Bim ed equo compenso: al via la consultazione Anac sull’aggiornamento delle Linee guida n. 1 | Ingegneri.info

Bim ed equo compenso: al via la consultazione Anac sull’aggiornamento delle Linee guida n. 1

Aperta fino al 9 luglio la consultazione online dell'Anac dedicata in particolare all'evidente del Bim negli appalti e a corrispettivi e decreto parametri

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Con la consultazione on line dell’8 giugno 2018 (aperta fino al 9 luglio 2018), l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), ha inteso richiedere agli operatori dei contributi necessari all’aggiornamento delle Linee Guida n. 1 in merito all’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, con particolare riferimento all’introduzione di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM) e l’equo compenso.
L’attuale quadro normativo. L’articolo 23, comma 13 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, c.d. Codice dei contratti pubblici, prevede che le stazioni appaltanti possano richiedere per le nuove opere nonché per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l’uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM).
La norma, per le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà dei suddetti metodi, richiede l’intervento di un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da adottarsi entro il 31 luglio 2016. La pubblicazione del decreto in questione (n. 560) recante “Modalità e i tempi di progressiva introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche” (c.d. Decreto BIM), è avvenuta l’1/12/2017.

Il Decreto BIM. Il Decreto n. 560/2017, disciplina la tempistica di entrata in vigore dell’obbligo di ricorso ai metodi e agli strumenti elettronici specifici, gli adempimenti preliminari che le stazioni appaltanti sono tenute ad adottare per poter ricorrere all’uso degli stessi, l’interoperabilità dei sistemi, fornendo, altresì, alcune indicazioni sul contenuto del capitolato informativo.
Il quadro normativo di riferimento è completato dalle citate Linee Guida ANAC n. 1, che pubblicate per la prima volte nella Gazzetta Ufficiale del 29 settembre 2016 (n. 228) necessitano di una ulteriore revisione.
Il contenuto della consultazione. La consultazione dell’8 luglio 2018 si occupa di due questioni fondamentali per il sistema nazionale degli appalti pubblici. La prima, si inserisce nell’ambito di un percorso già intrapreso dal legislatore europeo e nazionale che porterà alla completa digitalizzazione delle procedure di gara. Si forniscono quindi indicazioni agli operatori in relazione alla predisposizione della documentazione e le modalità di gestione della procedura, sin dalla fase della progettazione, in relazione all’utilizzo di strumenti elettronici.
E’ previsto che tutti i soggetti interni alla stazione appaltante che sono chiamati ad interfacciarsi con le attività connesse alla realizzazione dell’opera pubblica, dalla progettazione alla costruzione, quali il RUP, il direttore lavori, i direttori operativi, gli ispettori di cantiere, il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, il collaudatore, devono essere in possesso di adeguate competenze con riferimento ai metodi e agli strumenti elettronici conseguite anche attraverso la frequenza, con profitto, di specifici corsi di formazione.
In materia di equo compenso, invece, al fine di eliminare le distorsioni di un mercato sempre più concorrenziale ma volto al massimo ribasso, si ribadisce la necessità che le stazioni appaltanti debbano definire l’importo a base di gara in coerenza con le indicazioni contenute nel decreto del Ministro della Giustizia del 17 giugno 2016, recante le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione.
Di assoluto rilievo è la possibilità per le stazioni appaltanti di ricorrere alla formula bilineare invece che alla formula classica dell’interpolazione lineare nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di scoraggiare ribassi eccessivi.
Viene, infine, ribadito che le amministrazioni non devono richiedere prestazioni ulteriori rispetto a quelle a base di gara, che non siano state considerate ai fini della determinazione dell’importo a base della procedura.

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