Ape a 30 euro l’uno: un nuovo bando pubblico svaluta i tecnici | Ingegneri.info

Ape a 30 euro l’uno: un nuovo bando pubblico svaluta i tecnici

98 attestati di prestazione a 30 euro l’uno: l’avviso pubblico di un Aler scatena una nuova bufera sulla svalutazione delle competenze. Parliamo con gli ingegneri che hanno fatto diventare l’annuncio virale

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Com’è possibile redigere 98 attestati di prestazione energetica a 30 euro cadauno…?”: è questa la domanda – probabilmente destinata a rimanere senza risposta adeguata – che si stanno ponendo molti ingegneri italiani in questi giorni sulla rete, dopo che un ente pubblico (l’Aler di Pavia e Lodi) ha pubblicato un avviso destinato nuovamente a lasciare interdetti per la presunta sottovalutazione dell’importo massimo previsto dal contratto. Il sospetto è di essere di fronte a un nuovo caso di radicale svalutazione dell’attività professionale del tecnico, a pochi giorni di distanza dalla non placata polemica sul bando del Comune di Catanzaro, accusato da più parti di aver ‘legittimato’ l’affidamento a costo zero (anzi, un euro) di una prestazione tecnica in cambio di sponsorizzazione personale.
Per vederci più chiaro in questa questione del bando dell’Aler Pavia e Lodi abbiamo chiesto informazioni alla Rete degli Ingegneri Ipe, libera associazione di ingegneri che ha postato sulla propria pagina Fb il bando sospetto. Alle risposte contribuiscono Marco Carozza (MC), Ingegnere Civile, Ordine degli Ingegneri di Caserta – Portavoce Rete Ingegneri Ipe, Daniele Sole (DS), Ingegnere Edile, Ordine degli Ingegneri di Ancona- Portavoce Rete Ingegneri Ipe e Renata Tecchia (RT), Ingegnere Civile Edile (Consulente esperto CasaClima e Presidente Network CasaClima Campania), Ordine degli Ingegneri di Caserta.

Di che cosa tratta il bando?
MC+DS: L’avviso riguarda l’indagine esplorativa di mercato per la selezione di un operatore economico a cui affidare il servizio relativo alla redazione degli attestati di prestazione energetica da allegare alla fine lavori dell’intervento di riqualificazione energetica di un edificio composto da n. 98 alloggi a canone sociale in viale Pavia n. 19 a Lodi. L’importo del servizio da affidare è di € 3.000,00 Iva esclusa, quale importo massimo presunto. In pratica riguarda l’affidamento di una prestazione professionale specialistica. La redazione della prestazione dovrà essere svolta da soggetti certificatori accreditati, istituito presso l’Organismo regionale di accreditamento, così come stabilito dalla Delibera di Giunta Regionale VIII/5018 e s.m.i.
Il professionista interessato deve essere in possesso dei requisiti richiesti dalla DGR VIII/5018 e s.m.i.(Regione Lombardia), ovvero:
– uno dei titoli di studio di cui al D.P.R. n. 75/2013, art. 2, comma 3, lettera da a) ad e), iscrizione ai relativi Ordini e Collegi professionali, ove esistenti, e abilitazione all’esercizio della professione in tutti i campi concernenti la progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente.
Il tecnico opera quindi individualmente all’interno delle proprie competenze.
– uno dei titoli di studio di cui al D.P.R. n. 75/2013, art. 2, comma 4, lettere da a) a d), e di un attestato di frequenza superiore all’85%, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici.

Chi ve l’ha segnalato?
MC+DS: Il bando è stato segnalato da un collega che fa parte del gruppo “Rete degli Ingegneri IPE”. Partecipando a circa 40 gare l’anno, questo ingegnere è particolarmente aggiornato sui bandi, e per questa ragione è rimasto ben sorpreso da questo avviso.

