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Appalto di servizi intellettuali: quando non vanno indicati i costi della sicurezza

L’ideazione di soluzioni che non espongono a rischi è esente da oneri per la sicurezza: lo stabilisce il Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato, Sez. VI, con la sentenza n. 2098 dell’8 maggio 2017, ha chiarito che negli appalti di servizi di natura intellettuale non è necessaria l’indicazione dei costi relativi alla sicurezza scorporati dai costi assoggettati a ribasso d’asta, come previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Il caso
Nel caso in esame, un’impresa aveva partecipato a una gara pubblica, con criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la fornitura e la manutenzione del software, ma era stata esclusa perché aveva indicato in € 0,00 i costi per la sicurezza, che invece a norma del disciplinare di gara si sarebbero dovuti indicare a pena dell’esclusione.
L’impresa esclusa dalla gara aveva impugnato la decisione, sostenendo che la propria indicazione dei costi sarebbe stata corretta perché oggetto della fornitura sarebbe un servizio di natura intellettuale, per il quale tali costi non sarebbero configurabili.
Secondo il Consiglio di Stato, negli appalti di servizi di natura intellettuale, la mancata indicazione dei costi della sicurezza non costituisce una “omessa dichiarazione”. L’impresa che non indica i costi della sicurezza, si legge nella sentenza, non può essere esclusa, per analogia, per la violazione delle norme sulle clausole sociali dal momento che, avendo partecipato ad una gara di servizi intellettuali, è esonerata da questi obblighi, in quanto i servizi di natura intellettuale consistono nell’ideazione di soluzioni, ma non necessitano di verifiche e collaudi, quindi di attività che possono comportare dei rischi. Sulla base di queste motivazioni, l’impresa è stata riammessa alla gara.

Il Collegio richiama la sentenza della Sezione V del Consiglio di Stato n. 223 del 19 gennaio 2017, secondo cui l’indicazione di oneri interni per la sicurezza pari a zero in un caso di appalto di servizio di ordine intellettuale non comporta di per sé l’esclusione della concorrente per motivi di ordine formale, ed in particolare per violazione dell’art. 87, comma 4 del D.Lgs. n. 163/2006 e del bando di gara conforme alla norma, dovendosi piuttosto valutare in concreto se tale dichiarazione sia congrua.

Servizi intellettuali e costi per la sicurezza
Sulla base di recenti sentenze, si possono individuare i profili di alcune categorie di servizi in relazione agli oneri per la sicurezza:
• la fornitura di pc con assistenza tecnica on-site non è prestazione intellettuale e quindi deve prevedere costi per la sicurezza (Tar Bologna, sentenza n. 268/2015);
• la consulenza e il brokeraggio assicurativo per una Regione non espongono a rischi o pericoli e quindi sono esenti da oneri per la sicurezza (Consiglio di Stato, sentenza n. 1051/2016;
• il servizio di call center è di natura intellettuale, senza rischi e senza costi per la sicurezza (Tar Bologna, sentenza n. 564/2016);
• la redazione di un piano di rischi idrogeologici con sopralluoghi e rilievi espone a rischi specifici e quindi comporta oneri per la sicurezza (Consiglio di Stato, sentenza n. 3139/2016);
• la progettazione lavori, demolizione e ricostruzione di una scuola con sopralluoghi, rilievi e misurazioni implica costi per la sicurezza (Tar Veneto, sentenza n. 182/2017);
• i servizi di ingegneria a supporto di una struttura tecnica di un’azienda ospedaliera sono prevalentemente intellettuali, privi di rischi specifici perché si esprimono in attività di controllo e supervisione dei lavori, senza partecipazione attiva ai cantieri (Tar Napoli, sentenza n. 4150/2016);
• l’attività di interpreti e traduttori prestata in scuole è di natura meramente intellettuale (Consiglio di Stato, sentenza n. 223/2017).

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