istituzione universitaria capace di dialogare in maniera attiva con le imprese e con l'Europa: al Polimi cerimonia d'inaugurazione del 156° anno accademico

Polimi_Inaugurazione_1
image_pdf

Il Politecnico di Milano è ai vertici, in maniera stabile, della formazione accademica in Italia, ha ottenuto 111 milioni di euro dalla Commissione Europea per attuare numerosi progetti di ricerca nell’ambito del programma Horizon2020, punta ad avere 31 docenti internazionali per i quali è stato avviato il reclutamento, 10 nuove cattedre in collaborazione con le imprese, 60 milioni di euro per un fondo di venture capital per le startup, 1 milione e mezzo di euro dagli Alumni e 13.000 annunci di placement in un solo anno. Da ingegneri e architetti che formano parte dei professionisti tecnici del futuro prossimo italiano, i numeri sono tanti e spiegano la voglia del Politecnico di Milano, nell’inaugurazione del suo 156° anno accademico di migliorarsi sempre di più.

Politecnico di Milano, bisogna premiare il merito

Il Magnifico Rettore del PoliMi, Ferruccio Resta, ha ricordato come l’inaugurazione dell’anno accademico non serve solo a celebrare i successi dell’istituzione universitaria ma anche a “Riconoscere il merito di una comunità che si estende anche fuori dalle nostre aule, in cui il tutto è più della somma delle parti. I nostri traguardi sono il risultato del lavoro dei nostri ricercatori e dello scambio continuo con chi, dalla città alla Regione, dalle istituzioni alle imprese, condivide con noi i progetti per il futuro”.

L’appello del Politecnico non lascia dubbi: basta nascondersi dietro ad alibi. È tempo di premiare il merito. Alle istituzioni centrali chiede il coraggio di scegliere, “l’onestà di accettare che esistono realtà che possono, anzi devono, essere competitive a livello internazionale e altre che sono votate a soddisfare esigenze locali. – continua Resta – Non possiamo mortificare le prime e non far crescere le seconde. Serve riconoscere e valorizzare le differenze e ciò vale non solo per le Università ma anche per tante altre istituzioni e territori italiani.

Non uno sfogo, ma un invito a disegnare progetti ambiziosi, a condividere mete e responsabilità. “Un ringraziamento a chi condivide l’impegno nel disegnare il futuro delle nuove generazioni e consente alla comunità politecnica di crescere sempre più forte – prosegue Resta – a chi crede nel potenziale di questa unione e nel valore della competenza, a chi a una società del diritto risponde con una società del dovere, per passare dal ‘si può fare’ al ‘si deve fare’”.

Alla cerimonia di inaugurazione del 156° anno accademico hanno partecipato numerosi rappresentanti  istituzionali: Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni culturali, Fabrizio Sala, Vicepresidente della Regione Lombardia e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Un momento dell'Inaugurazione del 156° Anno Accademico del Politecnico di Milano foto di Matteo Bergamini, © Lab Immagine Design POLIMI (progettazione, produzione e gestione di prodotti comunicativi) Dipartimento di DESIGN, Politecnico di Milano – 02-2399.7805/06 - labimmagine-design@polimi.it

Un momento dell’Inaugurazione del 156° Anno Accademico del Politecnico di Milano
foto di Matteo Bergamini, © Lab Immagine Design POLIMI

Il Politecnico e Milano

Il discorso del Rettore è proseguito citando i principali attori di questo ecosistema virtuoso.

Innanzitutto la città di Milano, con la quale sono in corso progetti di riqualificazione di quartieri e aree cittadine, per il lancio della connettività 5G, oltre che collaborazioni con le altre Università, l’Accademia di Brera, la Veneranda Fabbrica del Duomo, il Piccolo Teatro, la Triennale, la Camera di Commercio…
Partner fondamentale è anche Regione Lombardia dalla quale, negli ultimi tre anni, sono arrivati contributi significativi per la ricerca pari a circa 17 milioni di euro, e per la realizzazione del nuovo Campus di Architettura a Città Studi concepito da Renzo Piano.
Fondamentali le alleanze con il sistema universitario nazionale e mondiale. “Stiamo lavorando – ha spiegato Resta – per avviare nuovi programmi di formazione con l’Università degli Studi di Milano e con Humanitas University. A Palazzo Italia sono già attivi i primi ricercatori del nuovo dottorato di ricerca in Data Analytics and Decision Sciences, per essere pronti al nuovo centro Human Technopole. Con l’Università Bocconi abbiamo lanciato il Corso di laurea magistrale in Cyber Risk Strategy and Governance”.

In Europa, il Politecnico riesce ad acquisire dalla Commissione Europea un totale di 111 milioni di euro nel programma Horizon 2020. È così che importanti ricercatori decidono di venire al Politecnico portando con sé i fondi ricevuti dall’Europa: l’Ateneo oggi ospita 22 progetti finanziati dall’European Research Council (ERC). Solo quest’anno l’Ateneo ha avviato il reclutamento di 31 docenti internazionali provenienti per oltre la metà dalle migliori università del Continente.

Il rapporto con il mondo del lavoro

Un ruolo sempre più vitale è quello svolto dalle imprese con cui il Politecnico continua a stringere accordi e partnership – ENI, ASI, STM Microelectronics, Vodafone, ABB, Maire Tecnimont, Brembo e FS Ferrovie Italiane sono solo alcuni esempi – e dalle startup. Nel 2017 il Technology Transfer Office ha raccolto oltre 1.400 idee e depositato 80 brevetti, mentre l’incubatore PoliHub ospita oggi 117 startup ed è riconosciuto come terzo incubatore universitario al mondo. Nel quartiere milanese di Bovisa si sta potenziando un vero e proprio distretto di innovazione che ospita la Tsinghua University e dove, entro dicembre, sorgerà il nuovo Competence Center per le trasformazioni digitali d’impresa, con la partecipazione diretta di oltre 42 aziende.

Da non dimenticare i programmi di responsabilità sociale e cooperazione. Attraverso le quattro edizioni di Polisocial Award (2013-2017) i fondi del Politecnico impegnati per la ricerca scientifica ad alto impatto sociale ammontano a circa 3 milioni di euro, di cui 2 erogati attraverso il contributo 5×1000. Rientra nelle azioni a forte impatto sociale anche il programma POP – Pari Opportunità Politecniche, che l’ateneo ha finanziato con 500.000 euro, per garantire un ambiente di studio e lavoro che rispetti le identità di genere, così come le attività dell’Alta Scuola Politecnica (55 progetti ad alto impatto sociale negli ultimi tre anni).

Ultima, ma non meno importante, la comunità dei laureati che portano alto il nome del Politecnico di Milano nel mondo e che, allo stesso tempo, restituiscono all’Ateneo parte del loro successo. Da loro un contributo annuo di circa 1,5 milioni di euro oltre a idee, proposte e progetti.

Copyright © - Riproduzione riservata
Politecnico di Milano, in corsa verso il futuro Ingegneri.info