Qual è il problema principale di questo bando?
MC+DS: Il problema è il compenso professionale massimo presunto che ammonta a circa 30Euro ad Attestato. Con una somma del genere non è possibile nemmeno eseguire il sopralluogo obbligatorio e stampare le copie cartacee. Questa prestazione non può venire quantificata con importi così irrisori, dovendo comprendere tra gli altri un congruo margine di guadagno al netto delle spese e rischio d’impresa.
Tutto ciò anche considerando le varie possibili facilitazioni dovute alla collaborazione del personale ALER per l’espletamento dell’incarico, in base all’art. 3 dell’Allegato 1 “Disciplinare di Incarico” (http://www.alerpavialodi.it/att_ener_progetto.pdf ), dove però non viene esplicitato quale tipo di facilitazioni saranno previste.
A fronte di tutto questo anzi viene indicata una penale nel ritardo nella consegna degli Attestati pari ad € 20,00 giornalieri (vedasi art. 4 del medesimo Allegato 1) (DOWNLOAD alla fine dell’articolo).
RT: L’attività di certificazione energetica non è un balzello che il Governo, dovendo adeguarsi alle Direttive europee, ha posto in essere per vessare il cittadino il quale non può più mettere in vendita o locare un immobile in assenza di tale certificato. Dovrebbe, invece, rappresentare un importante indicatore per valutare l’opportunità o meno dell’acquisto e/o della locazione in quanto incide direttamente sui costi di gestione. Il compenso così limitato non fa che rafforzare l’idea che la certificazione sia inutile, sia un male necessario per rispettare una normativa e non già un’attività seria, che comporta l’impegno di un professionista appositamente formato e qualificato, che si reca sul posto, esegue un rilievo non solo metrico ma anche stratigrafico (spesso con ausilio di strumentazione ad hoc), verifica la tipologia di impianto e la corrispondenza tra i dati riportati nel libretto di impianto e lo stato dei luoghi anche perché la certificazione, soggetta a controllo a campione, è resa in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000. Quindi l’attività si completa a tavolino con l’imputazione dei dati raccolti e l’emissione del certificato. Si resta ancora più amareggiati riscontrando che sia proprio un Ente Pubblico al quale la normativa, su impulso della Comunità Europea, ha demandato un ruolo esemplare per la diffusione della cultura del risparmio energetico ad avere un atteggiamento così poco “illuminato”.

È un caso isolato o è diventata una regola?
MC+DS: Non si può parlare di caso isolato, occorre far presente che esempi negativi erano arrivati da studi professionali di colleghi che si erano proposti con offerte “pacchetto” a prezzi altrettanto ridotti. Ci sono offerte online che offrono la redazione di un APE a 45 euro, basta una veloce ricerca in rete, riteniamo quindi che stia diventando una regola del settore. Per questi casi è da chiedersi come possano deontologicamente garantire una prestazione professionale congrua per l’offerta pubblicizzata.

C’è un modo per contrastare questa tendenza? Che cosa proponete?
MC+DS: Non bisogna nascondere che il prezzo del petrolio così basso e la consapevolezza che se il fabbricato è un colabrodo dal punto di vista energetico non incide sulla sicurezza del cittadino, non aiutano il settore. Tuttavia essendo il tema delle risorse ambientali e del loro depauperamento di forte impatto sociale, è necessario fare di più e meglio nel campo dell’informazione e della formazione, nonché sul controllo.
Un esempio su tutti la Provincia dell’Alto Adige che si è data delle regole stringenti e da oltre 15 anni istituendo un Protocollo ed una struttura in grado di svolgere attività di informazione capillare, formazione professionale per professionisti ed imprese ha fatto in modo che il tema del risparmio energetico sia diventato un’occasione di sviluppo, un volano economico tangibile.
La costruzione di una filiera che coinvolga tutti, dal cittadino all’operatore del settore, è l’unica strada per superare il problema dell’indifferenza sull’importanza dell’attestato di certificazione energetica e, conseguentemente, valorizzare l’attività del professionista che lo redige.
Bisognerebbe inoltre implementare nuovamente i minimi tariffari, adeguandoli ai tempi presenti ed inserendo le voci di prestazioni prima non erano indicate quali appunto le analisi e verifiche energetiche.

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