Bandi architettura e ingegneria, il requisito sui lavori identici è illegittimo | Ingegneri.info

Bandi architettura e ingegneria, il requisito sui lavori identici è illegittimo

L’Anac stabilisce che non è legittimo il requisito di partecipazione dei due servizi di architettura e ingegneria identici a quello in gara

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Il nuovo Codice dei contratti pubblicid.lgs. n. 50/2016 ha previsto la disciplina specifica della fase di gara pubblica ma ha, allo stesso tempo, disposto l’assegnazione all’ ANAC di rilevanti funzioni normative e decisorie.

È proprio questo il caso dei requisiti di partecipazione nelle ipotesi di procedure di affidamento per Servizi di Architettura e Ingegneria, nelle quali all’ANAC è stato affidato il compito di prevedere la disciplina di indirizzo generale per lo svolgimento di questa tipologia di gare.

Nel caso specifico, l’Autorità è dovuta tornare ulteriormente su quanto detto nella disciplina attuativa del Codice, con l’emissione di una nuova Delibera che chiarisce come e perché distinguere tra le categorie di lavori analoghi lavori identici.

La normativa attuativa e il successivo intervento di ANAC

Il paragrafo 2.2.2 delle Linee guida ANAC n. 1 prevede che per l’affidamento di incarichi di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria (Art. 35 del D. Lgs. n. 50 del 2016) devono essere rispettati dei requisiti di partecipazione. Tra tali requisiti c’è lo svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi di ingegneria e di architettura, relativi ai lavori appartenenti a ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare.

Con la delibera 43 del 17 gennaio 2018, l’ANAC ha chiarito che la clausola del bando che richiede quale requisito di partecipazione lo svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi di architettura e ingegneria riferiti a tipologie di lavori analoghi, non è legittima perché vìola la Linea guida n. 1 e assimila impropriamente il concetto di lavori analoghi a quello di lavori identici.

Secondo l’Autorità tale interpretazione proposta da talune Amministrazioni avrebbe limitato il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche.

I diversi concetti di lavori analoghi e lavori identici

Per l’Autorità occorre ben distinguere tra lavori analoghi e lavori identici.  La prima categoria è ricondotta – nella Linea guida n. 1 – all’ipotesi di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelle dell’affidamento.

Diversamente, l’ANAC ha ravvisato che nel caso specifico oggetto della Delibera n. 43 si è fatto riferimento al diverso concetto di lavori identici, ove è stato richiesto agli offerenti il requisito dell’avere svolto lavori su un cimitero monumentale.

In questo modo è stato introdotto nel bando di gara un requisito partecipativo troppo aderente all’oggetto della gara, con l’assimilazione impropria del concetto di lavori analoghi con quello di lavori identici. Tale clausola è limitativa della partecipazione di imprese che hanno svolto servizi di Architettura e Ingegneria per appalti che richiedono la medesima competenza tecnico-economica ma che non riguardano i servizi cimiteriali.

 

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