Bandi a un euro, ormai è una moda: due nuovi casi | Ingegneri.info

Bandi a un euro, ormai è una moda: due nuovi casi

Monitorati due nuovi casi simili a quello di Catanzaro. Il Consiglio nazionale ingegneri ha già inviato la diffida alla Stazione Appaltante e all’Anac

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Ormai è una moda, un fenomeno che fa tendenza, verrebbe da dire, con un tono un po’ polemico e un po’ ironico. Nonostante quanto stabilito dal correttivo al Codice degli appalti e nonostante in Senato sia passato un emendamento che sancisce l’equo compenso per tutti i professionisti, il Consiglio Nazionale Ingegneri è costretto a segnalare un altro incredibile caso di bando vergogna a un euro, dopo quello clamoroso del Comune di Catanzaro che tanto aveva fatto indignare i tecnici italiani.

Nel corso della sua attività di contrasto ai bandi illegittimi, infatti, il CNI ne ha rilevati due del Comune di Solarino (SR) relativi all’affidamento di servizi di ingegneria e architettura che prevedono per la stessa procedura di gara una diversa valutazione del corrispettivo da porre a base d’asta per i servizi di progettazione rispetto a quelli di direzione dei lavori. Per ciascuno dei due bandi si prevede, analogamente al famoso caso di Catanzaro, un corrispettivo pari ad 1 euro per la progettazione definitiva ed esecutiva e l’applicazione, peraltro errata, del DM Corrispettivi Opere Pubbliche per la direzione dei lavori relative all’efficientamento energetico di due plessi scolastici.

Il Presidente del CNI, Armando Zambrano, ha immediatamente provveduto ad inviare la diffida alla Stazione Appaltante e all’Anac, con la quale ha chiesto il ritiro immediato dei bandi in quanto palesemente difformi rispetto ai commi 8 e 8 ter dell’articolo 24 del Codice, come modificato dal decreto Correttivo. Inoltre, il calcolo artificioso del corrispettivo finisce col produrre un artificioso frazionamento dell’importo da porre a base di gara che, valutato correttamente, sarebbe superiore alla soglia dei 40.000 euro.

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“In questo contesto di disapplicazione delle norme – afferma Armando Zambrano – diventa ancora più importante quanto approvato in Senato relativamente all’equo compenso. A questo proposito, ribadiamo la necessità di proseguire con i successivi provvedimenti attuativi al fine di garantire che i procedimenti di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura siano definitivamente improntati al rispetto delle norme vigenti, con esclusione della valutazione del prezzo nella loro aggiudicazione”.

Nel merito interviene Michele Lapenna, Consigliere CNI con delega ai Lavori Pubblici e responsabile dell’Osservatorio bandi. “Sulla base delle modifiche introdotte dal D.Lgs 19/04/2017 n.56 – fa notare – le stazioni appaltanti sono obbligate ad applicare il decreto “Parametri” (D.M. 17 giugno 2016) per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Inoltre ai sensi del comma 8 ter dell’articolo 24 del D.Lgs 50, dopo le modifiche apportate allo stesso dal Decreto Correttivo, è fatto divieto alle Stazioni Appaltanti di prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso. Appare, dunque, totalmente illogico e palesemente contrario alle norme sopra richiamate applicare una determinazione del corrispettivo, per una parte delle prestazioni richieste (progettazione), in modo non conforme alla normativa e utilizzare la stessa, per la restante parte. In questo modo si determina anzitutto una evidente sottostima del corrispettivo da porre a base di gara ed anche l’errata procedura di affidamento adottata, non applicabile per valori eccedenti la soglia dei 40.000 €, qui abbondantemente superati. La dicotomia operata nella individuazione dei criteri di stima dei corrispettivi lascia quindi trapelare la volontà di produrre un artificioso frazionamento del valore della commessa.”

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